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La Gigante Asia nello sport, Vulpis: “Un mercato che punta all’eccellenza e agli investimenti”

Tutti in Asia i prossimi eventi importanti dello sport. Dalle Olimpiadi di Tokyo, alle Universiadi di Chengdou. E poi ancora i Mondiali di Nuoto tra due anni. Perché tutto questo ? Risponde Marcel Vulpis, direttore di sporteconomy.it

Il Faro on line – Tokyo 2020, Pechino 2022, Chengdou 2021, Fukuoka 2021. Le Olimpiadi estive, i Giochi Invernali, le Universiadi e i Mondiali delle discipline acquatiche. Queste le traduzioni dei nomi e delle date indicate. Solo alcuni dei numerevoli eventi sportivi che l’Asia ospiterà in futuro. E chi ospita tutt’ora.

Una parte del mondo in crescita nell’universo variegato dello sport. Stanno fagocitando investimenti e sponsorizzazioni dall’intero globo. Imprenditori e nuovi magnati del settore sportivo. Non è un mistero se le squadre di calcio più importanti al mondo, si trasferiscono in Cina, in India, in Giappone, in Thailandia per svolgere lunghe tournee. E lì acquisiscono ampia visibilità. E’ cambiato tutto, sin dagli anni 2000.

Hanno cominciato il Real Madrid, il Barcellona e il Manchester United. I team calcistici più importanti d’Europa, grazie alla loro politica di management di espansione, iniziata con gli stadi di proprietà, hanno perfezionato gestione e ricavi. E lì hanno ingigantito il proprio giro di affari e hanno potuto ingaggiare gli dei del calcio. Lionel Messi, Neymar, Cristiano Ronaldo, David Beckam. Volti noti nel calcio internazionale. Ponti verso il nuovo mondo degli affari, destinazione Asia.

E il tifo, le emozioni sportive e il seguito nei confronti di questi grandi campioni hanno preso strada. E pian piano si è allargato il mercato asiatico. Oggi di attrazione internazionale. Partito dal calcio si è rivolto anche alla formula uno e agli altri sport. E poi alle Olimpiadi. Presto ci saranno due anni pieni per quella parte del mondo. 2020 e 2022. Tokyo e Pechino. Ed entrambe stanno crescendo nel campo sportivo. E stanno preparando dei Giochi che persino il Cio giudica tra i più belli della storia. Pechino sarà la prima città al mondo e nella storia ad ospitare due tipi diversi di Olimpiadi. Estive (organizzate nel 2008) e invernali. Nel 2022. Una città dai due aspetti allora. Che può vestirsi in modo diverso nello sport. E in crescita. Calcio, atletica. Solo alcune delle discipline sportive che stanno prendendo piede e a cui il Governo cinese sta dedicando investimenti e sviluppo.

Punta all’eccellenza la Cina. Alla fine del 2020, come riporta saporedicina.com saranno 70 mila i campi di calcio sparsi per tutto il Paese. Entro questa data 50 milioni di cinesi tra cui 30 mila studenti giocheranno a calcio. L’obiettivo è ospitare un’edizione dei Mondiali e vincere il titolo. E la presenza in questi anni di tanti allenatori italiani tra i quali Marcello Lippi, campione del mondo con l’Italia a Berlino, non è un caso. Anche l’atletica ha un programma importante di crescita. Nello specifico il running. Sta diventando un’abitudine di vita per tanti cinesi. Ad esempio. Un interesse in crescita per la popolazione del Grande Dragone. Il numero delle gare podistiche, tra cui tante maratone, è aumentato in questi ultimi sette anni. Lo riporta ancora saporedicina.com. Entro il prossimo anno saranno 80 gli eventi di running che si svolgeranno sull’intero territorio cinese, con 10 milioni di persone nel Paese che lo praticheranno. E poi l’organizzazione a getto. Impianti, eventi. Tutto quello che servirà al running per crescere è in piano in Cina. Solo alcuni degli aspetti sorprendenti di un continente asiatico che sta strappando il primato dell’organizzazione degli eventi sportivi all’occidente. Una volta ago della bilancia dello sport mondiale. Sta cambiando la tendenza. E lo sta facendo perché il mercato di questa parte del mondo è vergine sotto molti punti importanti.

Ne parla il direttore di sporteconomy.it Marcel Vulpis. Nella sua intervista rilasciata per l’inchiesta de Il Faro on line, sul perché eventi così importanti trovino svolgimento soprattutto in Asia, vengono alla luce caratteristiche particolari del mercato specifico. Non è saturo ancora di investimenti, come potrebbe essere probabilmente per l’altra parte del mondo. Europa e America. Vulpis sottolinea: “C’è voglia di ospitare eventi ed è un settore votato all’eccellenza”. Mentalità, investimenti economici. Una cascata di milioni di dollari e di yen. Tutto si lega per creare un prodotto sportivo affascinante e attrattivo. Da offrire a tutto il mondo. Da offrire agli investitori e a chi decide di aprire filiali, squadre, eventi e manifestazioni in Asia. E’ in atto forse la globalizzazione dello sport. Come accaduto per la cultura e per tanti aspetti della vita dell’uomo nel mondo, era l’Europa una volta il centro di tutto. E gli anni 2000 con il cambiamento delle abitudini di vita e della caduta di confini di ogni tipo, hanno portato allo sport uno sviluppo senza limite. Anche in Asia.

Il Direttore di sporteconomy.it parla della International Champions Cup. Un torneo di calcio tra due continenti. America e Asia. E le partite delle grandi potenze calcistiche mondiali (Real Madrid, Benfica, Juventus, Milan, Manchester United) si svolgono proprio in Asia. Nella terra delle nuove opportunità finanziarie. Nella terra dove i ricavi sembrano protetti dalla svalutazione e dalla crisi economica. Che sembra non esistere in questo tempo in Asia: “Ha una liquidità maggiore, rispetto ad altri mercati inclusa l’America”. Precisa Vulpis. Stanno tutti lì i giganti magnati dello sport. I grandi imprenditori dei nuovi mercati internazionali che investono anche nel calcio. La Cina è diventata di casa ad esempio, per l’Inter e il Milan. Soldi che fanno bene ad un movimento italiano in crisi economica. Lo dichiara Marcel Vulpis: “E’ sicuramente in una fase di ricerca di liquidità”. Si analizza l’intero mercato sportivo, ma si fa riferimento soprattutto al calcio. Senza stadi di proprietà ancora. La profonda lacuna con gli altri paesi europei è stata sempre questa. E solo alcune squadre hanno un proprio impianto. La Juventus fa tendenza in questo. Ma il sistema Italia in questo senso è ancora debole. E allora ecco la differenza con un continente come l’Asia, che l’Europa in questi anni non riesce a reggere, nel mercato sportivo: “Un segnale preoccupante”. Dice Vulpis descrivendo la crisi di un calcio che avrebbe bisogno di cambiare rotta. Esistono candidature e progetti ambiziosi in Italia. Nel 2026 Milano e Cortina ospiteranno le Olimpiadi Invernali. La Federnuoto ha candidato l’Italia per gli Europei del 2022 e probabilmente Roma avrà anche la sua competizione continentale di atletica leggera nel 2024 dopo tanti anni. Alcuni dei piani posti in essere e ancora da porre sul suolo italiano. Ma l’Italia ci crede.

E intanto la gigante Asia cresce nello sport e prepara i suoi eventi sportivi del futuro. Tra un anno ecco le Olimpiadi di Tokyo 2020 ad aprire la danza. E a proseguirla. Pechino 2008 e PyeongChang 2018. Dieci anni virtuosi per quella zona del mondo. Nuoto, atletica, scherma. Discipline e competizioni internazionali ospitate in questi anni. E i recenti Mondiali Fina delle discipline acquatiche svoltosi a Gwangju in Corea del Sud, sono stati solo gli ultimi baluardi di un mercato rigoglioso. Ed ancora in aumento. Si è spostata la lancetta dello sport mondiale. Adesso è l’Asia a comandare.

Di seguito, le dichiarazioni di Marcel Vulpis :

“Gli investimenti stanno partendo dall’Asia e stanno arrivando all’Asia. E’ un mercato ancora non saturo a livello sportivo. Non è ancora maturo. Ha voglia di ospitare eventi e quindi di far crescere l’attenzione sul mondo dello sport. Uno sport votato all’eccellenza. Per esempio la International Champions Cup, il torneo di calcio tra Asia e America, viene disputato in Asia e vede la presenza di top club di calcio. Così come gli altri eventi sportivi, tra i quali le Olimpiadi di Tokyo 2020. Sicuramente l’Asia in questo momento ha una liquidità maggiore, rispetto ad altri mercati inclusa l’America. E’ partita molto più tardi nell’attenzione e nel focus sullo sport e oggi ha la possibilità di poter investire, organizzare e di poter attrarre ad ospitare club, eventi, federazioni ed eventi sportivi importanti, molto più degli altri mercati mondiali”.

“Il mercato Italia ? E’ sicuramente in una fase di ricerca di liquidità. A partire dal calcio. La stessa Serie A ha problemi di indebitamento, nella maggior parte delle società. A livello anche della ricerca di nuove risorse e sponsor. Un segnale sicuramente preoccupante. Bisogna aspettare tempi migliori”.