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Carlotta Gilli: “Voglio vincere ai Mondiali di Londra. Il sogno è Tokyo 2020” foto

In ritiro al Polo Natatorio di Ostia, la campionessa mondiale di cinque specialità paralimpiche si racconta. In ambito Fin e in quello Finp è una gemma da far crescere. Determinata e convinta delle sue possibilità, punta dritta all’obiettivo

Ostia – Quando Carlotta elenca i suoi numerosi record, insieme alle tantissime medaglie conquistate fa venire i brividi. A soli 18 anni compiuti lo scorso 13 gennaio, una semplice ragazza appena diplomata in Scienze Applicate, ha stracciato primati e battuto avversari in tutto il mondo. E sono solo nell’ambito paralimpico.

La Gilli super campionessa ha due tesseramenti. Probabilmente un caso unico in Italia. Gareggia sia per la Federazione Italiana Nuoto che per la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico. La sua disabilità ipovisiva la rende protagonista in entrambi gli universi senza lasciare briciole a nessuno. Un carro armato e con un dolce sorriso sotto il sole di Ostia. Rilascia la sua intervista a Il Faro on line durante il collegiale premondiale al Centro Federale Fin di Ostia Lido della Nazionale Italiana di nuoto paralimpico. Insieme ai suoi compagni di Nazionale ha costruito giorno dopo giorno forma e carattere per prendersi a Londra in settembre, l’ennesima medaglia iridata. Si l’ennesima. E appena maggiorenne.

Sei le specialità di Carlotta in piscina. E non è facile farle tutte. Ma lei è forte e determinata: “Me lo dicono in tanti. Lo sono e vado sempre dritta al mio traguardo”. In pausa dall’allenamento della sera e alla vigilia di Ferragosto, la pluricampionessa mondiale paralimpica si descrive. E racconta quel nuoto che la rende unica: “La piscina è il mo habitat naturale”. E si impegna anche nelle sue altre cose. La scuola su tutti. E vorrà proseguire gli studi dopo aver conseguito il diploma: “Una grande atleta, lo è anche per una grande conoscenza”. Sue le parole. E una profonda intelligenza e chiarezza di pensiero per la Gilli vittoriosa in tutto il mondo e pure con la Federnuoto dei normodotati. Si allena in ambito Fin nella sua Torino nella Rari Nantes dove leggendari sono le discipline anche del salvamento. E lei pure in questa specialità si è sperimentata e dopo è tornata nel nuoto del cuore. 50, 100 e 400 metri stile libero. Non solo anche  100 delfino e 100 dorso per lei, insieme ai 200 misti.

Eclettica e campionessa in tutto. La medaglia  più bella è quella italiana però. Probabilmente la prima in carriera e sotto il cielo di Roma. Allo Stadio del Nuoto nel 2015 è arrivato il titolo italiano ai Campionati Giovanili Estivi e poi tutti gli altri successi. Quelli che proprio fanno venire i brividi. Ed è lei ad elencarli, uno dopo l’altro: “Ai Mondiali di Città del Messico ho vinto l’oro nei 50 e 100 stile, 100 delfino, 100 dorso, 200 misti e l’argento nei 400 stile. All’Europeo di Dublino ho conquistato l’oro nei 50 e 100 stile libero, nei 100 dorso e 200 misti e ho vinto il bronzo nella staffetta 4×100 stile mixed”. Da girare la testa. E i record ? Eccoli: “In vasca corta ce l’ho nei 100 delfino e nei 100 stile. In vasca lunga nei 50 e 100 stile, nei 100 dorso, 100 delfino e 400 misti, 200 farfalla e un primato europeo nei 200 misti e nei 200 stile”.

Praticamente Carlotta è padrona assoluta della disciplina. E’ lei la campionessa da battere. Quella che scende in vasca e si prende tutto quello che vuole. E lei è così. Come una certa Federica Pellegrini. Quando desidera una cosa punta dritta e se la prende. E la lista sterminata di allori vinti ne è la dimostrazione più palese. Fa parte della schiera degli eroi paralimpici la Gilli azzurra. Quelli che al Mondiale, come all’Europeo e alle Paralimpiadi, vincono tutto. In una Nazionale virtuosa come quella italiana non potrà che aumentare il bottino di medaglie Carlotta. E a Tokyo 2020 sarà per lei la prima Paralimpiade. Passerà per Londra tra un mese la qualifica a Cinque Cerchi, ma lei vuole arrivarci: “Ce l’ho nel cuore e cercherò di portarlo a termine in tutti i modi”. Lo ammette e lo farà. Sicuramente. A bordo vasca al Polo Natatorio di Ostia, la Gilli sorride e dice che è una bella cosa allenarsi tutti insieme e condividere l’esperienza sportiva. Lo sport è una scuola di vita e l’appartenere al mondo paralimpico le ha donato quella consapevolezza di non essere sola. Tante altre persone hanno la sua stessa problematica e lei può prenderle per mano ogni volta che scende in vasca. Perché è lì che Carlotta si sente se stessa. Un talento predestinato con i colori azzurri sulle spalle, insieme a quelli delle Fiamme Oro a vestirle il corpo, quando in piscina raggiunge medaglie e record. 9 primati iridati sulla pelle e 11 medaglie internazionali in bacheca in tutto. 5 ori ai Mondiali e 4 agli Europei. Il primo posto al primo Mondiale disputato ce l’ha sicuramente nel cuore. A Città del Messico e dall’altra parte dell’oceano atlantico l’azzurra ha reso orgogliosa l’Italia e il Comitato Italiano Paralimpico. E ha aggiunto a quell’oro altri 4 primi posti. Eccezionale il suo talento. Eccezionale Carlotta in vasca. Un patrimonio italiano che il mondo del nuoto tiene stretto stretto senza farla scappare.

E Carlotta vorrà sempre migliorarsi per aumentare le medaglie in palmares e per sentirsi in vasca se stessa. Sempre di più.

Come sta andando questo collegiale al Centro Federale di Ostia in previsione dei Mondiali ?

“Bene. Per adesso va tutto bene. Continuiamo ad allenarci con i consigli dati dai nostri tecnici ovviamente. Qui vengono valutati e aggiustati a seconda dall’esigenza. Qua è una grandissima opportunità per trovarci tutti insieme e per stare tutti tra di noi e visto anche il periodo estivo, nuotare a casa solitamente si è soli, quindi nuotare qui è un’altra cosa e siamo in una bellissima piscina e bellissima struttura. C’è tutto. piscina, camera e dove andiamo a mangiare. Molto molto comodo”.

E’ importante condividere preparazione e quotidianità con i compagni di Nazionale ? Vi aiutate a vicenda Carlotta ?

“Si si. Credo sia fondamentale. Sono molto utili questi raduni e la mia speranza è che ce ne siano sempre di più durante l’anno. Condividere la fatica insieme, diventa meno pesante. E’ fondamentale trovarsi tutti insieme”

Qual è la tua prospettiva per il Mondiale ?

“Sicuramente voglio fare il meglio. Raccogliere quello che si è seminato durante l’anno, con tutti i sacrifici che si son fatti e cercare di raccogliere il più possibile. Poi vedremo cosa succede”.

Tu gareggi sia per la Finp che per la  Fin. Puoi raccontare questa tua doppia partecipazione ?

“Si. Io sono nata nel mondo Fin. E tuttora continuo a starci. Il mio allenatore è un tecnico della Fin in un gruppo totalmente di essa. Quando sono poi entrata nel mondo paralimpico, ciò che volevo era assolutamente proseguire anche con la Fin e con le sue gare. Il mondo paralimpico doveva essere solamente un’aggiunta. Un modo per avere nuovi stimoli e nuovi obiettivi. Avere la possibilità di gareggiare in un panorama più internazionale. Continuando quello che facevo prima. Ho il doppio tesseramento”.

Puoi raccontare dei tuoi successi ? Qual è quello più bello che hai raggiunto ?

“Nell’ambito Fin è stata sicuramente la medaglia d’oro ai Campionati Italiani estivi di Roma. Nel 2015 ho vinto i 50 metri stile libero. Il mio primo grande successo e me lo porterò sempre dietro. Nell’ambito paralimpico invece è stato il primo oro mondiale. Una grandissima emozione. Ovviamente tutti gli altri che ho conquistato non sono di meno. Come quello europeo. A Città del Messico ho vinto l’oro nei 50 e 100 stile, 100 delfino, 100 dorso, 200 misti e l’argento nei 400 stile. All’Europeo di Dublino ho conquistato nei 50 e 100 stile libero, nei 100 dorso e 200 misti e ho vinto il bronzo nella staffetta 4×100 stile mixed, però una grandissima emozione la sento anche tutte le volte che consegui un record del mondo. Una grandissima cosa. In vasca corta ce l’ho nei 100 delfino e nei 100 stile. In vasca lunga nei 50 e 100 stile, nei 100 dorso, 100 delfino e 400 misti, 200 farfalla e un primato europeo nei 200 misti e nei 200 stile”.

Tutti questi record sono eccezionali per una ragazza della tua età. Cosa significa raggiungerli e come si costruiscono ?

“Si costruiscono ogni giorno e metro dopo metro. Bracciata dopo bracciata. Sicuramente i sacrifici sono tanti, perché poi quest’anno ho avuto la maturità scientifica. Conciliare il nuoto con la scuola non è banale. Però se una cosa la vuoi, sono sicura che la puoi fare. Io l’ho voluta e l’ho raggiunta”.

Cosa metti in acqua di Carlotta ? Come sei in gara ?

“Me stessa. Mi sento quasi più a mio agio in acqua che non fuori. La piscina è il mio habitat. Sin da piccola che nuoto e quando lo faccio mi sento proprio me. Tante persone mi dicono che sono determinata. Quando devo fare una cosa la faccio anche se non mi piace troppo. Allenarmi non è una cosa che adoro.. ma è fondamentale per andare forte in gara e raggiungere i miei traguardi. Mi metto lì e la faccio”.

Ci saranno le Paralimpiadi il prossimo anno. Qual è il tuo sogno ?

“E’ un grandissimo sogno e obiettivo. Ce l’ho nel cuore e cercherò di portarlo a termine in tutti i modi. Il mio obiettivo è quello di continuare nel nuoto, nel mondo Fin e in quello Finp. Anche nello studio voglio proseguire. Una grande atleta lo è anche per una grande conoscenza. Ci tengo molto”.

Che cosa ti ha dato il nuoto come persona ? Sei cresciuta grazie alla pratica sportiva ?

“Il nuoto è stato fondamentale. Lo sport in generale credo sia proprio una scuola di vita. Ciò che ti insegna lo sport, non lo puoi trovare a scuola ad esempio. Quindi credo che nella crescita di qualsiasi ragazzo sia fondamentale”.

E’ importante praticare il nuoto anche per la tua disabilità ?

“Sicuramente. Io ho sempre nuotato nell’ambito Fin però non pensavo ci fossero così tante altre persone con il mio problema. Entrare nel mondo paralimpico mi ha dato anche questa consapevolezza”.

Conoscevi il Polo Natatorio di Ostia Carlotta ? Di dove sei ?

“Sono di Torino. Una bellissima città. Roma la conosco. Durante l’anno ho tante gare qui. Specialmente in Fin. Ci sono sia i Campionati Italiani che il Settecolli, quindi tante gare. Questo Centro Federale l’ho conosciuto lo scorso anno quando abbiamo fatto il ritiro pre – europeo di Dublino. Sicuramente un grandissimo centro. Abbiamo la possibilità di avere una vasca esterna da 50 metri e la foresteria interna. Abbiamo tutto vicino. Per noi atleti è fondamentale. Hai molto più tempo per recuperare e sono tutte energie che tu puoi impiegare in allenamento e poi in gara”.

(Il Faro on line)