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Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”

25 settembre 2019 | 06:00
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Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”
Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”
Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”
Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”
Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”
Samuele Burgo: “Sogno l’oro alle Olimpiadi”

A poche settimane dalla conquista del pass per Tokyo 2020, l’azzurro del K2 in canoa parla del sesto posto al Mondiale e della Preolimpica. Da bambino in barca e poi il reclutamento alle Fiamme Gialle. Una famiglia.

Sabaudia – Si decide tutto sempre lì. Una linea di confine il traguardo. Tra il presente e il futuro. Tra la realtà e il sogno. Lo ammette Samuele. Appena tornato da Tokyo. Ancora sono lontane le Olimpiadi del 2020, ma con il sapore del pass addosso, vivere la Preolimpica è certamente stata un’altra cosa. E quella linea di confine intanto il Burgo sesto al Mondiale, in coppia con Luca Beccaro, l’ha superata prendendosi la qualifica a Cinque Cerchi.

Nella terza competizione in cui, insieme al compagno di squadra in K2 Beccaro, il team azzurro si sperimentava ancora una volta in specialità, ecco il sogno. Tutto si è deciso lì. Al sesto posto in classifica. L’Italia ha strappato il pass agli ultimi Mondiali di canoa velocità, qualificando la barca per le Olimpiadi Estive all’ombra del Monte Fuji. Una  coppia nuova quella che ha visto Burgo e Beccaro festeggiare il pass olimpico. Sono stati i loro allenatori ad unirli in questa emozionante avventura. Antonio Scaduto, ex campione olimpico di canoa e attuale allenatore del settore canoa delle Fiamme Gialle e Oreste Perri, direttore tecnico della Nazionale. Sempre primi loro. In alternanza. Alcune volte era Samuele ad essere primo nel K1 e poi di seguito era Luca ad arrivare secondo. O spesso accadeva viceversa. E allora durante le selezioni adibite per formare la barca, l’idea più bella : metterli insieme. Perché non unire due grandi talenti e puntare in alto ? Forse è stata questa la domanda dei tecnici di Samuele e Luca. E allora ecco il prodigio del K2. Sui 1000 metri. E sono tanti. Un lungo chilometro per combattere e per prendersi i sogni più belli.

Quello in assoluto che Samuele vorrebbe realizzare è sicuramente la vittoria alle Olimpiadi. E potrà farlo il 15 volte campione italiano in K1 (ultima vittoria arrivata lo scorso mese di agosto) e campione mondiale ed europeo in specialità nel 2015, per la categoria junior. Un bambino allora, l’atleta delle Fiamme Gialle. E a Sabaudia, alla Caserma Spiridigliozzi del III Nucleo Atleti, che ospita un Centro Sportivo grande, attrezzato e confortevole per la canoa e per il canottaggio, tutto probabilmente potrà essere facile, direzione Tokyo 2020. Per crescere ancora. Oggi è un uomo Samuele, che sogna le Olimpiadi e la medaglia d’oro. Ma è sempre il cuore di un atleta che decide tutto. Deve essere importante l’impegno in barca. In una barca della canoa in cui le Fiamme Gialle credono, come lo fa la Nazionale azzurra. E’ tornata a primeggiare nel mondo la canoa italiana. Dopo alcuni anni di alti e bassi, a seguito di grandi conquiste a Cinque Cerchi, ecco che l’Italia ci prova di nuovo: “Sono cambiati i metodi di allenamento”. Lo confessa Samuele. Analizzando il motivo per cui il suo sport preferito sta tornando uno dei migliori al mondo, lo spiega ai lettori de Il Faro on line. E i successi del vivaio gialloverde agli ultimi Italiani di categoria lo dimostra. 22 le medaglie conquistate. Una infinità. E Samuele e Luca là. A fare da faro. A fare da esempio per tanti giovani: “Siamo contenti se possiamo essere i modelli di chi vuole praticare questo sport ei risultati servono per attrarre la loro attenzione”. Sesti al Mondiale allora. A fine agosto, ecco il pass olimpico. E poi un lungo viaggio verso il Giappone per assaggiare il clima e il campo gara di Tokyo. Tanto caldo e una rivincita, nei confronti di chi nella rassegna iridata era arrivato davanti: “Siamo arrivati secondi. Abbiamo messo dietro due equipaggi che al Mondiale ci avevano battuto. Vogliamo fare bene l’anno prossimo”. Un argento al collo in una gara che mira a testare la situazione in previsione delle prossime Olimpiadi. Che potrebbe diventare un oro da toccare. E da morsicare.

Il sogno di SamueleBurgo è quello di vincere le Olimpiadi. Perché no ? In coppia con Luca, è imbattibile Burgo. Si sente a proprio agio con il compagno di squadra. Più forte e sfrontato in gara. Si compensano in acqua e si completano, per andare poi a formare una squadra invincibile, che si rispetta. E’ cresciuto con la canoa in casa Samuele. Il papà e poi la sorella Irene, atleta delle Fiamme Oro. Una vita dedicata ad una disciplina che stuzzica il campione delle Fiamme Gialle: “Sei attirato dalla competizione – dice Burgo – mi piace molto sfidare i miei avversari. Lo stare in acqua”. Elementi fondamentali per un atleta. Competizione e sfida. E poi il campo gara. Lo specchio dell’acqua dove far scivolare il più veloce possibile il team azzurro: “In tre minuti succede tutto. Non è poco, ma neanche tanto. Devi partire forte e distenderti bene”. Svela alcuni segreti della tecnica della vogata nel K2 Samuele. Partire forte è importante e giungere al traguardo per primi è fondamentale, per accumulare successi. Ma sta crescendo il team azzurro. Giovane, giovanissimo. E già in bacheca Samuele ha all’attivo tantissime medaglie. 19 in tutto.


Dopo il quarto posto in Coppa del Mondo e il sesto conquistato anche gli Europei della stagione appena trascorsa, è il momento del relax invernale. Presto torneranno allenamenti e gare. Prima di Tokyo 2020, ci saranno i Campionati Continentali e poi la Coppa del Mondo. Basterà solo fare le valigie per il Giappone, indossare la tuta dell’Italia Team per poi arrivare lì. Dove tutto si decide. Al traguardo. Alle Olimpiadi. E poi cosa succederà ? Questo solo il cuore di un atleta lo sa. Lo sapranno solo Samuele e Luca. E Samuele potrà allora avverare il suo sogno ? Non si sa. Ma lui ci crede.

Caro Samuele, tu e Luca Beccaro siete una coppia fortissima in canoa. Come è nata questa liasion sportiva ?

“Dopo il periodo invernale in cui ci siamo allenati in barca singola, Antonio Scaduto (direttore tecnico delle Fiamme Gialle) e Oreste Perri (direttore tecnico della Nazionale) hanno avuto l’idea di metterci insieme. In Coppa del Mondo. Dopo poche uscite in gara, siamo riusciti ad arrivare quarti in competizione. Subito dopo sesti agli Europei e nel Mondiale di fine agosto, dove abbiamo centrato la qualifica olimpica, sesti. Da pochi decimi dalla medaglia. Un obiettivo quasi impossibile, ma ci siamo avvicinati molto. Siamo soddisfatti del risultato. Sicuramente l’anno prossimo si può puntare a fare qualcosa di importante”.

Sta crescendo molto la canoa in questi anni. Anche grazie a talenti come voi. Cosa pensi di questo ?

“Infatti, la canoa sta crescendo molto. Ci fa piacere essere da modello anche per molti giovani che si avvicinano a questo sport. C’è bisogno di nuove leve e di giovani per vincere e crescere. I nostri numeri non sono quelli di altri sport. Abbiamo bisogno di crescere. Attraverso i risultati riusciamo ad attrarre interesse.”

Le Fiamme Gialle hanno un importante settore giovanile. Agli ultimi Campionati Italiani di Caldonazzo hanno vinto 22 medaglie i giovani..

“Si abbiamo vinto molto. Anche la classifica generale di tutte le società partecipanti. Un ottimo settore”.

Anche il metodo di allenamento incide..

“Si. Come dicevo negli ultimi anni la canoa andava a decrescere. Tornando al vecchio modo di allenarsi sembra stia tornando in voga. Una buona soluzione che avevamo davanti agli occhi”.

E’ arrivata la qualifica olimpica per Tokyo 2020. Come ti senti ?

“Siamo carichi. Siamo tornati dalla Preolimpica di Tokyo e siamo arrivati secondi. Siamo riusciti a mettere dietro due equipaggi che al Mondiale ci avevano battuto. Vogliamo fare bene l’anno prossimo. Questo inverno lavoreremo molto tra Sabaudia e Castel Gandolfo. Fiamme Gialle e Nazionale. Vediamo come andrà”.

Nel  frattempo ci saranno le competizioni internazionali a cui partecipare..

“Sicuramente parteciperemo alla Coppa del Mondo e ai Campionati Europei. Per entrare in forma per le Olimpiadi”.

Tu e Luca Beccaro eravate atleti nelle specialità singole. Come mai si è deciso di mettervi insieme ? Perché proprio voi ?

“Penso per questo (ride) : nelle individuali eravamo sempre i primi due. O io battevo lui, o lui batteva me. Nelle prove selettive. I miei allenatori hanno visto il nostro rendimento e hanno pensato di provare. Una coppia ha bisogno di avere dei buoni livelli singoli per competere, altrimenti non puoi ambire a fare bene”.

Qual è il vostro segreto ? Come riuscite ad amalgamarvi bene in squadra ?

“A parte avere un buon livello agonistico in canoa, ci rispettiamo molto. Riusciamo a divertirci e vivere lo sport tranquillamente”.

Come mai ti trovi bene con Luca in barca ? Cosa di lui ti aiuta a dare il meglio di te ?

“E’ una persona molto seria. E’ aperto al dialogo e non ha paura. E’ sfrontato. Mi da sicurezza”.

Mille metri sono tanti. Puoi descrivere cosa succede in gara ?

“Un chilometro è tanto e sembra tanto. Poi ti ritrovi in gara che in tre minuti succede tutto. Non è poco, ma neanche tanto. Devi partire forte e distenderti bene. Devi avere sempre un buon finale. Sembra scontato ma è così. Le gare si vincono sempre sul finale. La differenza la devi fare lì. Quasi sempre devi impostare la gara lì”.

Come hai cominciato con la canoa ?

“Ho iniziato seriamente a 14 anni. Tutta la mia famiglia pratica questo sport. Mio padre ci ha trasmesso questa passione, a me e mia sorella, Irene Burgo che sta con le Fiamme Oro. Ho cominciato grazie a loro”.

E allora poi cosa ti è piaciuto di uno sport che non hai più lasciato ?

“Quando sei ragazzino ti diverti, sei in contatto anche con la natura. Poi cresci e sei attirato dalla competizione. Mi piace molto sfidare i miei avversari. Lo stare in acqua”.

Qual è l’emozione più bella che hai vissuto nel K2 con Luca ?

“Sicuramente la qualifica olimpica. Questo è solo il primo anno che abbiamo fatto questo tipo di gara. Non avevamo mai fatto prima questa specialità. La nostra terza competizione in assoluto. Dopo Coppa del Mondo e Europei. Una qualifica olimpica a 21 e 23 anni è qualcosa di eccezionale. Il nostro migliore risultato”.

Ci sarà poi Parigi 2024 e Los Angeles 2028. Il tempo per vincere e crescere sicuramente c’è..

“Adesso pensiamo a Tokyo 2020 (ride)”.

Il tuo sogno sportivo qual è Samuele ?

“Vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Come lo è per ogni sportivo. Sono scaramantico e non lo voglio dire..”

Sono importanti le Fiamme Gialle in questo tuo percorso. Come ti aiutano e ti supportano nella tua carriera ?

“Si si. Assolutamente. Sia a me che Luca, entrambi della Guardia di Finanza, ci forniscono tutto il supporto necessario. Cominciando dal grande e fornito Centro Sportivo di Sabaudia, fino a tutto quello che serve per le gare, anche in giro per il mondo. Ci seguono e sono sempre con noi. Sono una bella famiglia”.

IL PALMARES DI SAMUELE BURGO, COME INDICATO DAL SITO UFFICIALE DELLE FIAMME GIALLE (http://www.fiammegialle.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=1017&Itemid=427) :

Campionati del Mondo Senior

2019  6°   K2 m. 1000

2018  9°   K1 m. 5000

2018  15° K1 m. 1000

2017  7°   K4 m.1000

Campionati Europei Senior:

2019   7°  K2 m. 1000 – 5° K4 m. 500

2018  10° K1 m. 1000

Campionati del Mondo Under 23

2017  13° K1 m.1000

Campionati Europei Under 23

2018  4°  K1 m. 1000

2017  9° K1 m.1000

Campionati del Mondo Junior

2016    8° K1 m.1000

2015    1° K4 m.1000

Europei Junior

2016   2° K1 m.500

2016   5° K1 m.1000

2015   1° K4 m.100

Titoli Italiani: 16

Senior: 3

2018  K1 m. 1000 – K1 m. 500

2017  K1 m.2000

Under 23: 1

2017  K1 m.500

Junior: 7

2016  K1 m.5000 – K1 m.1000 – K1 m.500

2015  K1 m.2000 – K1 m.5000 – K2 m.5000 – K2 m.1000

Ragazzi: 5

2014  K1 m.1000 – K2 m.1000 – K1 m.2000 – K2 m.2000

2013  K2 m.2000

(Il Faro on line)