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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Il Papa: “Umiltà e generosità disinteressata, ecco gli atteggiamenti fondamentali dei cristiani”

Il monito del Pontefice: "La corsa ai primi posti fa male alla comunità, sia civile sia ecclesiale, perché rovina la fraternità"

Città del Vaticano - Due sono "gli atteggiamenti fondamentali per la nostra vita: l’umiltà e la generosità disinteressata". Lo ricorda Papa Francesco durante la tradizionale preghiera domenicale dell'Angelus.

angelus papa francesco

Un'Angelus che inizia in ritardo, per via di un piccolo incidente. A causa di un calo di tensione, infatti - racconta lo stesso Bergoglio, "sono rimasto chiuso in ascensore per 25 minuti. Poi sono arrivati i Vigili del Fuoco che ringrazio" (leggi qui).

Affacciandosi su una piazza San Pietro gremita di fedeli provenienti da ogni parte del mondo, il Pontefice commenta il brano del Vangelo odierno sottolineando le parole pronunciate da Gesù.

L'evangelista (cfr Lc 14,1.7-14) "ci mostra Gesù che partecipa a un banchetto nella casa di un capo dei farisei, e osserva come gli invitati corrono per procurarsi i primi posti". Un atteggiamento, fa notare il Pontefice, "piuttosto diffuso, anche ai nostri giorni, e non solo quando si è invitati a un pranzo: si cerca il primo posto per affermare una presunta superiorità sugli altri".

E ammonisce: "In realtà, questa corsa ai primi posti fa male alla comunità, sia civile sia ecclesiale, perché rovina la fraternità. Di fronte a quella scena, Gesù racconta due brevi parabole, mediante le quali indica due atteggiamenti fondamentali per la nostra vita".

La prima parabola, spiega, "è rivolta a colui che è invitato a un banchetto, e lo esorta a non mettersi al primo posto". Gesù, infatti, "insegna ad avere l’atteggiamento opposto". In altre parole, "non dobbiamo cercare di nostra iniziativa l’attenzione e la considerazione altrui, ma semmai lasciare che siano gli altri a darcele".

Gesù ci mostra sempre la via dell’umiltà, perché è quella più autentica, che permette anche di avere relazioni autentiche.

Nella seconda parabola, invece, "Gesù si rivolge a colui che invita e, riferendosi al modo di selezionare gli invitati alla festa, gli dice: 'Quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti'".

"Anche qui, Gesù va completamente contro-corrente, manifestando come sempre la logica di Dio Padre. E aggiunge anche la chiave per interpretare questo suo discorso: 'Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti'".  Questo significa, spiega Bergoglio, "che chi si comporta così avrà la ricompensa divina, molto superiore al contraccambio umano che ci si aspetta".

Il contraccambio umano, infatti, di solito falsa le relazioni, introducendo l’interesse personale in un rapporto che dovrebbe essere generoso e gratuito. Invece Gesù invita alla generosità disinteressata, per aprirci la strada verso una gioia molto più grande: quella di essere partecipi dell’amore stesso di Dio.

Con queste parole, sottolinea il Papa, "Gesù getta un ponte tra la mensa terrena e la mensa celeste, alludendo alla comunione finale con il Padre, nell’eternità. La scelta di occupare l’ultimo posto esprime la consapevolezza di quanto siamo stati amati senza nostro merito, per pura grazia. È il Padre che ci ha chiamati, ed è solo Lui, sorgente di ogni beneficio e onore, che può decidere di farci sedere al banchetto finale".

E conclude: "Nessuno può mettersi al primo posto alla mensa di Colui che ha occupato l’ultimo posto, ossia il Verbo fattosi carne per somma umiltà, allo scopo di salvarci tutti, fino all’ultimo dei figli del Padre".

La preghiera del Papa per il creato...

Dopo la benedizione, il Pontefice ricorda come oggi, 1° settembre, ricorre la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato: "Una preghiera ecumenica, che anima la presa di coscienza e l’impegno per tutelare la nostra casa comune, a partire da uno stile di vita personale e familiare più sostenibile. Da oggi fino al 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, è un tempo favorevole alla lode di Dio per tutte le sue creature e all’assunzione di responsabilità di fronte al grido della Terra".

... e per l'Africa

Il pensiero di Papa Francesco va quindi all'Africa, dove si recherà a partire da mercoledì prossimo per visitare le popolazioni di Mozambico, Madagascar e Mauritius. E ai fedeli riuniti in preghiera in piazza San Pietro dice: "Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera, perché questa visita pastorale possa portare i frutti desiderati".

L'annuncio del Concistoro

Il Papa annuncia poi che il prossimo 5 ottobre terrà un Concistoro per la nomina di dieci nuovi Cardinali. "La loro provenienza esprime la vocazione missionaria della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della Terra", sottolinea il Santo Padre. Francesco passa poi ad elencare i nomi dei presuli che saranno creati cardinali:

Mons. Miguel Ángel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso;
Mons. José Tolentino Calaça de Mendonça, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa;
Mons. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, Arcivescovo di Jakarta;
Mons. Juan de la Caridad García Rodríguez, Arcivescovo di San Cristóbal de la Habana;
Mons. Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo di Kinshasa;
Mons. Jean-Claude Hollerich, Arcivescovo di Lussemburgo;
Mons. Álvaro Leonel Ramazzini Imeri, Vescovo di Huehuetenango;
Mons. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna;
Mons. Cristóbal López Romero, Arcivescovo di Rabat;
Padre Michael Czerny, S.J., Sottosegretario della Sezione Migranti del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

E prosegue: "Insieme ad essi, unirò ai membri del Collegio Cardinalizio due Arcivescovi e un Vescovo che si sono distinti per il loro servizio alla Chiesa".

Mons. Michael Louis Fitzgerald, Arcivescovo emerito di Nepte;
Mons. Sigitas Tamkevičius, Arcivescovo emerito di Kaunas;
Mons. Eugenio Dal Corso, Vescovo emerito di Benguela.

"Preghiamo per i nuovi Cardinali affinché, confermando la loro adesione a Cristo, mi aiutino nel mio ministero di Vescovo di Roma per il bene di tutto il santo popolo fedele di Dio", conclude. Infine, il tradizionale saluto: "A tutti auguro una buona domenica. Buon pranzo e arrivederci!"

(Il Faro online)