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Ardea, Il Tar dà ragione a Cucuzza: “La graduatoria non andava toccata”

La Corte ha accusato il Comune di aver effettuato procedure in autotutela senza dare la possibilità a Cucuzza di esprimere le proprie posizioni

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Ardea – “Il provvedimento n. 951 del 28.06.2019 è illegittimo e deve, di conseguenza, essere annullato nella parte relativa alla rettifica della graduatoria in autotutela”. Sono bastate due righe alla sesta pagina della sentenza n. 11486/2019 al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis), per reintegrare “de facto” il dirigente del Servizio Ragioneria del Comune di Ardea, Giovanni Cucuzza.

La Sentenza è arrivata col sistema cosiddetto “semplificato”, che supera parte del dibattimento per arrivare a definire la questione sulla base dei documenti presentati e delle risultanze acquisite.

Ed è da li che si è evidenziata l’illegittimità del congelamento della graduatoria e, di conseguenza, dell’estromissione dai ruoli lavorativi. Tant’è che si è arrivati alla declaratoria di illegittimità del provvedimento n. 951 del 28.06.2019 e della conseguente rettifica della graduatoria.

La Corte, vista la natura del Giudizio scelto, non è entrata nei singoli capi in discussione, limitandosi a dare una motivazione aprioristica che, però, diventa fondamentale per il ricorrente, cioè per Cucuzza: l’impossibilità di difendersi.

In sostanza la Corte ha accusato il Comune di aver effettuato procedure in autotutela senza dare la possibilità a Cucuzza di esprimere le proprie posizioni, di controbattere, di chiarire. E dunque questa mancanza di equilibrio ha “viziato” l’intero procedimento.

Il Tar parla di “violazione dell’art. 7 della l.n. 241/1990… la cui corretta instaurazione avrebbe permesso al ricorrente di rappresentare all’Amministrazione le sue ragioni e sarebbe risultata tanto più importante visti il lungo tempo trascorso dall’adozione dell’atto oggetto di autotutela (risalente al 2010) e la complessità delle questioni trattate, oggetto di contrastanti pareri anche da parte dei diversi professionisti interpellati dal Comune”.

Il Comune dunque perde questo round, e Cucuzza potrà adesso rivolgersi al Giudice del Lavoro per quantificare il danno subito. Oltre ad un eventuale danno erariale in capo al Comune per aver sprecato soldi in nuovi incarichi negli anni e giudizi in Tribunale evitabili.

Vicenda finita, dunque? No. Perché l’Amministrazione comunale potrebbe far ricorso al Consiglio di Stato, e i tempi di un eventuale reintegro si allungherebbero. Ma potrebbe anche decidere di fermarsi, ripristinare la graduatoria iniziale e riassegnare a Cucuzza il suo posto negli uffici comunali.

 

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