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Le Rubriche di Il Faro Online - Scuola

Gli stipendi dei docenti siano adeguati, lo dice anche il Papa

Il Pontefice: “I nostri bambini non siano costretti a lavorare, possano andare a scuola e proseguire i loro studi"

Il Pontefice invoca compensi per chi insegna a scuola commisurati al costo della vita. Il Papa lo ha fatto in occasione della sua visita al Cantiere di Mahatazana ad Antananarivo, nel Madagascar: nel corso della preghiera per i lavoratori, il Santo Padre ha chiesto in modo perentorio che “i nostri bambini non siano costretti a lavorare, possano andare a scuola e proseguire i loro studi, e i loro professori consacrino tempo a questo compito, senza aver bisogno di altre attività per la sussistenza quotidiana”.

Quello del Papa va considerato un monito assoluto, non limitato alla difficile realtà lavorativa della grande isola dell’Oceano Indiano. Gli stipendi di chi insegna vanno infatti rapportati al costo della vita del contesto territoriale: quello che in Italia, per intenderci, negli ultimi dieci anni si è incrementato di oltre il 14%, con 8 punti accumulati tra il 2007 e il 2015. Sopperire a questo ritardi, come è stato fatto con l’ultimo contratto collettivo nazionale del lavoro, con degli aumenti ridicoli pari al 3,48% e poi aggiungervi, dall’aprile scorso, l’indennità di vacanza contrattuale, non molto superiore allo 0,5%, la dice lunga sul livello dei compensi mensili assegnati ai docenti della scuola pubblica italiana.

Il confronto con gli altri dipendenti pubblici

Anief ha di recente ricordato che il compenso dei dipendenti della scuola italiana diventa ancora più impietoso e insufficiente se si rapporta, come ha fatto l’Aran, agli comparti pubblici, il cui salario medio è pari al 34.491 euro, mentre quello dei docenti e Ata non arriva a 30 mila euro: basta dire che alla presidenza del Consiglio gli stipendi medi annui raggiungono i 64.611 euro, oppure le Autorità indipendenti superano i 91.259 euro. Per non parlare dei magistrati che vanno oltre i 137 mila euro. Gli stessi ministeriali (con 30.140) superano gli insegnanti. E se il confronto si fa con l’estero la storia non cambia, perché un docente della Germania o dell’Olanda può contare su compensi praticamente doppi rispetto ai nostri.