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Casette dell’acqua, Minturno Libera: “Poca trasparenza sui dati”

Minturno Libera: "Per noi sarebbero più opportuni degli investimenti sulla rete idrica pubblica per assicurare la qualità dell’acqua corrente."

Minturno – Le casette dell’acqua attivate a Marina di Minturno e a Minturno sono state davvero quel grande successo comunicato sui social dall’assessore D’Acunto?

È questa la domanda che si pone il comitato civico “Minturno Libera” che, contestualmente, polemizza sulla poca trasparenza dei dati “pubblicizzati” dal Comune.

Dal 13 luglio al 31 agosto, dalle due casette installate, sono stati erogati 76.900 litri di acqua che, secondo il movimento civico non possono essere ritenuti un dato soddisfacente se confrontato con il numero degli abitanti di Minturno – circa 19.000 -. Infatti, pur non volendo considerare il flusso di turisti – nonostante si parli di mesi estivi – la media che verrebbe fuori, in 45 giorni, è di  4 litri a persona, meno di 10 cl al giorno. “Insomma – sottolineano da Minturno Libera -mezzo bicchiere, in piena estate.” Casette dell'acqua, Minturno Libera:

Il motivo? Per “Minturno Libera” lo scarso utilizzo delle casette deriva “soprattutto dalle perplessità sulla qualità e la conservazione di questo prodotto”Per questo, dal comitato civico chiedono che vengano pubblicati i documenti che attestano i controlli di routine sulla qualità di quest’acqua–  come previsto dal D. Lgs. 31/2001-  e di stilare un documento informativo sul suo utilizzo e le sue limitazioni, come succede in molti comuni del Nord Italia.

Minturno Libera: “Serve più informazione”

Infatti, circa lo scarso utilizzo delle casette, il movimento civico evidenzia ancora un fattore: la mancanza di informazioni rese ai cittadini circa il loro utilizzo. 

“L’Agenzia di Tutela della Salute – spiegano infatti da Minturno Libera – stila alcune regole da rispettare e dichiara che il prodotto è buono ma solo ad alcune condizioni. Tra le quali: utilizzare solo bottiglie in vetro da conservare, una volta riempite, in un luogo fresco. Se utilizzati recipienti non sterili, l’acqua potrebbe alterare i suoi valori nel giro di 48 ore.  Si raccomanda, quindi, il consumo nell’arco di 48 ore e di lavare accuratamente le bottiglie, farle scolare e asciugarle prima del loro riutilizzo; non lasciare le bottiglie piene esposte al sole o alle intemperie; si sconsiglia l’uso di contenitori di plastica o in precedenza contenenti altri tipi di liquido.”

E ancora: “L’Agenzia di Tutela della Salute dell’Insubria dichiara di garantire una vigilanza assidua, soprattutto nei momenti di grande calura,  degli impianti ospitati nelle casette, con controlli sulle caratteristiche chimiche e microbiologiche delle acque, oltre a verificare la corretta manutenzione e pulizia degli impianti stessi.” Per questo, dal comitato civico chiedono chi sia a Minturno a garantire questi controlli e invitano a rendere noto ogni quanto vengono effettuati. 

Infine, il comitato conclude: “Il benessere e la salute dei cittadini devono avere un ruolo primario rispetto alla propaganda e alla vendita di un prodotto che, a quanto si sa, è di una azienda privata. Per noi sarebbero più opportuni degli investimenti sulla rete idrica pubblica al fine di assicurare la qualità dell’acqua corrente, invece che il continuo proliferare di iniziative come questa, che fanno costare un bene di prima necessità dieci volte in più al prezzo normale. Noi non ci perdiamo in un bicchiere d’acqua!”

(Il Faro on line)