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La “Tara Expedition” di Sir Peter Blake approda al Porto turistico di Roma

L'imbarcazione di 36 metri, dove perse la vita il velista neozelandese vincitore di due edizioni della Coppa America, sarà giovedì nel marina di Roma per una delle due tappe italiane della spedizione scientifica "Mission Microplastique".

Ostia – Tara Expedition, l’imbarcazione a vela appartenuta al velista e navigatore neozelandese Sir Peter Blake, vincitore della Coppa America nel 1995 e nel 2000, poi rimasto ucciso proprio a bordo del Tara nel 2001, sarà ormeggiata da giovedì 12 a sabato 14 settembre al Porto Turistico di Roma per una delle due tappe italiane della spedizione che la vede impegnata nello studio delle microplastiche in Europa.

Lo schooner di 36 metri sbarcherà nel porto della Capitale per illustrare i risultati ottenuti in questi mesi di navigazione durante lo studio sulle microplastiche nei mari e in 10 fiumi dell’Europa (Nord Europa e Mediterraneo).

Coinvolto nell’attività di ricerca è l’European Molecolar Biology Laboratory, l’ente intergovernativo che ha una delle sedi a Monterotondo, in provincia di Roma, che quest’anno festeggia i venti anni di attività in Italia.

Tara Expedition nasce come barca per le spedizioni nel Mar Glaciale Artico, ma è meglio nota ai velisti come Seamaster, con la quale Sir Peter Blake vinse la Coppa America per la Nuova Zelanda nel 1995 e nel 2000, la regata Whitbread Round the World Race 1989-1990 e il Jules Verne Trophy 1994-1997.

Convinto ecologista, il navigatore neozelandese aveva deciso, dopo la fine della sua carriera di skipper, di seguire le orme del comandante francese Jacques Cousteau, lavorando anche con la Fondazione Cousteau prima di creare la sua associazione, “Blake Expeditions”, con il sostegno delle Nazioni Unite. Nel 2000 inizia una navigazione nei Mari Artici proseguita nel 2001 lungo la costa brasiliana fino alla foce del Rio delle Amazzoni che risale per 1245 miglia.

E proprio nelle acque di Macapa che Blake viene assalito dai pirati e ferito mortalmente durante una rapina a bordo del suo veliero. La missione di Tara è andata avanti negli anni. La goletta oceanografica di proprietà della Fondazione che dal 2003 naviga gli oceani per studiare gli ecosistemi marini e valutare l’impatto del cambiamento climatico.

Nel corso degli anni, Tara ha portato a termine 4 principali spedizioni scientifiche viaggiando per oltre 375.000 km attraverso più di 60 Paesi, con il supporto scientifico di laboratori di ricerca di eccellenza internazionale, tra cui l’EMBL.

L’ultima spedizione è la “Mission Micropastique”: lo schooner è partito lo scorso 27 maggio dalla sua base a Lorient per una campagna di sensibilizzazione che terminerà a novembre, dopo aver fatto sosta in 18 porti d’Europa, fra i quali le uniche tappe italiane a Porto Cervo (dal 4 al 7 settembre) e quello del litorale romano (dal 12 al 14 settembre).

Durante la sua permanenza al Porto Turistico di Roma la barca sarà visitabile previa prenotazione online su www.eventbrite.it

(Il Faro online)