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Conte: “L’azione di governo si arresta qui”. Il Premier al Quirinale per le dimissioni

Il Presidente del Consiglio a Salvini: "I comportamenti del ministro dell'Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale"

Roma – “L’azione di governo si arresta qui”. Il premier Giuseppe Conte nel suo discorso al Senato annuncia la sua intenzione di salire “al Quirinale per dare le dimissioni”. E punta il dito sulle parole di Matteo Salvini che hanno “innescato la crisi” portando l’esecutivo alla fine del suo percorso.

crisi governo conte di maio salvini

La decisione, accusa Conte, è arrivata “subito dopo l’approvazione della fiducia sul dl Sicurezza“, che “suggerisce opportunismo politico” da parte del ministro dell’Interno. “Se tu avessi mostrato cultura delle regole l’intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento – attacca il premier -. La culture delle regole non si improvvisa ma è la qualità fondamentale per fare il ministro o il presidente del Consiglio“. L’accusa è chiara, di “aver agito per interessi personali di partito”, compromettendo con il suo partito “l’interesse nazionale”.

“Amici della Lega, per preparare e giustificare la scelta delle urne avete tentato di rappresentare maldestramente l’idea del governo del no, del non fare. Pur di battere questa falsa grancassa avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo“.

Mentre Giuseppe Conte parla in aula al Senato sulla crisi di governo e accusa Matteo Salvini di aver pensato solo ai suoi interessi personali, il leader della Lega scuote più volte il capo, in segno di disapprovazione, e alza gli occhi al cielo, prendendo appunti. Conte continua, facendo riferimento alla “vicenda russa che oggi merita di essere chiarita per i riflessi sul piano internazionale”.

Per un ufficiale contraddittorio l’unica sede in cui confronto pubblico può svolgersi è il Parlamento” sottolinea. L’esperienza di questo governo, fa notare Conte, “è nata sulla base della trasparenza e del cambiamento” e “non posso permettere che questo passaggio istituzionale così rilevante possa consumarsi attraverso conciliaboli riservati, sui social o in dichiarazioni fatte per strada o in una piazza“.

Il premier contesta, poi, i tempi dell’apertura della crisi perché “ad agosto” rappresenta “un gesto di imprudenza istituzionale”. “La crisi in pieno agosto comporta”, tra l’altro, “il rischio di ritrovarci in esercizio provvisorio altamente probabile”. “I comportamenti del ministro dell’Interno rivelano scarsa sensibilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale” rimarca.

“Non posso permettere – dice Conte – che questo passaggio istituzionale così rilevante possa consumarsi attraverso conciliaboli riservati, sui social o in dichiarazioni fatte per strada o in una piazza“. “Per un ufficiale contraddittorio l’unica sede in cui confronto pubblico può svolgersi è il Parlamento” sottolinea Conte. L'”ultima osservazione” del premier, sempre contro Salvini, riguarda l’ostentazione del rosario nei comizi: “Chi ha compiti istituzionali dovrebbe evitare di accostare a slogan politici i simboli religiosi”.

Proseguono le contestazioni dei senatori della Lega contro il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che nel suo discorso non risparmia critiche a Salvini, e a ogni critica applausi scroscianti del M5s. Gli applausi della Lega invece arrivano quando Conte dice che bisogna “far votare i cittadini”.

“Caro Matteo”, continua guardando Salvini, seduto accanto a lui, “ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese, hai chiesto pieni poteri per governare e ti ho sentito convocare le piazze“. “Questa tua concezione mi preoccupa” gli dice. Il premier ricorda che “il principio dei pesi e dei contrappesi è fondamentale perché sia garantito l’equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie”.

Noi “non abbiamo bisogno di persone con pieni poteri, ma di cultura istituzionale e senso di responsabilità”, ha spiegato il premier, citando Federico II di Svevia (nemmeno il potere del sovrano deve stare sopra la legge) rispetto alle ‘concezioni sovraniste’. Il j’accuse del premier non si arresta, anzi.

“Non sei riuscito a contenere la foga comunicativa”, attacca Conte, e “hai incrinato la compattezza della squadra di governo, quando ti avevo pregato all’indomani delle elezioni europee di riferirmi direttamente e riservatamente qualsiasi osservazione in ordine alla composizione della squadra di governo“. Mentre Conte accusa Salvini di aver pensato solo ai suoi interessi personali, il leader della Lega scuote più volte il capo, in segno di disapprovazione, e alza gli occhi al cielo, prendendo appunti.

(Il Faro online)