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Il Presidente della fondazione ‘Città di Terracina’ si dimette, il vicesindaco: “Siamo amareggiati”

Il vicesindaco di Terracina: "Invitiamo Attanasio a riconsiderare la sua scelta e a confrontarsi con Amministrazione e socio privato."

Terracina – Con una lettera datata 11 ottobre 2019, il presidente della fondazione “Città di Terracina”, Agostino Attanasio ha rassegnato le proprie dimissioni.

Sulla vicenda è già intervenuta Roberta Tintari, vicesindaco facente funzioni, che commenta così l’accaduto: “La nota con cui Agostino Attanasio rassegna le dimissioni provoca amarezza.

La creazione di questo organismo è stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale, che ha messo in campo energie e risorse. L’avvio delle attività di un organismo del genere non è mai semplice, sia perché c’è bisogno di risorse, sia perché ci si trova di fronte alla necessità di armonizzare personalità e sensibilità diverse, ma la Fondazione è un ente vivo che ha già percorso un pezzo di strada molto importante, perché la realizzazione di un bellissimo docufilm sulla città, le mostre fotografiche, la riapertura al pubblico del Castello Frangipane e le tante serate culturali organizzate la scorsa estate, la nascita della rivista, costituiscono un patrimonio di produzione culturale di cui andare fieri”.

Il primo cittadino terracinese tiene a sottolineare alcuni aspetti: “Il Comune di Terracina, oltre allo stanziamento annuale di 10 mila euro, ha sostenuto anche economicamente le singole iniziative con ulteriori contributi. Il volontariato ha costituito una componente fondamentale per il successo delle attività, ma giova ricordare che la finalità principale di una Fondazione, che altrimenti non avrebbe ragione d’essere, non è semplicemente quella di spendere risorse pubbliche, ma di raccogliere fondi privati e di altri enti pubblici. Se si dovesse esclusivamente operare con le risorse comunali, non avrebbe senso allestire un organismo siffatto”.Lettera dimissioni Presidente fondazione

“Nessuno – prosegue Tintari – ha mai pensato che creare una Fondazione partecipata fosse un semplice vezzo: eravamo tutti consapevoli che ci sarebbero state delle difficoltà, ma i risultati sono lì a testimoniare la bontà della scelta compiuta e l’importanza dello sforzo prodotto dai suoi membri, impegno che merita di essere valorizzato”.

“Gli Uffici Comunali – evidenzia il vicesindaco – , già notevolmente sotto organico, si confrontano quotidianamente con migliaia di problemi amministrativi, che non semplificano la realizzazione dei progetti che si hanno in animo. In tema di edifici a carattere storico-architettonico, subentrano competenze multiple, che rendono poco agevole anche quello che è in apparenza semplice a causa della mole di lavoro da evadere.

Ma questo non ci ha mai fermato e, al netto di inconvenienti che, purtroppo, possono accadere, la volontà dell’Amministrazione di rendere più solido uno strumento così prezioso e così voluto dall’Amministrazione stessa, è sempre stata cristallina”.

Tintari prosegue facendo notare che “sinceramente appaiono incomprensibili alcuni dei passaggi che il presidente Attanasio ha evidenziato nella lettera di dimissioni: il primo è il riferimento alla eventuale spesa per la possibile stipula della convenzione con il Teatro Traiano- “Una buona notizia che, tuttavia, trattandosi, di una misura-tampone, avrebbe dovuto essere accompagnata, almeno per decenza dall’impegno di allestire finalmente il S. Domenico per farlo diventare lo splendido auditorium che Terracina aspetta da anni-. Si tratta di una precisa scelta con cui si vuole garantire l’opportunità di fruire di un’offerta culturale capace di soddisfare la più ampia gamma di gusti, anche diversi rispetto alla vocazione della Fondazione e a quella degli edifici storici ad essa affidati.

Troviamo poi infondato l’accenno alla presunta contiguità delle nomine con la collocazione politica: se avessimo adottato un criterio del genere, avremmo probabilmente scelto tutte personalità affini al nostro sentire, a cominciare da chi la presiede. Se si scorre la lista dei nomi presenti negli organi della Fondazione, è facile intuire come si tratti di personalità dalla provenienza variegata, addirittura con una prevalenza di esponenti dalle sensibilità più distanti dalle nostre, proprio perché riteniamo che il valore della cultura sia universale e al di sopra degli interessi di parte.

Gli unici politici presenti sono ex sindaci, presidenti di Regione e parlamentari della nostra città, quindi persone dall’indubbia esperienza e statura culturale, la cui indicazione vuole testimoniare la volontà di dotare Terracina di uno strumento inclusivo e approfittare del contributo di chi è stato ed è ancora classe dirigente. Tutto questo in perfetto accordo con il partner privato della Fondazione.

Sul resto, il presidente Attanasio ha avuto giustamente completa fiducia da parte nostra e ampia libertà di scelta sulle personalità da coinvolgere”.

Invitiamo il presidente Attanasio – conclude Tintari –, al quale va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto alla guida della Fondazione Città di Terracina nella delicata fase di avvio delle attività istituzionali, a riconsiderare la sua scelta e confrontarsi con Amministrazione Comunale e socio privato in un confronto franco e leale.

In caso contrario, siamo certi che, grazie al clima di collaborazione che si è instaurato in questi due anni, la componente pubblica e quella privata sapranno trovare senza eccessive difficoltà la migliore soluzione affinché la Fondazione “Città di Terracina” abbia, in tempi brevissimi, una nuova guida e prosegua un percorso già positivo e ancora più ricco di soddisfazioni”.

(Il Faro on line)