Seguici su

Cerca nel sito

Lettere al direttore

Scempio a Fregene: la pineta monumentale trasformata in discarica foto

Gentile Signor Sindaco,
conoscendoLa come uomo d’altri tempi, ritengo Lei non frequenti i social e dunque non conosca la situazione disastrosa della Pineta di Fregene. Per questo mi permetto di mostrarLe qualche fotografia scattata oggi – ma la situazione del resto è la stessa ogni giorno – e fornirLe qualche cenno storico sulla Pineta di cui sopra.

“La pineta di Fregene risale al 1666, anno in cui papa Clemente IX ordinò di piantare i pini che tutt’oggi la compongono… Recenti studi in campo dendroecologico (dendrocronologia) realizzati in collaborazione con l’Università degli studi della Tuscia (Dafne), hanno rilevato come alcuni esemplari di pino domestico (Pinus pinea L., 1753), campionati in tale pineta, risultino tra più antichi d’Europa raggiungendo i 214 anni di età”.

Queste, egregio Signor Sindaco, sono informazioni che si trovano su Wikipedia, fonte che – suppongo per la stessa ragione di cui dicevamo – Lei non conosca e che dunque per Sua comodità Le cito qui.

Il preambolo, gentile Signor Sindaco, mi serve per farLe comprendere la situazione speciosa, drammatica direi, in cui la Pineta si trova, meta di vacanzieri che abbandonano la spazzatura ovunque.

Ora già immagino, illustre Signor Sindaco, l’obiezione che Lei giustamente solleverà: colpa di residenti delle seconde case, maledetti evasori che, non pagando la tassa sulla spazzatura, la gettano dove capita in totale disprezzo dell’ambiente e del decoro. Tutto vero, caro Signor Sindaco, e anzi mi compiaccio della lucidità dell’analisi che certamente Ella farà!

Mi permetto tuttavia di segnalarLe un dettaglio: in tutta la Pineta, meta turistica di grande pregio, non esiste un cestino della spazzatura degno di questo nome, di talché gli animaletti notturni che la frequentano, di quei sacchi – ripeto: colpevolmente abbandonati ! – fanno puntualmente strage. Non solo.

La colpa dei vacanzieri certo non esime l’amministrazione dal pulire poi quanto costoro sporcano, e invece quei sacchi che vede nelle foto, quel pattume senza età, resta abbandonato per giorni e settimane, come del resto i pini caduti, quelli famosi di Papa Clemente.

Ora immagino che in effetti la Sua efficientissima amministrazione paghi magari qualche ditta che si occupi della pulizia del parco. Delle due l’una dunque, gentile Signor Sindaco: o Lei paga poco questa ditta, e dunque essa poco pulisce; o Lei la paga il giusto, ed essa magari ogni tanto – come dire – si distrae.

O Lei governa male, insomma; oppure Lei non si accorge di quel che accade nel Suo territorio. La terza possibilità, e cioè quella che insieme ai pini più antichi d’Europa, Lei voglia aggiungere il primato dei sacchetti di pattume più antichi d’Italia, francamente non la prendo in considerazione.