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Le Rubriche di Il Faro Online - Lo scaffale dei libri

In libreria la guida che ha rivoluzionato il modo di raccontare il vino in Italia, e anche di farlo

Slow Wine 2020: ecco la formazione che sostiene il mondo del vino e insieme i territori, le economie e l'ambiente

Lo scaffale dei libri – Una grande sete di cultura sul mondo del vino e un lavoro di approfondimento che non può fermarsi al bicchiere, ma che deve andare oltre la bottiglia, per conoscere persone e territori. È questo il quadro sul mondo della formazione dedicata al vino delineato oggi a Montecatini Terme, durante il convegno di presentazione di Slow Wine 2020, Sapere di vino: percorsi di formazione per professionisti e consumatori.

“Nonostante Slow Food abbia oltre 30 anni di esperienza nel mondo del vino e della formazione, prima con i Master of Food e più recentemente con le proposte accademiche dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e la guida Slow Wine con il suo approccio abbia compiuto 10 anni, c’è ancora tanto lavoro da fare. Da un lato con i professionisti che hanno un continuo bisogno di aggiornamento, visti anche i ciclici cambiamenti registrati nella produzione del vino, in vigna e cantina, e nella relativa comunicazione. Dall’altro sul fronte dei consumatori finali, che vogliono capire quali siano le differenze tra un’agricoltura e un’enologia di alta qualità, comparate a vini di scarso pregio che non fanno bene né all’economia né alla natura. E anche in questo caso i professionisti possono giocare un ruolo fondamentale nel trasmettere le loro conoscenze a un pubblico più ampio” – hanno sintetizzato i curatori della guida Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni.

Slow Wine 2020: i riconoscimenti alle cantine

Da 10 anni Slow Wine è l’unica guida a visitare tutte le 1967 aziende recensite, per raccontare al meglio la vita, le vigne e i vini dei migliori produttori italiani

212 chiocciole, le cantine che interpretano i valori in sintonia con Slow Food

190 bottiglie, i produttori che sanno esprimere un’ottima qualità per ogni vino presentato

95 monete, le realtà che garantiscono un buon rapporto tra la qualità e il prezzo

25.000 i vini assaggiati da oltre 250 collaboratori in tutta Italia

858 aziende che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini ai singoli clienti che si presentano in cantina con l’edizione cartacea di Slow Wine 2020

271 cantine recensite che garantiscono ristoro nella stessa sede o nelle immediate vicinanze, e 449 che offrono possibilità di alloggio

128 locali in tutta Italia dove acquistare o bere una buona bottiglia

Slow Wine 2020: i riconoscimenti alle singole etichette

212 Grande Vino, bottiglia eccellente sotto il profilo organolettico

231 Vino Quotidiano, bottiglia eccellente sotto il profilo organolettico che costa fino a 10 € in enoteca

305 Vino Slow, bottiglia che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente.

A maggior ragione all’estero, dove il vino italiano paga spesso l’immagine attribuitagli, a torto, di un prodotto non ancora valorizzato adeguatamente e di cui non è percepita la ricchezza del sistema di denominazioni, la formazione è indispensabile. Negli ultimi anni, il Governo italiano ha deciso di supportare le aziende vitivinicole che operano all’estero con campagne di comunicazione di grande impatto ed eleganza, partecipazione a eventi promozionali in territori non frequentemente esplorati e attività di formazione, per elevare il posizionamento del vino italiano.

“La nostra azione è rivolta agli operatori del trade perché se imparano ad apprezzare lo spessore e la ricchezza del vino italiano, a conoscerne le denominazioni, potranno vendere meglio le nostre etichette e diventare ambasciatori del vino italiano, rendendo a loro volta consapevoli i consumatori finali. In particolare negli Stati Uniti, abbiamo avviato un programma di 10 corsi in altrettante città che terminerà nella primavera 2020 e che a termine avrà formato 300 esperti che potranno condividere questo patrimonio di conoscenze con i loro clienti” – ha raccontato Gioia Gatti, responsabile settore food and wine dell’Ice di New York.

Con l’edizione 2020 Slow Wine compie 10 anni delineando fin dalla sua prima edizione uno stile che non si ferma solo alla degustazione dei vini e alla recensione delle cantine, ma traccia un percorso importante nella storia della vitivinicoltura italiana, spostando l’oggetto della fotografia del vino dal bicchiere roteante ai luoghi e alle persone.

Riprendendo in mano la guida, edizione dopo edizione, ci siamo resi conto che la fotografia scattata nel 2010 e quella del 2019 sono così diverse che stentiamo a metterle a fuoco. Non perché siano cambiati i protagonisti delle nostre storie, ma perché è mutato l’approccio sia degli appassionati, sia dei vignaioli. Dieci anni fa le star erano gli enologi, i macchinari di cantina, i fusti in cui affinava il vino. La vigna era al margine, l’agronomo e l’agricoltore i reietti.

Oggi invece i vigneron hanno capito che il mondo sta cambiando, che la salute della Terra è diventata impellente esigenza comune. Perché il Pianeta brucia e tutti hanno il dovere di portare un secchio per tentare di spegnere l’incendio. Il nostro secchio è Slow Wine, e seppur piccolo, siamo convinti che il messaggio che vogliamo far germogliare abbia la sua forza: prima l’agricoltura, prima il valore del vignaiolo custode della fertilità del suolo, poi magari anche il sentore di ciliegia e fragola dentro il bicchiere” – hanno aggiunto i curatori presentando la guida e la nuova cover.

Chiude la riflessione Massimo Bernacchini, esponente del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia, ripercorrendo la storia dell’associazione: “Sono passati 30 anni dalla firma a Parigi del Manifesto di Slow Food ma quel modo di interpretare la folle frenesia della nostra vita quotidiana ci rappresenta ancora; così come è tutt’altro che antiquato quell’appello all’homo sapiens, affinchè recuperi la sua saggezza per liberarsi dalla velocità che può ridurlo ad una specie in via d’estinzione. Sono parole che ancora oggi possono guidare i nostri giovani, affinchè con il loro lavoro nelle vigne e in cantina, contribuiscano, nel segno di Slow Food, a rendere questo mondo più buono, pulito e giusto”.

Già disponibile on line su www.slowfoodeditore.it

(Il Faro online)