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Ostia e Acilia, due vittime della strada

Una donna è morta sul colio dopo essere stata investita mentre una motociclista si è schiantata contro un pullman in sosta

Roma – Una è morta sul colpo travolta da un’auto mentre attraversava la strada. L’altra è deceduta dopo essersi schiantata con la moto contro un pullman in sosta.

Domenica di sangue sulle strade del lungomare. Un pedone è rimasto vittima di un investimento ad Acilia. Un centauro è  morto sul lungomare di Ostia. Entrambe erano donne.

Il primo episodio è avenuto intorno alle ore 11.00 in via Bonichi, nei pressi dell’incrocio con via di Saponara.  T.S. steaniera di 76 anni è stata investita da un’auto mentre attraversava la strada. La donna era appena uscita dalla chiesa di San Giorgio dove aveva assistito alla Santa Messa. L’automobilista, un 20enne su una Fiat Punto bianca, si è fermato per prestare soccorso ma la donna è morta sul colpo.

L’incidente di lungomare Paolo Toscanelli

Il secondo incidente è avvenuto in lungomare Paolo Toscanelli all’altezza dell’incrocio con piazza delle Caravelle,  corsia lato mare. Monica Becattini, 41 anni, procedeva con la sua moto Yamaha in direzione di largo Magellano quando ha perso il controllo del mezzo. Ha prima urtato un suv Citroën che procedeva nella sua stesa direzione poi si è schiantata contro un pullman in sosta. È deceduta in ospedale.

LE REAZIONI

“Una tragica mattinata rosso sangue sulle strade di Ostia ci porta ad una doverosa e seria riflessione sulla sicurezza stradale e sulle condizioni in cui il X Gruppo Mare è costretto ad operare.
Proprio la pietas dovuta alle vittime e ai loro congiunti e la necessità che ogni rilievo, destinato ad una evoluzione giudiziaria, sia svolto dagli operatori di polizia stradale nelle migliori condizioni possibili, impone di riprendere un discorso che per vero avevamo già posto da mesi alla attenzione della amministrazione capitolina e lidense.
Il X Municipio ha un tasso di sinistrosità stradale elevatissimo, con una significativa e drammatica incidenza di sinistri mortali o con prognosi riservate: sin da quando la Colombo è stata traslata dal GPIT al X Mare oltre alla mole già elevata di incidenti che il gruppo lidense rilevava sono stati presi in carico moltissimi altri incidenti che avvengono sulla Colombo, molti dei quali di rilevanza penale.
Ad inizio 2019 avevamo fatto presente, con una lettera indirizzata a Roma Capitale, Comando generale e X Municipio, come il problema rappresentato dalla Colombo non sarebbe stato solo quello delle fluidificazioni, indicando anzi nella sinistrosità stradale uno degli aggravi più pesanti e facendo presente come sarebbe stata necessaria una significativa dotazione di mezzi e di personale.
Non sembra infatti casuale che l’ufficio infortunistica del gruppo sia ormai enormemente sotto pressione, sovraccaricato da una mole non più gestibile di sinistri finiti alla attenzione della Procura. Sinistri che si traducono in indagini e in procedimenti penali, materia che va maneggiata con cura, professionalità e attenzione, non certo a cottimo perché travolti da decine di sinistri e in palese carenza di organico.
Ne va della sicurezza degli operatori, della memoria delle vittime e del dolore dei congiunti e delle esigenze investigative della magistratura.
Avevamo chiesto, senza risposta, quale studio fosse stato fatto e quali misure fossero state adottate per evitare che la traslazione delle competenze viabilistiche potessero tradursi nel collasso operativo del X Mare.
Non si può pensare che un incidente, per il solo fatto di essere imprevedibile come indica la radice semantica del termine, sia qualcosa con cui poter fare i conti senza organizzazione o senza risorse, perché dietro ogni sinistro ci sono dolore, sangue, responsabilità, dinamiche da chiarire, un lavoro investigativo forse più silenzioso rispetto a quello di altre forze di polizia ma che nulla ha da invidiare rispetto a certe indagini per omicidio, con tutte le gravissime responsabilità connesse.
Per questo ci battiamo per una sicurezza che sia pianificata, razionale e amministrativamente organizzata, ad esempio con maggiore utilizzo della videosorveglianza utilissima nel caso di incidenti penalmente rilevanti e con una dotazione organica del Gruppo confacente alle esigenze di questo territorio, non per boutade come quelle che dobbiamo leggere e che speriamo vengano smentite concernenti i droni per individuare le buche”. A dichiararlo sono Raffaele Paciocca RSU Cisl FP e
Andrea Venanzoni Dirigente Cisl FP.

Monica Picca, capogruppo della Lega nel X Municipio, amica personale di Monica Becattini, una delle vittime, aggiunge: ““Questa domenica è stata funestata da due incidenti mortali, uno avvenuto sul Lungomare di Ostia e l’altro ad Acilia, l’uno a distanza di pochissimo tempo dall’altro.
Esprimiamo il nostro più sincero e profondo cordoglio per le vite spezzate, un dolore terribile per le famiglie e per i congiunti a cui siamo vicini aldilà di qualunque vuota retorica.
Le pattuglie di Polizia Locale impegnate nei rilievi tra mille difficoltà operative faranno chiarezza sulle rispettive dinamiche e sulle responsabilità.
Negli ultimi mesi c’è stato un continuo susseguirsi di incidenti mortali o gravissimi, le cronache del X Municipio e ormai anche le aule di giustizia ne sono punteggiate.
Come politica, ci chiediamo e chiediamo alla amministrazione, affinché la sicurezza stradale torni ad essere effettiva sicurezza e non un vuoto slogan, cosa ha intenzione di fare per cercare di arginare questa autentica strage: è evidente infatti come prevenzione, deterrenza, eventualmente repressione, le quali comunque implicano un numero adeguato di risorse umane, gestite in maniera seria e non interventi spot non pianificati, si debbano sposare fisiologicamente a misure tecniche, come il ripristino della segnaletica stradale troppo spesso ormai inesistente e invisibile, ad una azione di concreta individuazione delle arterie più pericolose che purtroppo nel X Municipio non mancano di certo, nel caso anche ad una implementazione dei sistemi di video-sorveglianza visto che volenti e nolenti viviamo nell’epoca delle Smart cities.
Troppo spesso questo territorio è stato relegato a mera appendice del Campidoglio, come nel caso del passaggio di competenze della Cristoforo Colombo, una delle arterie più pericolose e impegnative di Roma, senza grande considerazione e senza interventi complessivi e strutturali che al contrario sono assolutamente necessari vista la grandezza, la rilevanza e la popolazione di un Municipio che merita al contrario grande rispetto”.