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Le Rubriche di Il Faro Online - Appunti di viaggio

Romano e Tanina, tra ricordo e oblio

Fa strano vedere che quasi nessuno s'indigni per la sparizione - nella memoria di una città - della storia di un anziano massacrato a bastonate.

di ANGELO PERFETTI

Romano Bedini, 78 anni. Una morte avvolta nel mistero, ancora oggi senza un colpevole, senza una vera risposta (leggi qui). Ma soprattutto avvolta in una coltre di indifferenza generale. Romano forse non era uno stinco di santo, ma era un uomo. Abitava a Passo della Sentinella, che nel radar dell’opinione pubblica non è la promenade di Fiumicino (come se la città ne avesse una davvero degna di questo nome).

Quella di chi vive con un passato difficile in un posto periferico non è una vita facile, neanche da morto.

E così, mentre a un anno dall’uccisione di un’altra sfortunata ragazza, Tanina, anch’essa colpita barbaramente (leggi qui), la città si appresta a ricordarla (leggi qui), per Romano resta solo l’oblio. Alcuni residenti di Fiumara Grande lo hanno ricordato sui social: “Si fa la fiaccolata per signora Tanina e qui ancora aspettiamo il funerale di Romano Bedini, un anno una vergogna” ha scritto Ivano Talevi.

E in effetti il Comune annunciò l’intenzione di pagare i funerali di Romano (leggi qui), ma dichiarò di non poter procedere subito in attesa della restituzione del corpo, all’epoca ancora in attesa di autopsia e di nulla osta da parte dell’Autorità giudiziaria.

E’ passato un anno, e delle esequie non c’è stata traccia, né di Romano se ne è più parlato. Vite di frontiera, a volte oltre il confine della legalità, perse in quella terra di nessuno che viene avvolta dal disinteresse misto a fastidio. Quel confine tra la pietà e il “se l’è cercata”, l’orizzonte dove l’essere umano finisce di essere umano, per citare una canzone di Marco Mengoni.

Sia chiaro: non è una “gara” tra Romano e Tanina, entrambi meritano quel rispetto che la morte per mano violenta induce, entrambi sono vittime di “follia” altrui. Il ricordo di Tanina è ancora presente e vivo nella sua famiglia e nella comunità, per Romano la storia è un’altra.

Su Facebook nessun “Siamo tutti Romano”, la Giustizia può attendere. E quando sui social vediamo centinaia di commenti per un animale ferito, con indignazioni planetarie, viene da pensare: l’amore per gli animali è un valore da insegnare ai nostri figli, su questo non c’è dubbio; la difesa dei loro diritti e il rispetto per le loro vite è sacrosanto, come la condanna di chi fa loro del male.

Ma fa strano vedere che quasi nessuno s’indigni per la sparizione – nella memoria di una città – della storia di un anziano massacrato a bastonate.