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Ponza, donna incinta accusa un malore e perde il bimbo su un traghetto, la verità della Asl

La Asl: "Adottati i comportamenti corretti stabiliti dalle linee guida. Il mezzo di trasporto utilizzato non è in grado di modificare in senso positivo l’esito dell’evento abortivo."

Ponza – Si sono concluse le verifiche della Asl sulla triste vicenda che, nei giorni scorsi, ha visto protagonista l’isola di Ponza e, soprattutto, una donna incinta, che, dopo aver accusato un malore, ha perso il suo bimbo, abortendo spontaneamente mentre era sul traghetto, di ritorno sulla terraferma (Leggi qui).

“Ciò che emerge dalla documentazione – fanno sapere dalla Asl di Latina-, conferma, così come era già stato comunicato per le vie brevi all’onorevole Simeone, prima che la sua nota inviata al Direttore Generale della ASL diventasse di pubblico dominio, quanto è stato oggetto di comunicato stampa: i professionisti che hanno avuto in carico la signora, con riferimento al caso di specie, hanno adottato i comportamenti corretti stabiliti dalle linee guida e dalle buone pratiche mediche vigenti.”

Con riferimento all’aborto spontaneo- si precisa nella nota-, secondo le evidenze scientifiche, tale evento si verifica in circa il 10-15% delle gravidanze. La causa di un aborto spontaneo isolato è generalmente sconosciuta ne è determinabile specialmente in fase iniziale della gravidanza. Nel primo trimestre non esistono rimedi, farmaci o procedure, che possano impedire o bloccare l’evoluzione di un aborto spontaneo.

“In questo senso, anche l’utilizzo di un diverso mezzo di trasporto, per esempio l’elicottero al posto della nave, non è in grado di modificare in senso positivo l’esito dell’evento abortivo.

Il diffuso impatto mediatico prodotto da un evento dal così evidente carico emotivo, ha purtroppo indirettamente generato un senso di inadeguatezza dei livelli di servizio assicurati sull’isola di Ponza dalla ASL e/o dai suoi professionisti. Proprio questo episodio, analizzato su un piano squisitamente oggettivo, conferma invece la capacità dei professionisti operanti sull’isola nel distinguere chiaramente tra situazioni di emergenza e quelle che non lo sono.”

Più in generale – conclude la nota – , è il caso di ricordare che un paziente colto da infarto sull’Isola di Ponza, grazie all’ormai consolidato rapporto di collaborazione con ARES 118, si trova in sala di emodinamica in meno di trenta minuti.

“Se, nel caso precedentemente raccontato, fosse stato utilizzato l’elicottero, peraltro senza ottenere risultati di sorta, e si fosse generata contemporaneamente una situazione di emergenza, oggi saremmo a commentare una storia completamente differente.”

(Il Faro on line)