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Antonello Palmieri (Roma Nuova): “In caso di piogge intense gravi pericoli dal relitto Tiber II”

Il presidente di Roma Nuova lancia l'allarme sul relitto, peraltro abitato da senza fissa dimora, che si trova sulla sponda del Tevere senza ancoraggio

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Roma – Per l’associazione Roma Nuova sulla sponda del Tevere c’è una vera “mina vagante: il relitto della motonave Tiber II. In caso di onda di piena potrebbe tornare in acqua e rappresentare un serio pericolo in corrispondenza con i ponti sul fiume. Oltre che per le cinque-sei persone che vi abitano da tempo.

Roma

Era il 12 dicembre 2008 quando la motonave Tiber II, staccatasi dagli ormeggi per l’eccezionale onda di piena, dopo una breve navigazione senza controllo, si schiantava contro uno dei pilastri di Ponte Sant’Angelo (video di Fabio Luzietti). La posizione assunta dall’imponente imbarcazione in quella circostanza, secondo gli esperti della Protezione Civile, costituiva un serio pericolo: ostruendo il deflusso delle acque di piena, rischiava di far innalzare ulteriormente e oltre la soglia di sicurezza il livello del Tevere.

Fortunatamente le piogge cessarono e la situazione tornò presto sotto controllo. Da allora, però, nessuno ha provveduto a rimuovere il relitto, adagiato sulla sponda del Tevere, senza alcun ancoraggio. L’anno scorso l’appello di Antonello Palmieri, presidente dell’associazione Roma Nuova, fece molta sensazione (leggi qui uno degli articoli) ma nessuna tra le autorità è intervenuta. Nel frattempo le persone che sono andate a viverci all’interno, scaricando i proprio liquami direttamente sulla golena, sono diventate cinque-sei.

La dimostrazione che nel relitto vivono diverse persone

E’ passato un anno da quell’appello, sta per iniziare la stagione delle piogge ma, al di fuori di fumose iniziative e di vuoti progetti di valorizzazione del Tevere, non è successo nulla. La “mina vagante” resta lì. “A dicembre 2017 – denuncia Palmieri – è stato costituito il tavolo interistituzionale che mette insieme tutte le associazioni, le imprese e gli enti coinvolti firmatari del Manifesto d’Intenti per la sottoscrizione del Contratto di Fiume. Nel corso dell’incontro si è parlato delle tappe da compiere per la predisposizione dei progetti di valorizzazione e rivitalizzazione delle grandi potenzialità naturalistiche, ambientali, economiche e territoriali del fiume. Hanno partecipato il Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma, Autorità di Bacino e Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino. Ebbene, al di là della rimozione di alcuni relitti affioranti pericolosi per la navigazione a valle di Ponte Marconi da parte della Capitaneria di Porto, non è successo altro“.

Antonello Palmieri, presidente di Roma Nuova

Dobbiamo dedurre che – conclude il presidente di Roma Nuova – l’avvio di tali attività ‘istituzionali’ non porta a niente, se non ad aumentare lo stato di degrado del fiume ‘culla di Roma’ , ma forse, tali incarichi servono per regalare qualche gettone di presenza ai soliti amici? Ricordo che l’imbarcazione, della lunghezza di circa 40 metri, ad oggi è priva di ancoraggi stabili, infatti è appoggiata su dei blocchi di cemento, ne anch’essi fissati sul terreno. Per la sicurezza di tutti inutile appellarsi alle istituzioni; c’è da augurarsi solo che il meteo sia clemente“.

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