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Fiumicino, “aggressione” alla fermata dell’autobus

Una signora col passeggino viene lasciata a terra alle case popolari, poco dopo esplode la protesta

Fiumicino – Momenti di tensione stamattina alla fermata del bus alle case popolari. L’autista è stato aggredito verbalmente e si è sfiorata la rissa per un episodio accaduto qualche minuto prima.

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Nel giro precedente, infatti, l’autista aveva invitato una signora col passeggino a chiuderlo prima di salire, cosa che non è avvenuta; e l’autobus è ripartito lasciandola a piedi.

Al ritorno dal giro, l’autista ha trovato ad aspettarlo alcune persone che hanno inveito contro di lui, sfiorando l’aggressione fisica. L’autista ha mantenuto la calma, pur rispondendo (ma senza alzarsi dal posto di guida) e questo ha evitato che l’escalation andasse oltre le righe.

Tanta paura, quindi, ma alla fine niente di grave. Restano due temi sul tavolo delle riflessioni: il primo è la sicurezza di chi sta alla guida dei pullman, il secondo riguarda però i diritti degli utenti, le regole per l’ingresso negli autobus e la tolleranza nel rispettarle, condizioni rigide che troppo spesso penalizzano l’utente stesso.

Se da una parte gli autisti sono troppo di frequente vittime dell’aggressività dei passeggeri, che si sentono in diritto di scaricare la propria rabbia su chi sta lavorando, va anche detto che il sistema dei trasporti spesso obbliga gli utenti alla “sofferenza”, non li mette in condizione di poter usufruire agevolmente di un proprio diritto che è quello alla mobilità, e che alcune regole osservate in maniera troppo scrupolosa diventano vere e proprie vessazioni nei confronti di chi usa il mezzo pubblico per esigenze personali.