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Il problema di Parco Leonardo non è la rissa

Parco Leonardo potrebbe essere un quartiere moderno, a fare da cerniera tra la Capitale e il mare. E invece...

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di ANGELO PERFETTI

Il Faro on line ha scritto per primo – come spesso accade – della rissa tra adolescenti accaduta a Parco Leonardo. E immediatamente sui social si è scatenato un dibattito sulla sicurezza, su quanto i giovani siano abbandonati a se stessi, sull’educazione che le famiglie impartiscono, sul fatto che – però – anche negli anni ’70 e ’80 i giovani ogni tanto finivano a cazzotti.

Più in generale il dibattito si è spostato sulla zona di Parco Leonardo nel suo insieme. E su questo argomento credo sia il caso di mettere in fila alcuni punti fermi.

Parco Leonardo non mostra i suoi limiti sulla sicurezza nel fatto che ci sia stata una rissa; questo può essere un episodio (anche se ultimamente si sta reiterando un po’ troppo spesso).

Ciò che non è episodico, invece, sono i continui furti nel quartiere, le auto con i finestrini spaccati, le incursioni dei rom provenienti dal campo nomadi di Castel Romano.

Ciò che non è episodico, ma fa male al quartiere nel suo insieme, sono i progetti mai realizzati, dalla Città dello Sport ai giardini, ai servizi per la collettività.

Non è episodico vedere la raccolta differenziata fatta male, a scapito delle brave persone che cercano di essere cittadini modello.

Non è episodico vedere un Centro commerciale che cambia negozi a ripetizione, strangolati da rapporti costi/ricavi che li manda a picco.

Così come c’è da rivedere il concetto di “piazze”, che vedono saracinesche abbassate in grande quantità, spazi vuoti, poche iniziative.

E’ pericoloso passare da Pleiadi a Parco Leonardo perché la viabilità è fatta male; ogni giorno è un’Odissea passare da una parte all’altra.

La mancanza del presidio di polizia municipale è solo l’ultimo anello di una catena di disservizi e disattenzioni che penalizzano quello che potrebbe essere un quartiere modello.

Le responsabilità? Un po’ di tutti. Dei cittadini incivili, di un Comune che alla casella “promesse” ha più voci che a quella “cose realizzate”, di un Consorzio che sulla carta di costruzione aveva promesso un “paradiso” rimasto poi su quella stessa carta.

C’è tanto da fare per far diventare Parco Leonardo quello che può e deve essere: un quartiere moderno, a fare da cerniera tra la Capitale e il mare. Un gioiello che potrebbe brillare di luce propria, se solo le Istituzioni e i privati si mettessero davvero una mano sulla coscienza. Le potenzialità ci sono tutte, e non vanno sprecate.

 

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