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“Mistero” a Sperlonga, la minoranza: “Casse comunali vuote, ma spesi 10mila euro per un parere sull’Hotel Tiberio”

Sperlonga cambia: "La trasparenza non è una forma di gentilezza concessa ai consiglieri che chiedono documenti, ma un obbligo di legge."

Sperlonga – “A Sperlonga, di trasparente c’è solo il mare. E il merito non è di questa Amministrazione.” Sono le parole degli esponenti di “Sperlonga cambia” che, con una nota, portano alla luce del sole l’ennesimo “mistero” che si sta consumando nel piccolo Borgo.

Il Comune di Sperlonga, infatti, non solo ha pagato una parcella da 10mila euro a un avvocato per avere un parere sulla “tematica dell’hotel Grotta di Tiberio”, ma come ribadito dalla minoranza:”È più facile vincere alla lotteria che ottenere una copia di questo parere.

In oltre un mese di tempo, infatti, la responsabile del settore finanziario e nuova responsabile dell’Ufficio Tecnico, la dottoressa Ilario, non è riuscita a farci avere la documentazione relativa alla consulenza richiesta dagli uffici sull’albergo di famiglia del sindaco Cusani, costata ben 10mila euro alle casse comunali.

Il Comune di Sperlonga – sottolinea ancora l’opposizione – non ha risorse per migliorare i servizi ai cittadini e l’offerta turistica – ogni anno assistiamo a un aumento delle tasse e delle tariffe comunali- , ma i soldi per parcelle e consulenze si trovano senza difficoltà.

L’unica difficoltà nasce quando chiediamo ai responsabili degli uffici di avere i documenti e, se i documenti riguardano la gestione dei soldi pubblici, ecco che i tempi di dilatano e gli ostacoli si moltiplicano, con buona pace delle regole e della trasparenza.”

E ancora, Sperlonga cambia prosegue: “Le casse comunali sono vuote, come dicono i tutti i bilanci approvati negli ultimi anni. Vorremmo quindi capire perché gli uffici spendono 10mila di soldi pubblici per affidare una consulenza sull’albergo di famiglia del sindaco e per il quale lo stesso Cusani è stato condannato in via definitiva per abusi edilizi.

Questa amministrazione non ha ancora capito che la trasparenza non è una forma di gentilezza concessa ai consiglieri comunali che chiedono i documenti, ma un obbligo di legge e un principio costituzionale posto a garanzia della legalità e dell’interesse dei cittadini. Tutti elementi, questi – conclude la nota -, che hanno abbandonato da tempo il nostro paese…”

(Il Faro on line)