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Formia continua a bruciare, convocato il tavolo tecnico

Nuovo incendio a Formia, ieri pomeriggio: il rogo sulle colline di Ciriano, a confine tra Trivio e Castellonorato.

Formia – Non si ferma, a Formia, l’emergenza incendi. Dopo il vasto rogo che ha colpito il Redentore, bruciando circa 200 ettari di macchia mediterranea, ieri pomeriggio le fiamme sono riesplose sulle colline, precisamente nell’area di Ciriano, ai confini tra Trivio e Castellonorato.

Un intervento, l’ennesimo, senza tregua per i volontari del Ver sud Pontino che, complice il vento che faceva alzare sempre di più le fiamme, per fermare l’incendio hanno avuto bisogno anche dell’aiuto dei mezzi aerei.

Un’argomento quello dell’emergenza incendi difficile da affrontare e, soprattutto, da debellare, sul quale, negli ultimi giorni si è acceso il dibattito politico. Ieri, sul tema, è intervenuta anche il sindaco di Formia, Paola Villa, che ha fatto sapere: “Subito dopo aver fatto una stima dei danni e di quanto accaduto dei devastanti incendi che hanno interessato nei giorni scorsi le nostre montagne, si è provveduto a convocare, per giovedì 5 settembre, un tavolo di incontro tra quanti operano e sono deputati al controllo delle nostre montagne. Pertanto, pur avendo anticipato il sollecito, è con estrema positività che accolgo l’appello dei due consiglieri Di Rocco e Riccardelli, a spingere tutti gli Enti responsabili a riunirsi intorno ad un tavolo per concertare il da farsi.”

I sopra citati consiglieri della Lega, infatti, nei giorni precedenti, avevano richiesto il monitoraggio delle zone colpite dagli incendi che, ora, sono a rischio frana. “In particolar modo la località “Giardinello” e la sua messa in sicurezza, ci spinge ad adoperarci fattivamente coordinando interventi comuni – ha aggiunto il Sindaco -. L’ente Parco e la Comunità Montana devono fare la loro parte, mettendo in campo risorse economiche, strumentali e umane.”

Infine, la Prima cittadina è intervenuta sulla questione del piano di assetto del Parco: “Concordo pienamente sul coinvolgere la Regione Lazio, perché la totale assenza di un piano di gestione parco, comporta enormi difficoltà sia di competenze, che nel reperire risorse economiche che servono alla messa in sicurezza di mulattiere, strade sterrate e tratti di strada asfaltata.

Inoltre, tali risorse consentirebbero di mettere in campo un piano di prevenzione incendi, tra telecamere e video rilevazioni, pulitura di sottobosco e tutte le iniziative atte ad incrementare una coscienza civica ed una maggiore attenzione e conoscenza del nostro territorio e patrimonio forestale.”

Il Sindaco di Formia poi conclude, precisando: “Al tavolo sono stati invitati non solo chi è impegnato sulla prevenzione, ma operati turistico-ricreativi della montagna, i pastori e i cacciatori. Questo perché il dialogo sia franco e fruttuoso e, soprattutto, per arrivare ad una sorta di impegno e patto tra parti diverse, unite dal comune denominatore di proteggere i monti e ciò che essi rappresentano. Affinché ognuno, senza tergiversare, faccia la propria parte e si assuma le proprie responsabilità.”

(Il Faro on line)