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Crisi Alitalia, arriva la sesta proroga

In questi trenta giorni gli attori in campo, Fs, Atlantia e Delta in primis, dovranno sciogliere i nodi ancora aperti che non hanno consentito di tagliare il traguardo il 15 settembre

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Roma – Arriva la sesta proroga per Alitalia. E questa volta dovrebbe essere anche l’ultima. Come era nelle attese, è arrivata l’ufficializzazione del nuovo ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, del nuovo termine – il 15 ottobre prossimo – per la presentazione da parte di Ferrovie dello Stato dell’offerta vincolante e definitiva per la compagnia. Un mese, ancora, dunque, come sottolinea la nota diffusa dal Mise, per permettere al consorzio acquirente di definire i dettagli del piano di rilancio.

In questi trenta giorni gli attori in campo, Fs, Atlantia e Delta in primis, dovranno sciogliere i nodi ancora aperti che non hanno consentito di tagliare il traguardo il 15 settembre.

E, inevitabilmente, i riflettori si puntano proprio su Atlantia, alla vigilia di un cruciale e delicato appuntamento, dopo che si sono svolti i cda di Edizione, la holding dei Benetton, e di Aspi, la controllata di Atlantia: il consiglio di amministrazione del gruppo convocato per martedì pomeriggio dal presidente Fabio Cerchiai che all’ordine del giorno vede le comunicazioni dell’ad Giovanni Castellucci. Un cda che lo stesso top manager avrebbe richiesto e dal quale si attendono decisioni sul suo futuro.

Quello di Atlantia è un fondamentale tassello nella compagine azionaria della newco con la quale dovrà decollare la nuova Alitalia, che, se tutto procede senza intoppi, dovrebbe prendere il volo nei primi mesi del prossimo anno. Un azionista di peso, Atlantia, insieme alle Fs, scese in campo il 31 ottobre dello scorso anno, che dovrebbero arrivare a detenere una quota del 35%. A loro si affiancano Delta Airlines e il Mef, il cui titolare Roberto Gualtieri ha confermato, nei giorni scorsi, l’impegno nella compagnia.

Uno dei punti in discussione è proprio la partecipazione dell’aviolinea statunitense: l’obiettivo è quello di far salire la quota al 15% rispetto all’iniziale 10% oltre a ottenere l’impegno, in prospettiva, di un ulteriore intervento per un’eventuale futura ricapitalizzazione. Ma il tema più caldo è quello della partecipazione di Alitalia all’alleanza transatlantica Blue Skies. Delta ha sottoscritto un accordo con Air France e ritagliare un ruolo primario per Alitalia in Blue Skies significa ridiscutere l’intesa con la compagnia francese.

Ma, d’altro canto, limitare la compagnia italiana ad un ruolo secondario nell’alleanza, così come ora si prospetta, oltre che oneroso per le ‘fee’ da versare a Delta, significherebbe pregiudicare la possibilità di uno sviluppo della compagnia su uno dei più importanti mercati di lungo raggio. Un caposaldo strategico che Fs e Atlantia hanno posto tra i presupposti del nuovo piano. La scorsa settimana fonti vicine al dossier avevano parlato di stallo con il potenziale socio americano mentre nei giorni successivi si è poi parlato di un’accelerazione.

Altra questione è quella della governance con la caccia da parte di Egon Zehnder sempre aperta ai futuri vertici della nuova Alitalia. Il prossimo appuntamento in agenda per Alitalia è quello di mercoledì al Mise. Il ministro Patuanelli riaprirà il tavolo con i sindacati e le associazioni professionali di categoria: oltre alle prospettive industriali, ci sono quelle occupazionali dove l’allerta dei sindacati è sempre massima dal momento che la nuova operazione potrebbe portare nuovi tagli e si parla di 2000 nuovi esuberi da gestire.

(Il Faro online)

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