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Ostia, mini-ricostruzione della spiaggia: lavori su 400 metri di battigia

La Protezione Civile assegna la gara d'appalto per la posa di sabbia per la mini-riicostruzione dell'arenile dalla Rotonda verso il Canale dei Pescatori

Ostia – Mille euro per ogni 10 metri quadrati di spiaggia sottratta all’erosione. E’ il costo dell’intervento di mini-ricostruzione dell’arenile disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e affidato alla Protezione Civile Nazionale per il tratto di costa dalla Rotonda Cristoforo Colombo per 400 metri di riva verso ponente.

L’annuncio arriva dalla consigliera regionale del Pd, Michela Califano. “Finalmente – segnala Califano – dopo un iter piuttosto tortuoso, andato sicuramente più in là del previsto, sono stati assegnati i primi lavori per la difesa delle spiagge di Ostia. Si tratta di un primo stanziamento di 400mila euro della Presidenza del Consiglio dei Ministri, convogliato alla Protezione Civile Nazionale dopo lo sblocco dello Stato di Calamità Naturale da parte della Regione Lazio per i fatti accaduti il 29 e 30 ottobre 2018. La gara è stata assegnata quattro giorni fa. Gli interventi andranno a preservare la battigia di uno dei punti più colpiti dall’erosione, quello che va dalla Rotonda di Ostia per 400 metri di lunghezza in direzione Canale dei Pescatori. La spiaggia avanzerà di circa 10 metri rispetto all’attuale. Sono conscia che tutto questo sia piuttosto tardivo ma anche che come Regione Lazio sia stato fatto tutto il possibile. Di questo ringrazio l’assessore regionale Mauro Alessandri per la tenacia e per aver portato avanti quasi settimanalmente le istanze che provenivano dal territorio. Si tratta comunque solo di un primissimo passo per arrivare a quel piano di difesa della costa al quale abbiamo lavorato alacremente e che dobbiamo necessariamente avviare“.

Il dettaglio dell’intervento non è ben chiaro ma si immagina che con questi costi si tratti di cosiddetto ripascimento morbido ovvero della tecnica di ricostruzione della spiaggia attraverso la posa di sabbia prelevata in mare e riportata a riva. Una tecnica che in passato (presidenza regionale Polverini) ha miseramente fallito.

I danni dell’erosione alla Pinetina

Come riassunto in quest’articolo, i danni provocati dal maltempo nel periodo tra il 28 e il 30 ottobre 2018 a Ostia furono ingenti. Tra gli impianti balneari più penalizzati, la Nuova Pineta, la Pinetina e il Kursaal.

Peccato che dalla Regione Lazio non arrivino più notizie sulla sorte di un altro imponente lavoro, progettato, finanziato ed appaltato (quattro milioni di euro la sua dote) ormai da quasi un decennio: quello della posa di scogliere di protezione in forma di pennelli perpendicolari alla costa dal Canale dei Pescatori fino quasi alla Tenuta Presidenziale di Castelporziano. L’ultima apparizione del piano qui descritto è datata metà novembre 2016, nel corso di un’audizione della commissione regionale sul livello di erosione marina e sulle opere da intraprendere per la difesa della costa. Da allora non è successo nulla nonostante gli studi abbiano ottenuto il via libera anche dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e l’affidamento del cantiere sarebbe dovuto avvenire a fine gennaio del 2017 ma così non è stato.

E non si conosce neanche il destino della maxi-duna di sabbia derivata dal dragaggio accumulata sulla sponda di ponente del Canale dei Pescatori. Il X Municipio aveva lanciato una manifestazione d’interesse a luglio ma di quell’atto e dell’appalto conseguente si sono perse le tracce.

NIENTE SACCHI DI PLASTICA PER LOTTA A EROSIONE

E’ quanto chiede il X Municipio alla sindaca Virginia Raggi. Troppo spesso, infatti, i concessionari balneari per fronteggiare l’avanzata del mare usano disporre sacchi di tessuno-nontessuto (quindi di plastica) riempiti di sabbia. I sacchi con l’usura si sfilacciano e liberano le fibre plastiche in mare. “Nella seduta del consiglio di giovedì 12 settembre – recita il comunicato – del Municipio Roma X è stato approvata una risoluzione in cui si chiede di inserire nelle prossime Ordinanze Balneari un espresso divieto dell’utilizzo su tutti gli arenili di sacchi in plastica riempiti di sabbia, ovvero, di ogni altro materiale di origine sintetica che possa degradare in microplastiche con effetti critici sulla fauna marina. L’iniziativa nasce per contrastare l’uso di sacchi di plastica riempiti di sabbia per realizzare sbarramenti provvisionali anti erosione sulla spiagge“.