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Consultazioni: le dichiarazioni di Meloni, Zingaretti e Berlusconi al Quirinale foto

Per Mattarella il Paese ha bisogno di un governo in carica con unità di intenti e di vedute, pronto ad affrontare emergenze che possono sorgere in ogni momento

Roma - Mattarella attende di conoscere in tempi brevi la volontà delle forze politiche presenti in Parlamento prima di prendere le sue decisioni sul futuro della legislatura, senza assolutamente interferire nel dibattito tra chi vuole le elezioni e chi invece lavora per creare un nuovo governo.

consultazioni quirinale

Un esecutivo che tuttavia non dovrà nascere con l’intento di evitare il voto, ma che dovrà avere solide basi programmatiche e numeriche. E’ questa la linea che segue il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per trovare una soluzione alla crisi di governo, illustrata ai presidenti delle Camere e alle delegazioni dei Gruppi parlamentari ricevuti nel primo giorno di consultazioni (leggi qui).

Considerazioni alle quali il capo dello Stato ha aggiunto l’invito a chiarire presto la situazione, perché il Paese ha bisogno di un governo in carica con unità di intenti e di vedute, pronto ad affrontare emergenze che possono sorgere in ogni momento.

Meloni: "Ipotesi M5S-Pd è oscena"

L'ipotesi di un governo M5S-Pd "è oscena", "non si può fare una maggioranza con persone che se si facessero le elezioni andrebbero a casa". Lo ha detto Giorgia Meloni, intervistata fuori dal Quirinale, dopo le consultazioni con il Presidente della Repubblica. La leader Fdi ha sottolineato che "le elezioni sarebbero la via più rispettosa dei cittadini e della Costituzione, che affida la sovranità al popolo".

"Se il Presidente Mattarella dovesse scegliere di valutare l’ipotesi di un mandato bisognerebbe ripartire dalle elezioni del 2018 e dal sentimento chiaro del Paese e prendere in considerazione l’ipotesi di affidare il mandato ad un esponente di centrodestra, perché sarebbe sicuramente più affine alla volontà popolare", ha aggiunto.

Soluzioni diverse dalle elezioni anticipate e dal conferimento di un incarico ad esponente di centrodestra "sarebbero una ferita alla democrazia". "Salvini l'ho sentito, penso che se si andasse al voto ci sarebbe sicuramente una compagine formata, da Fratelli d'Italia e Lega sicuramente, vedremo il ruolo di Forza Italia anche in queste ore, che come sappiamo sarebbe già maggioritaria nel Paese secondo tutte le indicazioni che ci arrivano dalle elezioni e dai sondaggi", ha affermato ancora.

"Avremmo voluto trovarci qui qualche mese fa, avremmo voluto che qualcuno ci avesse dato retta sulla necessità di prendere atto che il governo giallo verde non poteva durare e dare all’Italia le risposte di cui l’Italia aveva bisogno, prenderne maggiormente atto all’indomani delle elezioni europee: se così fosse stato anche gli esiti della crisi sarebbero stati molto meno incerti e le elezioni sarebbero state inevitabili", ha detto ancora.

Zingaretti: "Governo di svolta o elezioni"

Il Pd ritiene "utile" provare a costituire un "governo di svolta". Così Nicola Zingaretti dopo le Consultazioni al Quirinale con il capo dello Stato. "Abbiamo espresso al presidente della Repubblica la volontà di formare una diversa maggioranza con l'avvio di una fase politica nuova, per dare vita a un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica", ha detto il segretario del Pd aggiungendo che quello che serve non è un "governo a ogni costo" ma "un governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, con una ampia base parlamentare, che possa dare speranza agli italiani".

"Se non dovessero esistere le condizioni, tutte da verificare", per un governo "di svolta", lo "sbocco naturale sono nuove elezioni anticipate per le quali il Pd è pronto", ha poi precisato Zingaretti dando quindi la sua disponibilità a verificare l'esistenza di una "nuova maggioranza". Ma serve una "discontinuità politica e programmatica", ha ribadito. "Per noi è una scelta non facile a causa dell'eredità pesante del precedente governo e della distanza politica con alcune forze, in particolare il M5s, protagoniste del governo Conte", ha sottolineato il segretario del Pd aggiungendo: "Siamo preoccupati per le difficoltà enormi della nostra economica, della crescita e delle diseguaglianze sociali".

"Abbiamo indicato al presidente i primi, non negoziabili, principi cui un nuovo governo dovrebbe rifarsi", ha quindi detto Zingaretti parlando di una "chiara e indiscussa scelta europeista e l'impegno a costruire un'Europa profondamente rinnovata all'insegna dello sviluppo, del lavoro e della solidarietà".

Poi, ha proseguito, "il pieno riconoscimento e difesa della democrazia rappresentativa, a partire dal valore della centralità del Parlamento, una svolta radicale delle scelte economiche e di sviluppo, puntando alla sostenibilità ambientale e ridando totale centralità a politiche redistributive, agli investimenti, ai temi del lavoro e attenzione all'equità sociale e per evitare ulteriori inasprimenti fiscali, infine, a cominciare da quello dell'Iva". Infine, Zingaretti ha parlato di "una svolta, con l'Europa, nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti approvati in questa legislatura".

Berlusconi: "Esecutivo di centrodestra o voto"

"Occorre costituire in Parlamento una maggioranza di centrodestra che corrisponda al sentire degli italiani. Qualora non sia possibile realizzarla, la strada maestra sono le elezioni anticipate". Lo ha affermato Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni al Quirinale. "Mettiamo in guardia dal rischio di un esecutivo frutto di una nuova maggioranza tra diversi, improvvisata, che esiste solo in Parlamento e non nel Paese, che non rispecchia la maggioranza degli elettori italiani". Ma "Forza Italia ripone la massima fiducia" nel Capo dello Stato "per le scelte che riterrà opportuno operare".

"Un governo fortemente sbilanciato a sinistra, come quello ventilato in questi giorni, sarebbe pericoloso per le imprese, per lo sviluppo, per la sicurezza, per le garanzie e le libertà di tutti i cittadini" ha detto, aggiungendo che "esiste il rischio concreto che, di fronte alle difficoltà di bilancio ereditate dal passato, si ricorra ad un'imposta patrimoniale che metterebbe in pericolo il risparmio degli italiani e comprometterebbe definitivamente le prospettive di crescita".

"C'è bisogno di un esecutivo autorevole, che restituisca al Paese una rispettabilità ed una considerazione europea ed internazionale che oggi l’Italia non ha" ha affermato Berlusconi. "E' una crisi particolarmente grave, perché aperta in un momento delicato per la Nazione. L’Italia dovrà affrontare di qui a qualche settimana una manovra economica particolarmente pesante, di almeno trenta miliardi, per evitare l’aumento dell’Iva. Una manovra attesa con particolare attenzione dall’Europa".

(Il Faro online)