Seguici su

Cerca nel sito

La Caserma dei carabinieri a Fiumicino? Arrestata… da anni fotogallery

Nel 2000 la Conferenza dei Servizi, nel 2001 l'Accordo di programma, nel 2008 la consegna dell'edificio. Ma le porte della caserma sono rimaste chiuse...

Fiumicino – A quasi vent’anni dalla costruzione, l’edificio costruito tra Via della Foce Micina e Via dell’Ippocampo e destinato ad ospitare la caserma dell’Arma dei Carabinieri, continua ad essere una “cattedrale nel deserto”.

Costruita su un terreno privato, la struttura in questione, mai entrata in funzione, dovrebbe diventare di competenza del Ministero della Difesa, quando verrà concessa ai militari dell’Arma. Una concessione che tuttavia sembrerebbe molto lontana a causa degli alti costi di gestione, dieci volte superiori a quelle che attualmente vengono sostenuti per la “vecchia” caserma di via Anco Marzio.

Il palazzo, recintato e corredato da impianto di videosorveglianza, non potrebbe nemmeno essere destinato ad altri usi, in quanto l’intera struttura è stata progettata esclusivamente per ospitare una caserma (nei sotterranei ci sono anche le celle di sicurezza).

Nel corso degli ultimi anni, il Comune ha più volte provato a instaurare un dialogo con il Ministero della Difesa per sbloccare la situazione, ma, nonostante il passare degli anni e il susseguirsi di governi locali, regionali e nazionali, la posizione di via XX Settembre resta immutata.

La vicenda

L’annosa vicenda della caserma dell’Arma dei Carabinieri in via della Foce Micina risale al 27 marzo 2001, quando, dall’allora presidente della Regione Lazio Francesco Storace, fu data l’autorizzazione a sottoscrivere l’Accordo di Programma con il Comune di Fiumicino per la realizzazione di un immobile da adibire a nuova sede dell’Arma dei Carabinieri a Fiumicino centro.

L’anno precedente la Civini Gestioni Immobiliari, proprietaria del lotto di terreno, aveva predisposto il progetto per la realizzazione di un immobile da concedere in locazione all’Arma, affidandone la progettazione allo studio Brancaccio Chiodetti.

La scelta di costruire un edificio ex novo venne motivata, all’epoca dei fatti, con l’impossibilità di individuare un immobile idoneo ad ospitare la sede di una caserma. Si legge infatti nel testo dell’Accordo:

Poiché nell’abitato di Fiumicino non è stato individuato nessun immobile adatto, sia per le dimensioni richieste, sia per la necessità di individuare la struttura in un’area centrale sufficientemente dotata di parcheggi e servita da adeguata rete viaria che faciliti lo spostamento delle unità operative da e verso l’aeroporto ed all’interno del centro abitato, la scelta dell’Arma dei Carabinieri si è necessariamente orientata sulla possibilità di realizzare una nuova costruzione, non da realizzare in proprio ma da far realizzare a privati in base alla prassi consolidata del Ministero degli Interni che è quella di insediare i propri uffici in stabili presi in locazione da privati.

La necessità di una nuova caserma, dunque, era già stata avvertita 19 anni fa, nel 2000, in un territorio in costante crescita come quello di Fiumicino: si legge infatti nella premessa dell’Accordo di Programma

L’Arma dei Carabinieri ha già da tempo evidenziato l’insufficienza dell’immobile nel quale è attualmente ubicata la Stazione di Fiumicino, in via Anco Marzio, sia per la necessità di disporre con urgenza un presidio ubicato nel territorio del Comune ma con area territoriale di riferimento ben maggiore, sia al fine di rinforzare il servizio di sicurezza a servizio della zona aeroportuale, offrendo supporto logistico anche alle unità operative che saranno impiegate all’interno dell’aeroporto Leonardo Da Vinci.

A seguito di accordi con i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri la Civini Gestione Immobiliare richiese il 10 settembre del 1999 il rilascio della Concessione Edilizia per la realizzazione dell’immobile.

Il progetto

Il progetto prevedeva la realizzazione di un edificio a pianta quadrata su tre piani fuori terra, dei relativi parcheggi e della viabilità secondaria tra via delle Ombrine e via dell’Ippocampo. L’approvazione del progetto medesimo richiese anche una variante urbanistica al Piano Regolatore Generale, che venne approvata contestualmente all’accordo di programma, in considerazione, si legge nel testo, “dell’urgenza da parte dell’Arma dei Carabinieri di disporre in tempi brevi del nuovo presidio“.

La Conferenza dei Servizi

L’allora sindaco della città di Fiumicino, Giancarlo Bozzetto, convocò per il 3 agosto del 2000 la Conferenza dei Servizi, per l’acquisizione di intese, nulla osta, assensi in merito al progetto e alla variante urbanistica, ottenendo il parere favorevole dell’Enac, dell’Enav, del Dipartimento regionale Ambiente e Protezione Civile, dell’Ufficio Genio Civile per il Tevere e l’Agro Romano del Ministero dei Lavori Pubblici, della Asl di competenza.

L’accordo di programma

Il 27 marzo 2001, infine, ci fu la firma della Regione Lazio dell’Accordo di Programma, con approvazione del progetto e della concessione edilizia relativa alla realizzazione delle opere che, stando alla normativa vigente, rimaneva vincolata a servizi di interesse pubblico per almeno dieci anni dalla fine dei lavori.

La costruzione fu terminata nel 2008. Da allora la caserma non è mai entrata in funzione: negli anni, si sono succedute dichiarazioni di esponenti politici, di ogni partito, che ne auspicavano l’apertura o tentavano di trovare una soluzione agli “intoppi burocratici” che ne hanno a tutt’oggi impedito l’apertura.

Ma dal 2008 a oggi, alle parole non sono succeduti i fatti; la nuova struttura rimane ancora chiusa, mentre i Carabinieri di Fiumicino sono tutt’ora sistemati nella vecchia sede di via Anco Marzio, che già 19 anni fa si era rivelata inadeguata alle esigenze del territorio.

Il sistema sicurezza del territorio averebbe bisogno di una struttura come quella esistente e mai aperta; l’augurio è che si possa trovare – finalmente – un incontro tra le parti per un prezzo equo e sostenibile.

Leggi il testo della Delibera regionale e dell’Accordo di Programma

(Il Faro online)