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“Formia muore di traffico”, ecco la lettera del Comitato permanente di incolumità stradale

Dopo tanti disagi, a Formia nasce il Cisaf, "Comitato permanente per l'incolumità stradale." I primi 2 firmatari inviano una lettera alle autorità.

Formia – L’intero sud pontino, ma soprattutto Formia, muore di traffico. È questa la constatazione del Comitato permanente di incolumità stradale che, in una lettera indirizzata al Prefetto di Latina e a tutte le autorità competenti in materia, racconta i disagi quotidiani dei cittadini, spesso costretti a ridisegnare gli impegni della propria giornata, specialmente d’estate, proprio in base alle previsioni del traffico viario.

Il Comitato, nato proprio in questi giorni e siglato come Cisaf, vede tra i primi firmatari Gaetano Quercia e Gaetano Merenna che scrivono: “Il carico del traffico nazionale per varie motivazioni si riversa nell’imbuto delle arterie d’accesso alla città di Formia, in particolare della statale variante Appia e della litoranea via unità d’Italia. Motivazioni che svariano a trecento sessanta gradi, come, per esempio: la mancata creazione di un’autostrada tirrenica, nonostante il frenetico sviluppo di trasporto su gomma; il transito quotidiano di tutti gli autotreni e mezzi pesanti diretti al M.O.F. di Fondi, ai porti di Gaeta e addirittura diretti a Civitavecchia – camionisti che volutamente privilegiano questo tragitto per risparmiare il pedaggio autostradale-  e la caotica crescita urbanistica della città di Formia addirittura sullo stesso tragitto indispensabile per il suo attraversamento e comunque su tutte le aree complanari interessate.”

 

Dopo tanti decenni inutilmente trascorsi nell’illusione di una Pedemontana, diventata ormai un’utopia, sia per la mancanza degli indispensabili finanziamenti e sia per la legittima occupazione urbanistica delle aree prima potenzialmente possibili per la realizzazione dell’opera, Formia muore di traffico e trascina anche in una sofferente agonia tutti i cittadini del comprensorio che, malauguratamente, sono interessati al transito per Formia.”

I due firmatati del Comitato, stanchi, quindi, di assistere inermi “ad una miriade d’incidenti spesso gravi o mortali, ambulanze e tutti gli altri mezzi di soccorso in indicibili difficoltà per rapidamente intervenire, vigili urbani e tutte le altre forze dell’ordine inchiodati nella morsa degli ingorghi” e “all’immane sofferenza delle tante attività commerciali presenti sul tragitto, alla scarsa attenzione per la potatura delle incolte erbacce e ad una latitante pulizia dei cigli e delle cunette stradali e, dulcis in fundo, una scarsissima illuminazione stradale” hanno deciso di darsi degli obiettivi, nella segreta speranza di smuovere, finalmente, questa situazione.

Ma quali sono questi obiettivi? In primis, la realizzazione di un tavolo tecnico per la ricerca, lo studio e la rapida attuazione di urgenti misure alternative “tese ad alleviare lo stato d’indicibile sofferenza di tutti i cittadini.”

Poi, ancora, il monitoraggio costante delle iniziative volte alla messa in sicurezza delle principali arterie, “in mancanza delle quali gli stessi dichiarano che attueranno uno stato di agitazione civica permanente, con le conseguenti azioni legali in sede penale per le palesi, documentate omissioni.”

Il tutto, concludono Quercia e Merenna, si spera, con il coinvolgimento e l’adesione delle comunità dell’intero comprensorio del Golfo di Gaeta.

(Il Faro on line)