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Casal Palocco, stalliere indiano preso a catenate: reclamava la paga da un anno

Stalliere preso a catenate: protestava perchè dopo un anno di lavoro non era mai stato pagato. Denunciato per lesioni l'aggressore, proprietario del maneggio

Casal Palocco – Reclamava la giusta paga per il suo lavoro di stalliere ma per tutta risposta il datore di lavoro l’ha preso a catenate. Lui è finito al Pronto soccorso mentre il proprietario della stalla è stato denunciato per lesioni personali. Il Collettivo Forum Antirazzista Permanente di Ostia Lido chiede che del caso si occupi la Fise, Federazione degli sport equestri, prendendo provvedimenti nei con fronti della scuderia.

E’ successo domenica mattina quando, dopo un’accesa lite che ha coinvolto un cittadino indiano, reiteratamente colpito a colpi di catena da un 52enne italiano, sono dovuti intervenire i carabinieri. Lo straniero ha subito vari traumi alla faccia e alla parte superiore del corpo, per i quali è dovuto ricorrere alle cure mediche dei sanitari. I carabinieri hanno acclarato che il tutto è nato dalla pretesa dell’indiano – manifestata al 52enne – del compenso mai riscosso per la sua attività di stalliere (non regolata da alcun contratto di lavoro), svolta da oltre un anno all’interno di una scuderia. Da ciò è nato il diverbio fra i due, degenerato poi nella violenza. La successiva ispezione dei militari nel casale attiguo alla scuderia (utilizzato dall’indiano come dimora) ha consentito di scoprire altri tre connazionali dello straniero, sprovvisti del permesso di soggiorno. Per il 52enne è scattata la denuncia per lesioni personali, mentre gli altri 3 indiani sono stati invitati a regolarizzare la loro posizione presso l’Ufficio Stranieri della Questura di Roma.

Lorenzo Proia del Forum Antirazzista di Ostia Lido commenta: “Un disonore per il mondo dell’Equitazione. Intervenga la FISE, mi appello a Marco Di Paola”. “Lo stalliere non aveva mai ricevuto un soldo che fosse uno, e lavorava nel Maneggio da circa un anno, così risulterebbe” prosegue Lorenzo Proia. Proia, nipote dei Partigiani che guidarono la Resistenza nel X Municipio, è anche dirigente di Spazio Berlinguer, esponente del Partito Democratico, ideatore di Progetto Duranti, socio del WWF, giornalista e storico. “Questo fatto disonora tutti gli amanti del Cavallo e dell’Equitazione, la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) dovrebbe aprire una qualche forma di indagine interna accurata, mi appello al Presidente Marco Di Paola. L’importante – sottolinea Proia – è non colpevolizzare indiani che risultano privi di permesso di soggiorno a causa dell’assenza di contratto ma prendersela esclusivamente con i violenti. Fondamentale che tra il datore di lavoro, il proprietario del Maneggio dunque, e il groom si crei un rapporto di amore e di fiducia nella comune passione equestre, come del resto avviene praticamente sempre nel nostro territorio in cui risultiamo forse i primi nell’Area Metropolitana per presenza di attività sportive equestri, ad Ostia e dintorni, sia per la presenza di molti abitanti, sia per il verde derivante dalla Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, che si tenta di trasformare in Parco Nazionale da molti anni”.

Importante quindi anche – conclude Proia – non generalizzare: il mondo dell’equitazione è un mondo pulito. Ma è evidente che sussistono anche degli autentici violenti criminali come questo individuo 52enne. Anche il Sindacato, credo infine, dovrebbe far sentire la sua voce”.