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Lavoro, Calcaterra: “Riporterò il Centro per l’impiego a Fiumicino”

Il Consigliere: "E' opportuno aiutare i cittadini nella ricerca di un lavoro nel luogo in cui vivono"

Fiumicino – E’ uno dei temi fondamentali, quello sul lavoro, che coinvolge su scala nazionale il binomio domanda-offerta e tasso di disoccupazione.

Ovviamente, una tra le fasce meno fortunate è quella tra i 25 e 31 anni ( circa il 31%) : giovani freschi di studio che faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro; ma anche chi, a seguito della crisi che ha coinvolto il Paese, lo ha perso, spesso in un’età in cui si è troppo “vecchi” per ricominciare o troppo “costosi” per essere assunti, e troppo giovani per andare in pensione.

Dietro alla difficoltà di trovare o ritrovare una occupazione, spesso, l’aspirante lavoratore ha bisogno di essere guidato e supportato nel delicato momento di invio candidatura.

Diversi anni fa, esistevano gli Uffici di collocamento, nei quali ci si recava per inserirsi all’interno delle liste, nell’attesa che il potenziale datore di lavoro contattasse l’aspirante.

In seguito, con una riforma del 1997, sia le liste che gli uffici, sono stati abrogati per rendere competitivo, e non solo a monopolio dello Stato, il sistema di accesso al mondo del lavoro. Sono nati, così, i Centri per l’impiego insieme ad un vasto mondo di agenzie interinali.

Cosa sono i Centri per l’impiego

Sono strutture pubbliche, che si trovano su tutto il territorio nazionale, e che supportano sia chi ha perso il lavoro, quindi la reintegrazione, e sia chi cerca la sua prima offerta di lavoro. Inoltre, il Centro, si occupa anche della formazione, organizzando percorsi formativi e/o attività di aggiornamento delle competenze professionali.

Una volta effettuata l’iscrizione, il proprio curriculum vitae viene inserito in una banca dati a disposizione delle aziende che hanno necessità di assumere.

Bisogna essere iscritti al Centro, nel caso in cui si perdesse il lavoro, per poter percepire la Naspi: l’indennità di lavoro alla quale hanno diritto i dipendenti che sono stati licenziati. A Fiumicino, al momento, non esiste un Centro per l’impiego al quale poter fare riferimento, infatti, chi vuole iscriversi deve raggiungere Ostia.

Pensando a questa mancanza sul nostro territorio, Stefano Calcaterra, Consigliere comunale di Fiumicino (PD), avanza l’ipotesi di un ritorno del Centro per l’impiego in città, che cresce a ritmo di più di 1.100 abitanti l’anno, e che attualmente conta circa 81.000 cittadini.

Le riforme avvenute a partire dalla metà degli anni ’90, e con la riforma del ministro Treu, hanno profondamente modificato le regole relative al mercato del lavoro. – Spiega Calcaterra e continua – I mutamenti sono iniziati nel 1997, con la legge n.59, che ha modificato quello che un tempo si chiamava Ufficio di collocamento.

Furono istituiti, a seguito delle modifiche di legge, i Centri per l’impiego, destinati ad essere regolati da un’apposita legge regionale, in quanto lo Stato lasciava alle Regioni le competenze e la regolamentazione degli uffici.

Con la legge Biagi, nel 2003, in riferimento alla normativa europea sulla ‘Libera concorrenza’  ( il Trattato di Schengen)  c’è il passaggio definitivo al carattere privato della disciplina che regola il mondo del lavoro, che prima di tale passaggio era esclusivamente statale.

Infatti, da quel momento, oltre ai Centri per l’impiego (enti pubblici), sono nate anche le agenzie interinali ( a carattere privato)”.

La situazione a Fiumicino

“Sarebbe importante, per il nostro territorio, riportare a Fiumicino, il Centro per l’impiego. – Afferma il Consigliere e continua – Abbiamo l’aeroporto più grande del Paese che è stato premiato, per il secondo anno consecutivo, con il riconoscimento del migliore d’Europa in merito ai servizi (leggi qui).

Abbiamo due grandi Centri commerciali: Parco Leonardo e Parco Da Vinci, un terzo che, finiti i lavori, aprirà a breve.

Nel quadrante Ovest, sempre in zona Parco Leonardo, avremo la Città dello sport, con lo Stadio della Roma (leggi qui) e la costruzione di altre due strutture alberghiere, che si andranno ad aggiungere a quella nata da qualche mese .

Abbiamo più di 200 ristoranti, e tante altre strutture, che rendono Fiumicino il quinto comune italiano per estensione.

Aumentiamo di circa 1.100 persone l’anno, – aggiunge Calcaterra – per la migliore vivibilità rispetto ad alcune zone di Roma, oltre a persone che si trasferiscono a Fiumicino, da ogni parte d’ Italia.

Quindi, deduco che riaprire il Centro per l’impiego, nel nostro territorio (che qualche anno fa avevamo, ma che poi è stato chiuso nel 2008) sia necessario.

Gli ultimi dati demografici, risalenti al 2014, censivano una popolazione di circa 81.000 abitanti, ma i dati risalgono a 5 anni fa e, nel frattempo, Fiumicino ha accolto nuovi cittadini. Probabilmente, seguendo la curva di crescita degli ultimi anni, nel 2023 supereremo i 100.000 abitanti.

Per tutte le occasioni di lavoro che offre la zona, – continua – è necessaria la presenza di un ente statale a cui i nostri cittadini possano fare riferimento ed affidarsi per tutta una serie di servizi, ma, principalmente per far incontrare gli aspiranti lavoratori (quindi la domanda) con le aziende (quindi l’offerta).

Un grande passo, sarebbe quello di incrementare il lavoro femminile e quello verso i soggetti più svantaggiati, con percorsi di formazione, tirocini e tutto ciò che possa aumentare le probabilità occupazionali.

E’ una battaglia che va combattuta, il mio Partito è concorde con quanto voglio perseguire e mi impegnerò per riportare il Centro per l’impiego a Fiumicino”.

Lo ‘scoglio’ di Schengen

“Conosco bene la legge europea sulla ‘Circolarità delle merci e del lavoro’,  – afferma il Consigliere – ovviamente nessuno può chiedere di assumere o preferire i cittadini di Fiumicino, rispetto ad altri lavoratori.

Avendo convinto la Regione Lazio sulla bontà del progetto ; trovando i locali più opportuni, ad esempio, in una zona centrale e facilmente accessibile ai cittadini; sapendo che il nostro territorio è in fortissimo sviluppo; reputo sia giusto attivarsi su questo fronte, favorendo le condizioni affinchè tutti i nostri cittadini e cittadine possano trovare un lavoro nel luogo in cui vivono”.

Le tempistiche

“Assieme al mio Partito, stiamo lavorando per creare l’occasione giusta che ne porti l’immediata concretizzazione. La legge, in merito, afferma che l’apertura di un Centro per l’impiego è possibile su una popolazione di 100.000 abitanti.

Alla luce di quanto appena sottolineato, della crescita demografica e di tutte le strutture presenti e delle prossime realtà, bisogna attivarsi subito.

Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per realizzarlo nel più breve tempo possibile, sensibilizzando ed insistendo in modo coeso: una voce ci mette più tempo, 100 voci ne impiegano di meno…”.

(Il Faro online)