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Luca Beccaro: “Voglio tornare a Tokyo, farò del tutto per esserci” foto

Si racconta il campione della canoa delle Fiamme Gialle. Già qualificata la barca del K2, insieme a Samuele Burgo, l’atleta gialloverde spera di tornare in Giappone. E per esserci, bisogna alzare la velocità di crociera..

Sabaudia – Ha assaggiato l’atmosfera dei Giochi Luca. Lo ha fatto insieme a Samuele Burgo nella Preolimpica di alcune settimane fa. E’ tutto pronto a Tokyo. La città nipponica si prepara ad ospitare la manifestazione sportiva più importante. E anche Beccaro si prepara, per partecipare. Già qualificato. E’ andato bene intanto il test gara in vista dei Giochi. Secondi lui e Samuele in un K2 che promette scintille.

Intanto è la barca a qualificarsi. Lo spiega Burgo nella sua intervista a Il Faro on line. A pochi giorni dall’inizio della preparazione invernale, l’atleta del III Nucleo delle Fiamme Gialle si racconta e descrive quelle emozioni uniche che solo le Olimpiadi sanno trasmettere: “Si respira davvero l’aria dell’Olimpiade a Tokyo”. Foto e autografi per i due azzurri con la maglietta dell’Italia Team a Cinque Cerchi. Già proiettati in Giappone i sesti arrivati al Mondiale. Il sogno più grande di Luca è parteciparvi: “Faremo di tutto per esserci noi”. Si è formato la scorsa primavera il K2 azzurro. Durante le selezioni, Scaduto e Perri li hanno scelti per primeggiare nel mondo e per restituire alla canoa quel posto importante nello sport che gli è dedicato: “E’ fondamentale la partecipazione ai Giochi. Ne risente tutto il movimento”. Lo sottolinea Luca. La qualifica per Tokyo 2020 è arrivata allora ai Mondiali. Sesti sul traguardo e con il bottino prezioso da rivendicare. Adesso è tutto più tranquillo per Luca e Samuele. Beccaro lo spiega: “Siamo sereni adesso. Ci alleneremo con impegno e l’anno prossimo speriamo di giocarci qualcosa di importante”.

Si sta costruendo il Villaggio Olimpico adesso a Tokyo. Lo ha visto l’atleta gialloverde venire su. E tra un anno sarà uno degli ospiti della struttura per sognare ancora. Luca ci metterà il cuore. Come ha fatto sin d’ora vogata dopo vogata. In acqua bisogna  andare veloce, ad una rotta di crociera utile per prendersi il podio. Come per Samuele, anche lui applaude il 2015. Due volte è salito sul gradino più alto proprio di quel podio che è necessario conseguire. Al Mondiale e agli Europei, nella categoria juniores per il K4 1000. Una promessa della canoa Luca. In quella canoa che sta tornando grande in questi due ultimi anni. Merito di metodi di allenamento e anche di loro. I campioni che poi salgono in barca e sentono la competizione. E’ stato questo elemento ad attrarre Luca verso la  canoa. Da bambino praticava il nuoto e la mamma, oggi la sua prima tifosa, lo portava a fare quello sport utile per la crescita. E poi è arrivata la canoa appunto. Frequentata Insieme al fratello. E Luca pian piano è diventato quell’atleta che tra un anno sbarcherà a Tokyo.

E’ una squadra amalgamata per vincere, quella del K2. Nata la scorsa primavera grazie all’idea e all’intuizione dei suoi allenatori. Antonio Scaduto ci mette la sua esperienza e Oreste Perri, oltre alla competenza tecnica, aggiunge quel senso dello sport che Luca adora. Lo racconta a Il Faro on line. E allora insieme a due tecnici, Scaduto delle Fiamme Gialle e Perri della Nazionale, i sogni sono possibili, mentre Beccaro si divide tra gli studi e lo sport. Un’estate magnifica per lui, quella appena trascorsa. Non solo la qualifica olimpica, non la Preolimpica fatta e conquistata con l’argento, ma anche gli impegnativi esami all’Università di Padova. Due esami andati bene e specialmente uno in Ingegneria Chimica. Come Luca dice. E felice di questi bei risultati nella bella stagione, attende un’altra importante stagione. Sarà quella agonistica. Adesso solo allenamenti interni. Palestra e preparazione fisica. E a primavera si torna in gara per viversi l’anno olimpico.

Un periodo importante per tutto quel movimento sportivo della canoa voglioso di Olimpiadi e di successi. Ci riflette Luca mentre lo dice. Insieme ai cugini del canottaggio, anche la canoa deve prendersi medaglie e trofei. Lo sta facendo. Anche grazie al talento sopraffino di Luca. Lui più freddo in barca rispetto a Samuele. Si consigliano, si parlano e bastano una parola o uno sguardo per prendere l’acqua e andare. A quella velocità giusta destinazione podio. E la voglia di tornare a Tokyo è tanta. Intanto quel sapore in bocca è rimasto. L’ambiente, la gioia e l’attesa in Giappone. E mentre quel Villaggio Olimpico viene su per essere poi utilizzato dai campioni più importanti al mondo, anche Luca si accinge a salire su di un aereo per volare sotto al Monte Fuji. Lui farà il possibile per esserci, insieme alla barca di un formidabile K2 già qualificata. Parola alla gara allora. E Beccaro non si tira indietro.

Caro Luca, ai recenti Mondiali è arrivata la qualifica alle Olimpiadi. Cosa pensi ?

“Era l’obiettivo che c’eravamo prefissati da inizio stagione e anche prima. E’ un quadriennio che ci stiamo lavorando. E’ stato centrato. Abbiamo un peso in meno da portare sulle spalle, da qui a Tokyo. Era un carico pesante di pressione .. . Siamo in un movimento sportivo basato sulle Olimpiadi, quindi lo scopo di tutti è sempre quello di parteciparvi. Siamo sereni adesso. Ci alleneremo con impegno e l’anno prossimo speriamo di giocarci qualcosa di importante”.

La canoa è molto cresciuta in questi anni. L’obiettivo di Tokyo 2020 era importante anche per questo..

“Si infatti. E’ fondamentale la partecipazione ai Giochi. Ne risente tutto il movimento. Sia il settore agonistico che quello non agonistico”.

E’ stata una grande gioia per voi staccare il pass ? Ora sapete con sicurezza che ci sarete..

“Ci siamo qualificati come quote. Come barca. Faremo di tutto per esserci noi”.

Come è nata la vostra coppia nel K2 ?

“Ad aprile ci siamo sfidati in barca singola per la prima selezione. Successivamente, nella seconda prova, sono state programmate le barche per la Coppa del Mondo e si decidevano gli equipaggi della Nazionale. Abbiamo parlato tra noi e con i nostri allenatori, Antonio Scaduto per le Fiamme Gialle e Oreste Perri per la Nazionale. Abbiamo deciso di formare questa squadra a due, dato che siamo i più forti in K1 nel panorama italiano. La barca non era mai stata provata prima, ma c’era molta affinità tra noi. Sia nella tecnica che nella gestione di gara. Anche fuori. Si capiva già. Abbiamo provato allora, anche in gara e in Coppa del Mondo abbiamo fatto una super competizione. E allora nel prosieguo della stagione ci siamo focalizzati sul K2”.

In che modo tu e Samuele Burgo siete compatibili nel K2 ?

“Siamo simili nella gestione della gara. Come colpo invece, io tendo ad usare più la forza, mentre Samuele, a discapito della forza, è più portato per la frequenza delle pagaiate. Io ho bisogno della sua frequenza e Samuele invece ha necessità della mia forza in gara. Ci siamo complementati”.

E’ un po’ ragione e sentimento insomma.. Samuele ha dichiarato che tu lo aiuti sempre a fare bene in barca..

“Si si. Infatti. Lui è più impulsivo e mette la grinta al di sopra di tutto. Invece io sono più freddo”.

In che modo poi in barca riuscite ad amalgamare le vostre caratteristiche ? Cosa succede nel K2 nel percorso verso il traguardo ?

“Difficile. Non si parla molto. E’ qualcosa che ti senti. Piccoli consigli e attenzioni. Insieme anche all’allenatore. Ci diciamo cosa fare, io da parte mia e lui da parte sua. Dopo tanti anni di canoa abbiamo una esperienza importante. Basta poco per capirci e sapere cosa fare e ricordarci come comportarci. Siamo affiatati. Anche quando scendiamo dalla barca ci troviamo subito. E sull’acqua la barca va a velocità gara”.

Cosa vuol dire che la barca deve andare a velocità gara ?

“E’ il passo che devi tenere per fare il tempo utile per la vittoria”.

Ad esempio, che tempo bisogna fare ? Puoi spiegare alcuni accorgimenti tecnici di crociera in gara ?

“La gara dura 3 minuti e 10. Ci dobbiamo allenare per tenere la velocità centrale di crociera il più possibile. In gara si parte, prendendo la velocità di punta. E’ un continuo tenere, con dei piccoli rilanci direzione traguardo. Per gli aumenti di velocità”.

Piccoli rilanci.. puoi spiegare ?

“Facciamo gli ultimi 200 metri più veloci. Di solito. Si comincia in sordina e poi aumentiamo la velocità verso la fine. Tutti fanno la gara in questo modo ormai. Noi riusciamo a tenere il contatto con gli altri fino ai 750 metri. Noi non siamo troppo indietro. Quelli che vincono riescono a fare il finale più forte”.

Stavi spiegando che tutte le Nazionali in K2 assumono questo tipo di strategia. Allora l’Italia cosa deve fare per avere qualcosa in più, rispetto agli altri ?

“E’ quello a cui stiamo pensando. Ci dobbiamo ragionare con calma per le prossime gare. Non è facile. Forse nei primi 300 metri dovremmo spingere un po’ di più.. ma decideremo con i nostri allenatori. Sia Antonio che Oreste. Sapranno dove intervenire”.

Quale caratteristiche utili per voi possiedono Antonio Scaduto e Oreste Perri ? Figure indispensabili per arrivare lontano..

“Antonio ha tantissima esperienza. Ha fatto un’intera carriera in questo equipaggio. Che possa sapere i problemi reali, quelli che davvero si presentano poi in gara è importantissimo. Ci può aiutare come affrontarli e risolverli. Oreste invece trasmette grinta e passione. Una forza di volontà che pochi hanno. Lui trasmette il senso dello sport a tutti i livelli. Vuole sempre primeggiare”.

Siete appena tornati dalla Preolimpica di Tokyo. Siete arrivati secondi. Quale tipo di clima e ambiente avete trovato, in previsione del prossimo anno ?

“Prima di tutto, strepitosa organizzazione. Tutto perfettamente organizzato. Campo gara, barche, palestre e anche da mangiare, come l’accreditation. Si.. faceva caldo. E il prossimo anno sarà molto umido. Seguiremo i consigli del nostro medico per la preparazione, mediante alcuni suoi interventi che saprà fare. In piscina, come con i giubottini semi raffreddanti. Ci prepariamo al clima di quello che sarà. Lì è bello poi. Respiri già l’atmosfera olimpica. Ci sono i Cinque Cerchi, le immagini che vengono proiettate nei megaschermi. Stanno costruendo il Villaggio Olimpico e vedi gli scavi aperti per completare il tutto. Al centro città ci sono gli sponsor, i cartelloni. Quando passeggiavamo per le vie di Tokyo con le magliette a Cinque Cerchi ci fermavano per le foto e gli autografi. E’ stato bellissimo. Si respira davvero l’aria dell’Olimpiade. Abbiamo vissuto questa Preolimpica con leggerezza. L’anno prossimo sarà tutta un’altra cosa. Ci sarà tanta pressione da gestire”.

Una nota di costume. Avete incontrato le Mascotte delle Olimpiadi Luca ? Poche settimane fa a Tokyo, la Nazionale di karate le ha incontrate direttamente..voi le avete viste ?

“Quelle grandi purtroppo no. Ho preso solo un peluche da portare a casa”.

Hai regalato il peluche ad una persona speciale ? Puoi raccontarlo ?

“Si certo. A mia mamma. La mia prima tifosa. Mi da la possibilità in ogni modo di dare il massimo sia in allenamento che in gara. Mi da forza in tutte le sfaccettature della mia vita. Mi supporta e mi sopporta (ride)”.

Suppongo sia stata lei allora ad accompagnarti da bambino a praticare la canoa..

“Ho iniziato un po’ tardi. Ho iniziato a 15 anni. Prima facevo nuoto. Abitavo vicinissimo ai canottieri, comunque le prime gare ci ha accompagnati lei, sia a me che mio fratello. Facevano canoa insieme”.

Che cosa ti ha conquistato di questo sport ?

“Difficile dire. Ci sono tanti aspetti. La canoa ha la capacità di trasmetterti quella competizione e quella energia che sono speciali. Mi accende dentro la fiamma della competizione. Mi stimola ad andare forte e fare sempre di più. Nel nuoto sei solo in corsia, mentre nella canoa ogni giorno hai la possibilità di fare punta a punta con gli altri, anche in allenamento. Mi accendeva la cattiveria agonistica. E’ uno sport di squadra la canoa. Gli equipaggi sono fantastici. Condividi emozioni e fatiche, è difficile metterli insieme, ma quando vengono bene è bellissimo”.

L’emozione più bella in canoa quale è stata ?

“La qualifica olimpica. Ti permette di andare ai Giochi. Era il mio sogno ed il mio desiderio più grande. Andare e partecipare”.

Cosa stai facendo in questo momento Luca ? Ti stai riposando oppure no ?

“Tra poco iniziamo con gli allenamenti invernali di aerobico, di preparazione in generale. Fino a programmare le gare di aprile e maggio. Noi non facciamo gare indoor. Gareggiamo solo all’aperto”.

Non avendo gare da svolgere indoor, come accade nel rowing per il canottaggio, l’attesa può essere più lunga per voi. Come gestito il tempo di attesa verso le gare ?

“In inverno se le condizioni meteo non lo permettono, c’è l’impedimento di uscire in barca per allenarci, anche per intere settimane”.

Sono importanti per te le Fiamme Gialle Luca..

“Certamente. Mi permettono di allenarmi ogni giorno in ottime strutture. E’ una squadra competitiva in cui posso prepararmi al massimo.

Cosa studi ?

“Studio Ingegneria Chimica a Padova. Sono al secondo anno. mi mancano 4 anni. Mi piace l’aspetto che sta dietro l’industria. Le aziende, il sistema progettistico degli impianti e non è facile conciliare lo studio con lo sport. Questa estate ho dato due esami. Uno è andato molto bene. E con la qualifica olimpica, ho coronato un fine di stagione incredibile. E divido le due cose. Quando penso a studiare, si studia. E poi nello sport, è la stessa cosa”.

Palmares di Luca Beccaro. Come indicato dal sito ufficiale delle Fiamme Gialle (fiammegialle.org) :

Campionati del Mondo Senior:

2019  6°   K2 m. 1000

2018  15° K2 m. 1000

2017  7°   K4 m. 1000

Campionati Europei Senior:

2019   7°  K2 m. 1000 – 5°  K4 m. 500

2018  6°SF  K2 m. 1000

Campionati del Mondo Under 23:

2017  7°  K2 m. 1000

Campionati Europei Under 23:

2018  2°  K2 m. 1000

2018  5°  K4 m. 500

2017  3°  K2 m. 1000

Campionati Mondiali Junior:

2014  7° K4 m. 1000

2015  1° K4 m. 1000

Campionati Europei Junior:

2014  5°  K4 m. 1000

2015  4°  K1 m. 500

2015  1°  K4 m. 1000

Campionati Italiani: 17

Titoli Ragazzi: 3

2013  K1 m. 1000

2012  K1 m. 1000 – K1 m. 200

Titoli Junior: 5

2015  K4 m. 5000 – K1 m. 500

2014  K1 m. 1000 – K2 m. 500 – K2 m. 1000

Titoli Under 23: 4

2018  K1 m. 5000

2017 K1 metri 1000 – K1 metri 500

2016  K4 m. 5000

Titoli Senior: 5

2018 K4 m. 1000 – K4 m. 500 – K4 m. 200

2017 K2 m. 2000 – K4 m. 5000

(Il Faro on line)