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Da Ostia a Caorle, Erika Ditta campionessa italiana di beach volley: “Felice per il titolo. Sogno le Olimpiadi” foto

Ha vinto il Campionato Italiano Under 19 di beach volley l’atleta del Santa Monica Volley Ostia. Di inverno la pallavolo e d’estate il beach. Due passioni infinite per la campionessa del X Municipio

Ostia – La vittoria probabilmente è arrivata lì, ancor prima di scendere in campo per la finale. E tante sono nello sport, storie simili. Quando l’atleta stringe i denti nel momento più difficile e sa soffrire. Lotta e reagisce. E poi arriva il trionfo.

Dopo la prima partita persa al Campionato Italiano di beach volley della categoria Under 19, Erika Ditta, insieme alla sua compagna di sotto rete, Martina Ferrario, ha dovuto scalare una serie di gare per riprendersi la rivincita.

Lo racconta a Il Faro on line. Innamorata del beach volley e della pallavolo. Diciottenne cresciuta su un campo sportivo e anche sulla sabbia sotto il sole di Ostia, ad accrescere la passione per lo sport. E in quei giorni a Caorle, tanti erano i sogni, come i timori. Ma tra una schiacciata e l’altra, come tra un baker e l’altro e con un tie – break che ha cambiato la sua vita, Erika ha vinto l’oro italiano e ha ricevuto il premio come migliore giocatrice della finale. Lo ha fatto insieme a Martina Ferrario. Una squadra forte, compatta. Unita. Di amiche soprattutto. Lo descrive la neocampionessa italiana di beach volley e campionessa del Campionato Italiano di Serie D della pallavolo laziale. Erika gioca con il Santa Monica Volley Ostia di inverno e alla vigilia dell’estate, prima di partire per le spiagge di tutta Italia, a coltivare la sua primordiale passione per il beach, ha vinto lo scudetto di promozione. Verso una Serie C che il prossimo anno sarà difficile, ma occasione per crescere e migliorare ancora.

E allora ecco un titolo tricolore in terra veneta e vinto contro la coppia favorita. Pure di casa. Nello sport, il successo più bello. Dai Giochi Olimpici, fino alle categorie amatoriali, stuzzica un’impresa del genere. Ed Erika e Martina l’hanno fatta l’impresa. Vincendo il Campionato Italiano Under 19. Giovanissima Erika e appena diplomata. E sotto il sole di una Italia del nord che si prepara ad ospitare le Olimpiadi Invernali del 2026, la Ditta lidense doc ha scalato tutto il tabellone delle squadre perdenti, della fase eliminatoria. Fino a raggiungere la partita più importante. Frutto del talento, del lavoro, della caparbietà. Le ha imparate sin da piccolina queste armi sportive e di vita Erika. Da sempre amica ammirante e ammirata della famiglia Zeppilli, la giocatrice lidense ha da sempre seguito i consigli di Andrea Zeppilli, allenatore del Santa Monica e figlio di Paolo, ex medico della Nazionale Italiana di calcio, anche ad Usa ‘94 e ora responsabile del reparto di Medicina dello Sport e Rieducazione Funzionale al Policlinico Gemelli di Roma, suo mentore. Andrea ha preso per mano Erika e le ha insegnato i dogmi di uno sport che lei stessa ha utilizzato nella sua giovane carriera sportiva. E poi a Caorle ha trovato non solo utili i consigli di Zeppilli, ma anche quelli di Mauro Mercanti suo coach nel beach volley. Due figure fondamentali per due mondi simili ma diversi. Ma due passioni infinite per Erika, che ascolta entrambi i suoi allenatori, unendo esperienza e strategie sotto rete.

E queste ultime sono servite probabilmente anche quel giorno a scuola. Con un diploma in Liceo Scientifico appena conquistato. Come fosse una medaglia da appendere al collo. C’era anche Martina in quell’occasione, durante gli esami. Trasferitasi a Roma per allenarsi con Erika. E quest’ultima ha potuto sancire un legame ancora più profondo con la sua amica e compagna di squadra. E ha potuto prendersi l’attestato della maturità durante sudate e tanta fatica in campo. E sotto il sole. Ecco perché probabilmente quel titolo italiano è arrivato. Frutto di chi sa costruire e unire. Storie di donne e uomini che mai mollano, lungo la strada.

Tante le tappe italiane del beach volley a cui ha partecipato. E ha girato tutta Italia. Lo spiega Erika, con entusiasmo. Con la gioia di una giovane ragazza prima di tutto, e poi giocatrice di successo, che vuole ancora migliorare e crescere in quello sport che ha contribuito a farla maturare ulteriormente. Milano, Porto San Giorgio, Cirò Marina e Palinuro. Solo alcune delle tappe. Solo alcuni dei tornei a cui la coppia neocampionessa italiana Ditta – Ferrario ha partecipato. Un primo posto a Caorle, tre secondi posti (Porto San Giorgio, Palinuro e Terracina) e tre terzi posti sul podio (Cirò Marina, Cellatica e Sperlonga). Un palmares di tutto rispetto. Mai ferme le due amiche atlete del beach volley nazionale. Ed Erika in Nazionale c’è stata. In ritiro a Formia. E ha ricominciato da lì a giocare a beach. Il suo primo amore nello sport. E poi è arrivata anche la pallavolo e la maglia del Santa Monica Volley di Ostia. Una giocatrice indigena. Lidense con la maglia di una squadra del territorio del X Municipio. Il prossimo anno tutte in Serie C. Lei e le sue 11 amiche – compagne di squadra. Uguale famiglia. Esperienze, crescita, valori. Paure e gioie. Condivisione dello sport e della vita. Ci sarà anche Ostia nella serie superiore, allora. Grazie alla pallavolo femminile. E allora la crescita umana è garantita.

Erika tanto è cresciuta. E vorrà farlo con passione, anche tra i banchi di scuola. L’Università tra i suoi progetti futuri. E nello sport ? Le Olimpiadi ovviamente. I suoi idoli del beach volley Daniele Lupo e Paolo Nicolai hanno sfiorato l’oro a Rio 2016. Ma ugualmente sono diventati emblemi da seguire, con l’argento olimpico. Per quel podio storico che l’Italia mai aveva raggiunto prima. Ed Erika li ha seguiti e osservati. Una gioia immensa averli potuti conoscere di persona. E grazie al suo allenatore di beach volley Mauro Mercanti. Lo descrive nella sua intervista a Il Faro on line. Consigli e cura dei giovani. Daniele e Paolo esempi da seguire. E il sogno esiste. Magari dell’oro.  A Parigi 2024 o a Los Angeles 2028 ? Chissà.. . Intanto Erika cresce e si allena. E guarda all’oro di Caorle con estrema soddisfazione. Un punto di partenza importante. Per lei e anche per chi l’ha seguita. Allenatori importanti per lei, Zeppilli e Mercanti. Martina Ferrario  una grande forza e un affetto sotto rete. La squadra. Quella che porta a vincere. La famiglia soprattutto. E poi anche i dirigenti. Paolo Paone ha seguito la sua atleta in tutta Italia. Lo ha fatto da Ostia. Il vicepresidente del Santa Monica Volley Ostia e imprenditore di Cineland nel X Municipio spende bellissime parole per la sua campionessa italiana di Caorle. Un pezzo del Santa Monica sotto la rete del beach volley italiano: “Erika è una ragazza del nostro vivaio, da sempre stata con noi. E’ una vera passione per lei il beach volley. E’ stata anche a Formia, in ritiro con la Nazionale. Ha proseguito in questo sport. L’indoor lo fa con noi nella pallavolo e l’outdoor estivo con il beach volley. Lei è da sempre un’atleta del Santa Monica. Ho assecondato volentieri questa sua grande passione. Finalmente ha dato dei frutti. Bella soddisfazione per noi e la nostra società. Ho fatto anche i complimenti alla sua famiglia. Erika oggi è campionessa italiana di beach under 19. La sua finale è stata impegnativa e difficile, contro una coppia quotata. Vinta per 2 a 1 a Caorle”. Aggiunge alcune parole nei confronti anche della sua società sportiva, che guida insieme al presidente Paolo Zeppilli: “Il Santa Monica Volley Ostia è l’unica società che ha di proprietà il palazzetto dello sport. Siamo accanto all’Ospedale Grassi. Siamo sul territorio lidense da tanti anni”.

Non poteva che vincere Erika, allora. Con una squadra forte, anche fuori dal campo. Era lontana Caorle da Ostia, ma quel calore è arrivato ugualmente. Come quella carica che uno sportivo deve sempre avere. Energia, sogni ed entusiasmo. Le armi vincenti per una giovanissima diciottenne che punta alle Olimpiadi. Talento, determinazione e passione. Con tanta voglia di crescere ancora. Evviva lo sport.

Cara Erika, hai conquistato il tuo primo titolo italiano e al beach volley. Puoi raccontare come è andata la tua competizione ?

“A Caorle è stata giocata la tappa finale di svariate tappe Nazionali disputate in tutta Italia. Il torneo di Caorle è diviso in due giornate: avendo perso una partita il primo giorno, per poter continuare il torneo e rientrare nel tabellone delle vincenti, abbiamo dovuto scalare tutto il tabellone delle perdenti. Questa seconda possibilità ci ha permesso di prenderci una rivincita superando in semifinale la squadra stessa che ci aveva battute. Nella finale abbiamo sconfitto in casa la coppia veneta (già conosciuta in altri Tornei), data per favorita sul campo. Non è stato facile dato che il primo set lo abbiamo perso 21 – 9; invece di abbatterci, abbiamo avuta una reazione positiva e il secondo set lo abbiamo vinto 21 – 17; al tie break avevamo oramai ribaltato la situazione vincendo 15 – 7”.

E’ stato difficile gareggiare nella categoria Under 19 ?

“Data l’esperienza maturata in altri tornei come ad esempio l’ICS Beach Tour Lazio, il livello dell’under 19 era alla nostra portata; certo, la nostra giovane età può essere stata causa di momenti di discontinuità”.

Giovanissima e già campionessa italiana in uno sport importante. Come ti senti ?

“E’ sicuramente una grande soddisfazione essere la miglior giocatrice del Campionato in questo sport che io amo veramente tanto (a Caorle sono stata premiata come MVP); in alcuni momenti, penso ai grandi sforzi fatti non solo questa estate, ma tutto l’inverno nell’allenarmi, se poi penso che avevo in contemporanea gli esami di maturità… quando realizzo di aver raggiunto questo bellissimo risultato ne provo una gran gioia e felicità!”.

Hai fatto altre gare. Le puoi descrivere?

“Prima di approdare a Caorle io e la mia compagna abbiamo gareggiato ai tornei giovanili di Milano, Palinuro, Cirò Marina Cellatica, Porto San Giorgio, classificandoci spesso sul podio, tra le prime 3 coppie; inoltre ci ha rese complici e unite la partecipazione ad altri tornei di livello superiore, quali Terracina, Sperlonga, Cagliari, Ostia, regalandoci comunque ottimi risultati”.

In che modo è nato il tuo progetto agonistico di partecipare ai Campionati Italiani di Caorle di beach volley ?

“L’anno scorso ero nella Nazionale Italiana di beach volley e con la mia compagna mi avvicinai per la prima volta in modo strutturato al contesto delle tappe del campionato Italiano; non essendo ad oggi parte della  Nazionale Italiana, non ho voluto rinunciare a questo sport e mi sono organizzata in autonomia. Certo.. i costi sono alti e sono stati pochi a credere in questo progetto. Con l’occasione vorrei prima di tutto ringraziare i miei genitori che non mi hanno fatto mancare niente, Paolo Paone e Leonardo Colluccini”.

Fai parte della squadra di pallavolo del Santa Monica di Ostia. Come ti trovi a giocare nel team lidense ?

“Nata nella zona sud di Roma, al mare ebbi sin da piccola la fortuna e l’onore di conoscere la famiglia Zeppilli; con loro sono cresciuta in mezzo alla sabbia a giocare “in famiglia” a beach e sul campo duro del Volley al Santa Monica d’inverno. Come mi trovo? Mi trovo a casa. In famiglia. Con Andrea Zeppilli, il mio allenatore di sempre! Mi ha formata tecnicamente ma soprattutto caratterialmente: è stato proprio lui ad insegnarmi che la tenacia, il coraggio, l’agonismo, l’umiltà e la fatica ripagano sempre. Sicuramente l’atleta che sono, con pregi e difetti, è frutto di un percorso intenso ed emozionante di cui lui è protagonista e che rivivrei milioni di volte!. Le 12 atlete del Santa Monica sono in realtà 12 amiche, con cui sono passata dall’età di bambina all’adolescenza e agli attuali 18 anni”.

E’ un anno bello per te, sportivamente parlando. Hai vinto il campionato di Serie D con il Santa Monica e adesso sei campionessa italiana nel beach volley. Quali sono le tue impressioni ?

“Sicuramente è un grande risultato frutto di impegno, costanza, voglia di fare, voglia di “combattere”, tenacia, tanta….devo dire veramente tanta; il merito certo è mio, ma di tutti : Martina, la mia compagna di Milano che si è trasferita a Roma da me per allenarsi; del mio allenatore di beach Mauro Mercanti che sempre con grande discrezione dà tutto se stesso da “dietro le quinte”, lui crede in me e nel mio futuro standomi sempre accanto. Per quanto riguarda la pallavolo, il campionato è stato lungo, fatto di alti e bassi ma sicuramente la coesione e grinta della squadra è stata la forza che ci ha portato alla vittoria. Il sostegno di tutto il pubblico, allenatore, presidente (Paolo Zeppilli) e vicepresidente (Paolo Paone) è stato fondamentale per la promozione in serie C”.

Il prossimo anno giocherai in Serie C ad Ostia. Cosa  ti aspetti da un torneo superiore, probabilmente più difficile ?

“La voglia di cominciare è molta. Sicuramente confrontarci con un livello superiore farà maturare ognuna di noi, dando uno stimolo a migliorare. In ogni caso sarà un successo dato che conosceremo meglio i nostri punti di forza e debolezza, cercando di lavorare su questi ultimi. Inoltre, puntare in alto con umiltà è sempre motivo di crescita positiva”.

Cosa studi Erika ?

“Questo è stato il mio ultimo anno di liceo scientifico: la mia compagna Martina, oltre ad aver giocato un’estate intera con me, ha assistito al mio esame di maturità. Ho in programma di non lasciare gli studi e di iscrivermi all’Università di Roma”.

Come mai giochi anche a beach volley ? Cosa ti piace di questa disciplina ?

“In realtà il mio amore per la pallavolo nasce proprio dal beach volley, dove sono tornata due anni fa con la chiamata in Nazionale. Ora come ora, mi considero più una giocatrice di beach che di pallavolo, forse proprio per questo motivo. Questi due sport sembrano quasi uguali ma in realtà sono completamente diversi: il beach è molto di testa, non serve solo attaccare forte, devi ragionare sul vento e quindi sul cambiamento della traiettoria ed infinite altre componenti; inoltre, devi resistere al sole, al caldo. L’ambiente è completamente diverso dato che hai la valigia sempre pronta per partire per un  viaggio che si trasforma in avventura; ciò permette di creare amicizie in tutta Italia. Aiuta anche ad allenare la pazienza, dato che devi aspettare un inverno intero prima di dimostrare cosa hai migliorato e riflettere su cosa “aggiustare”. La pallavolo è stupenda per molti altri aspetti: hai 12 amiche che vedi molte volte a settimana, con cui condividi gran parte del tuo tempo, la trasferta, le emozioni prima di una partita… hai più possibilità per dimostrare e devi essere in grado di adattarti e migliorare in poco tempo, per poter essere tra le 7 titolari. Sono completamente diversi ma ugualmente belli”.

Quali sono i tuoi idoli sotto rete in questo sport ? Lo scorso 16 agosto è stato l’anniversario dell’argento a Rio di Lupo – Nicolai. Hai seguito la loro finale ? Cosa pensi di loro ?

“Daniele Lupo e Paolo Nicolai sono due esempi in tutto, per la loro vita ligia da sportivi, per il tempo che dedicano a questo sport e soprattutto per la semplicità che usano per rapportarsi con chi li circonda. Inoltre, Nicolai punta molto su noi giovani dato che organizza ogni anno un torneo giovanile creato per avvicinare più gente possibile a questo sport. Ho avuto la possibilità di conoscerli in prima persona e soprattutto Daniele, che già mi era stato presentato attraverso Mauro Mercanti, è stato un amico sempre disponibile per consigli di ogni genere. Sicuramente è uno dei miei idoli considerando che siamo entrambi giocatori di difesa: la sua tecnica è decisamente invidiabile”.

Entrambe le Nazionali italiane di pallavolo si sono qualificate alle Olimpiadi. Cosa pensi di loro ? Quali giocatori e giocatrici ammiri di più e quali modelli hai ?

“Sinceramente ho seguito poco la qualificazione alle Olimpiadi dato che ero sempre impegnata con qualche torneo. La Nazionale femminile è fatta di giocatrici molto giovani e questo è sicuramente un invito a tutti noi ad avere impegno nello sport, perché le possibilità di arrivare in alto sono sotto ai nostri occhi. Le due giocatrici che ammiro di più sono Elena Pietrini, perché ha soli due anni più di me, eppure ha già raggiunto la Nazionale Italiana più importante e Caterina Bosetti perché, nonostante la sua altezza ridotta, è tutt’ora titolare; questo significa che se si lavora con costanza si può arrivare ovunque! Per quanto riguarda la Nazionale maschile, Simone Giannelli è un esempio: giovane, con spiccata personalità e trascinatore nonostante giochi con compagni molto più grandi di lui!”.

Cosa ti da la pallavolo ? Come ti ha fatto crescere come persona e atleta ?

“La pallavolo dà emozioni che solo chi le vive può comprenderle: ti insegna che il lavoro se è fatto bene ripaga, che la fatica non è mai sprecata, che si può mollare perché qualunque atleta ha avuto momenti in cui una delusione, una partita sbagliata, lo hanno buttato giù. L’importante è rialzarsi a testa alta e trovare la molla che è presente in tutti noi; nel mio caso, è dimostrare a me stessa che valgo. Spesso mi porta ad essere troppo autocritica, perché aspiro sempre a fare meglio; sicuramente devo ancora lavorare molto!”.

Qual è il tuo sogno sportivo ?

“Arrivare in un futuro alle Olimpiadi sarebbe la realizzazione del mio più grande sogno”.

Di seguito il palmares di Erika Ditta :

1^ Classificata Tappa di Milano Under 19, il 10-11 Giugno 2019

2^ Classificata Tappa di Porto San Giorgio Under 19, il 25-26 Luglio 2019

9^ Classificata Tappa di Cellatica Under 19, l’ 8-9 Agosto 2019

4^ Classificata Tappa di Milano Under 21, il 12-13 Giugno 2019

3^ Classificata Tappa di Cirò Marina Under 21, il 17-18 Luglio 2019

2^ Classificata Tappa di Palinuro Under 21, il 31 Luglio 1 Agosto

3^ Classificata Tappa di Cellatica Under 21, il 10 -11  Agosto

4^ Classificata Torneo Cellatica B1, l’1 Maggio 2019

2^ Classificata Torneo Terracina B1, il 29-30 Giugno 2019

3^ Classificata Torneo Sperlonga B1, il 13-14 Luglio 2019

5^ Classificata Torneo Ostia B1, il 27-28 Luglio 2019

 

Foto : grazie alla gentile concessione di Erike Ditta. Immagini di Massimiliano Natale

(Il Faro on line)