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Ostia Tor San Michele, smantellate le baracche nessuno ha rimosso i rifiuti in sette mesi

All'ombra della michelangiolesca Tor San Michele il 5 febbraio vennero smantellate baracche rom ma a oggi restano ancora i rifiuti

Ostia – C’è voluto il drone per scoprire “la polvere nascosta sotto il tappeto” di fronte ad un monumento di incommensurabile bellezza come la michelangiolesca Tor San Michele: i resti delle baracche smantellate sette mesi fa, sono ancora lì.

Ostia

La scoperta si deve alle telecamere di Vincenzo Marinangeli, talentuoso cameraman e blogger che vive a Ostia e la ama profondamente, insieme all’attenzione di Flavio Nobile, entrambi del gruppo Facebook Ostia Lido Reporter. L’altro giorno hanno levato in volo il drone dalle parti di via dell’Idroscalo e hanno scoperto una realtà invisibile perchè nascosta dietro un fitto canneto: non solo la baraccopoli smantellata sette mesi fa dai carabinieri sta risorgendo ma in tutto questo tempo nessuno ha rimosso i resti di quell’operazione.

L’intervento di allora, qui descritto minuziosamente anche con le immagini video riprese dall’elicottero, portava la data del 5 febbraio 2019. I carabinieri annotavano che nascosti dietro al canneto, ai piedi di Tor San Michele, erano presenti “27 capanni in legno e in lamiera completamente abusivi. In alcune baracche, inoltre, sono state trovate delle bombole di gas GPL“. La annessa “discarica di rifiuti urbani e speciali – tra cui frigoriferi non funzionanti – per un volume di circa 30 metri cubi” era stata affidata per la bonifica al Dipartimento Tutela Ambiente del Comune di Roma Capitale.

Giorni dopo dal X Municipio e dall’Ama si annunciava trionfalmente l’effettuazione della bonifica ma le immagini di queste ultime ore rivelano che, evidentemente, si era trattato di un intervento fantasma o, quanto meno, parziale.

Il dettaglio di ciò che resta dell'accampamento smantellato il 7 febbraio

Il dettaglio di ciò che resta dell’accampamento smantellato il 7 febbraio

Come si può constatare osservando l’ingrandimento dell’inquadratura qui sopra riportato, è evidente che i rifiuti accumulati solo in minima parte si possono ritenere nuovi scarti prodotti dall’insediamento. Bandoni di lamiera, lastre di legno abbandonati dalla “bonifica” di febbraio sono ancora sul posto e, molto probabilmente, sono stati utilizzati per realizzare le nuove baracche.