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Ardea, il Sindaco ordina la demolizione di un manufatto abusivo sui 736 ettari del Comune

E' la prima ordinanza di demolizione di un edificio abusivo da parte del Sindaco Mario Savarese. E' l'inizio di una definitiva bonifica dell'intera area attualmente Comunale?

Ardea – Il Sindaco Mario Savarese, con ordinanza del 12.09.19, scaturita a seguito di controlli della Polizia Municipale in Via del Radiofaro, abbatte i muri di un manufatto abusivo, ancora in fase di costruzione.

E’ la prima demolizione ad Ardea ordinata dal Sindaco eletto poco più di due anni fa.

Nell’ordinanza sindacale a firma del primo cittadino, nella prima pagina si legge quanto segue: “[…]che le opere insistono su di un terreno gravato da Uso Civico il cui intestatario catastale risulta essere il Comune di Ardea, giusto Decreto di Trasferimento del direttore dell’agenzia del Demanio Prot. 2017/2494 del 20.02.2017, ai sensi dell’Art. 56 bis del Dl n. 69 del 21.062013 convertito in legge n. 98/2013 com mod. dall’Art. 1 co.1, con la quale è stato trasferito il compendio denominato: Terreni siti in Ardea, località Le Salzare“.

Ora, questa prima azione di demolizione da parte del Sindaco, potrebbe indurre a pensare che abbia avuto inizio la bonificare dell’area che il Demanio ha assegnato, qualche anno fa, al Comune di Ardea e su cui si discute da anni sul da farsi. Sarà suo intento continuare nella bonifica dell’intera area? Se ciò non dovesse accadere, l’esecuzione dell’abbattimento del manufatto di cui all’ordinanza del 12.09.19,  rimarrà solo un fatto isolato che non avrà determinato la soluzione definitiva che da tempo si attende per sistemare, regolarizzare, i 736 ettari su cui gravano edifici residenziali e commerciali, a tutt’oggi irregolari e improduttivi per il Comune. E’ comunque un segnale che qualcosa, almeno negli intenti si muove…anche se la strada è ancora in salita e di tempo ne è rimasto poco per trovare una soluzione.

Infatti, il tempo utile per intervenire, da parte del Comune, si sta sempre più assottigliando. La scadenza è prevista per febbraio 2019, dopodiché le terre in oggetto, torneranno di nuovo al Demanio, secondo quanto previsto dal contratto di trasferimento.

E’ comprensibile la difficoltà per chiunque di gestire una situazione così complessa, alla quale si era iniziato a mettere mano già in passato per valutare cosa e come fare per risanare un’area che, tra l’altro, ad oggi come già specificato, al Comune non produce contributi locali causa, appunto, l’irregolarità dei fabbricati che gravano sui terreni denominati “Le Salzare” e che vivono uno stato di “oblio“.

E’ anche vero che sarebbe impresa ardua e forse non percorribile per le conseguenze che ne deriverebbero, abbattere tutti i fabbricati destinati ad abitazione (prima casa) o ad uso commerciale, per cui sarebbe più produttivo pensare ad un possibile recupero edilizio ed urbanistico. Certo, non è nostra competenza fare valutazioni del genere, che spettano ad organismi competenti, né sappiamo se tale recupero edilizio e urbanistico nell’area indiziata, sia possibile.

Di una cosa siamo certi. Sul nostro giornale, in un passato recente, trattammo la questione dei 736 ettari de “Le Salzare” con un esperto professionista, l’Avv. Francesco Falco, che da sempre segue da vicino tale vicenda e a lui chiedemmo informazioni più dettagliate riguardo la situazione dell’intera area oggetto di particolari attenzioni da parte delle diverse amministrazioni locali che si sono susseguite negli anni.

Lo stesso Avv. Falco, in sintesi, indicò la necessità di costituire, presto, onde evitare che i terreni ritornassero al Demanio, un tavolo di concertazione formato dal Comune, dalla Regione e da Tecnici, al fine di trovare la soluzione più idonea che andasse a vantaggio del Comune di Ardea e della comunità in generale e, più in particolare, dei cittadini che vi risiedono, sia come abitanti che come commercianti e artigiani (clicca qui).

(Il faro online)