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Un anno fa il crollo del Ponte Morandi, Genova in lacrime ricorda le vittime – VIDEO foto

La delegazione di Autostrade abbandona la commemorazione su richiesta dei parenti delle vittime

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Genova - Un anno fa alle 11.36 crollava il ponte Morandi, causando la morte di 43 persone. Oggi alle 10 è iniziata la cerimonia di commemorazione delle vittime a Genova. Presente anche una delegazione di Atlantia e Autostrade per l’Italia alla cerimonia. Tra loro Giovanni Castellucci, ex ad di Aspi e ora ad di Atlantia, Roberto Tomasi, attuale ad di Aspi, Fabio Cerchiai, presidente di Atlantia, Giuliano Mari, presidente di Aspi, Gianni Mion, presidente di Edizione. Secondo quanto risulta, i vertici di Autostrade sarebbero stati direttamente invitati dal sindaco e commissario Marco Bucci.

Oggi è giusto che tutti siano presenti alla commemorazione: è un gesto importante. Tutte le manifestazioni da parte dei parenti delle vittime devono essere rispettate ed è importante che siano tolleranti. Ma non entro nel merito delle emozioni dei parenti delle vittime”.

Così il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, a margine della cerimonia di commemorazione delle vittime di ponte Morandi, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sull’assenza di alcuni parenti delle vittime e la presenza dei vertici di Atlantia e Autostrade, poco prima che gli stessi lasciassero il luogo della cerimonia.

La delegazione di Atlantia e Autostrade per l’Italia ha lasciato la cerimonia prima dell’arrivo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La richiesta sarebbe arrivata dai parenti delle vittime.

Applausi dalle istituzioni e dai parenti delle vittime all’ingresso del Presidente Mattarella, nel capannone per la commemorazione del crollo del ponte Morandi, a Genova.

La commemorazione

Inizia con l’elenco delle 43 vittime del crollo di Ponte Morandi, la commemorazione a un anno dalla tragedia. A seguire il canto della “Requiem aeterna” di Puccini, con il quale è cominciata la messa. Sull’altare eretto davanti alla prima porzione della pila 9 del nuovo viadotto il crocifisso della parrocchia del Campasso che, spalancate le porte della chiesa, prima del crollo si affacciava su ponte Morandi.

“A distanza di un anno dal tragico crollo del ponte Morandi, Genova è qui. E con noi prega per le vittime, angeli della città. Li pensiamo nella luce, tra le braccia di Dio. E con gli occhi della fede li vediamo affacciarsi dalla finestra del cielo mentre pregano per i loro cari, per tutti noi: Genova non li dimenticherà mai”. Lo dice arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, nell’omelia.

Abbiamo incisi nel cuore quei giorni, quell’apocalisse che ci ha lasciati senza respiro, che ci ha fatti sentire svuotati, come se tutto, d’improvviso, fosse precipitato nel buio- prosegue il porporato- come in quei momenti di lutto, la città rinnova il suo abbraccio ai familiari delle vittime: siamo consapevoli che nessuno di noi può colmare il vuoto dei loro cari ma, umilmente e con grande rispetto, vogliamo stringerci a loro perché non si sentano troppo soli. Anche le parole del Santo Padre Francesco ci fanno sentire il suo affetto e la sua vicinanza: di cuore lo ringraziamo”.

Mattarella: "La giustizia vada fino in fondo"

La giustizia vada fino in fondo senza remore, svelando responsabilità e sanzionando colpevoli”. Nel nome delle vittime “dobbiamo lavorare per mettere a nudo fragilità, pecche e rischi del nostro sistema infrastrutturale e per modernizzare il meccanismo dei controlli rendendolo sempre più efficace. Perchè tragedie come quella del Ponte Morandi non devono ripetersi mai più”. Lo scrive il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un intervento pubblicato dal quotidiano di Genova Secolo XIX.

“Anche a Genova così come in ogni parte del territorio colpito da calamità o da incidenti si gioca il prestigio della Repubblica e la sua capacità di essere realmente una comunità nazionale”, scrive il capo dello Stato che ricorda come “un anno” non sia “trascorso invano”. Il progetto di nuovo ponte sarà in grado di rammendare la ferita inferta dal crollo.

Rammendare non significa cancellare: il nuovo ponte ricorderà per sempre quelle vittime innocenti di una tragedia causata dall’uomo che si poteva e doveva evitare”. La presenza a Genova delle più alte istituzioni “ha il significato di testimoniare unanime sostegno, non solo a parole, a una città e alla tenacia e al coraggio dei suoi abitanti, che hanno diritto alla rinascita economica e sociale attraverso lo sviluppo di una rete di infrastrutture e servizi capace di accompagnarne ed esaltarne lo spirito imprenditoriale”.

(Il Faro online)

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