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Minturno, l’ex sindaco Sardelli: “Impianti di acquacoltura via da Punta Stendardo”

Sardelli: "In una riunione degli industriali svoltasi a Gaeta, denunciai la situazione, chiedendo lo spostamento degli impianti, ma, considerato i costi, mi risposero picche."

Minturno – Nel Golfo di Gaeta si torna a parlare degli impianti di acquacoltura e del relativo danno causato alla bellezza di tutto il litorale. A farlo, in una nota, è l’ex sindaco di Minturno – in  carica dal 2005 al 2010 – Pino Sardelli, che, in una nota, sottolinea come, col finire degli anni “90 e l’avvento delle concessioni di itticoltura rilasciate a a Gaeta non si sia capito più nulla, come, a nulla, sono valsi, i suoi tentativi – all’epoca in cui era Sindaco – di farli spostare.

Nei giorni scorsi, si è parlato di alcuni sporadici sversamenti di fogna  – leggasi inquinamento di rio Recillo – che sporcano il nostro mare. Ebbene, intorno agli anni 70/80 Formia, Gaeta Minturno, Itri e tutti i paesi che si affacciano sul Garigliano, compreso Cellole e Baia Domizia, non avendo depuratori, scaricando direttamente in mare. Noi più di tutti tramite il Garigliano, considerando che allora avevamo il doppio delle presenze, se non il triplo, rispetto oggi, e, nonostante tutto, il mare era sempre chiaro e cristallino. Questo fino agli anni “90.

Nel frattempo, tutti si sono dotati di depuratori, chi molto efficienti, come il nostro, chi meno, come Formia, ma tutti indistintamente, si depuravano. Poi hanno cominciato con le concessioni di piscicoltura a Gaeta e da qui non si è capito più nulla.

In una riunione degli industriali svoltasi a Gaeta, denunciai il fatto, chiamando a testimone l’allora comandante della Capitaneria di Porto presente in sala, chiedendo lo spostamento degli impianti fuori punta Stendardo, ma, considerato i costi, mi risposero picche.

Nell’ultimo anno del mio mandato inoltrai denuncia alle autorità competenti che non fu più seguita da me perché scaduto e non seguita da altri perché tutti son buoni solo per fare chiacchiere, annunci, denigrare altri e basta. In sintesi, con il ponente tutta quella roba e mangime arriva da noi. Bisognerebbe, poi, vedere cosa c’è sotto le gabbie. Ma tutti tacciono e fanno finta di non sapere.”

L’ex sindaco ha infine precisato che, se le elezioni del 2016 sarebbero andate diversamente – ovvero se lui avesse vinto – i suddetti impianti, ora, non ci sarebbero più.

Una dichiarazione che, ancora una volta, riporta alla luce il tema della delocalizzazione, che, come annunciato in conferenza stampa dall’attuale sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, l’amministrazione intende richiedere ufficialmente.

(Il Faro on line)