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Piano di Gestione e piste ciclopedonali: nuova vita per la Riserva del litorale romano

Iniziative e costruzioni di piste ciclopedonali, ma soprattutto, l'approvazione del Piano di Gestione dell'area naturale.

Gli interventi dei relatori

Per il Presidente della Commissione di Riserva Oreste Rutigliano “oggi tutto il territorio è sotto attacco”, e chi ha responsabilità istituzionale deve farsi carico innanzi tutto della necessità di salvaguardare le nostre ricchezze naturali e i beni storico-archeologici. Il Presidente ha peraltro stigmatizzato gli equivoci che si generano dalle sacrosante rivendicazioni connesse al risparmio energetico, che portano per esempio a alle “praterie” di fotovoltaico o all’uso generalizzato di led a luce fredda. Ribadita la necessità che si arrivi a un vero e proprio Parco del Litorale, sul quale si possa operare in piena autonomia decisionale ed economica. Importantissimo il ruolo dell’agro e della campagna delle Bonifiche. Mentre da un lato rimane il problema di garantire ovunque una agricoltura di qualità, preoccupa oggi il futuro dei terreni rimasti alla Regione Lazio (ex Pio Istituto Santo Spirito): con la scadenza dei contratti di affitto si ripropone l’annosa questione dei rinnovi e il rischio che si perda la continuità proprio per le realtà meglio gestite.Presente per la Commissione anche il rappresentante della associazioni ambientaliste Matteo Signori.

Nel suo intervento il geografo Alessio Consoli (Università Roma 3), ha illustrato l’esplosione edilizia che intorno alla capitale ha trasformato completamente enormi aree. Una mappatura degli insediamenti realizzati tra il 1961 e il 2005 evidenzia come il consumo di suolo abbia riguardato in particolare proprio il litorale, tra Civitavecchia e Torre Astura. Si sono salvate solo le aree protette: la Tenuta presidenziale di Castel Porziano a sud, l’Oasi di Torre Flavia a nord, le zone militari chiuse però al pubblico, e – salvo riperimetrazioni e deroghe – i territori compresi nella Riserva del Litorale. La fortissima pressione antropica, a volte illegittima, ha generato situazioni estreme come gli insediamenti di Passo della Sentinella alla Foce del Tevere. Si impone di conseguenza assoluto rigore nel fermare il consumo di suolo soprattutto a ridosso dei fiumi, delle aree umide sopravvissute e delle stesse aree protette.

Un tema che la giornata non ha voluto ignorare è la piaga dell’erosione marina, che di recente ha colpito soprattutto Fregene, e che ha a che fare con la cementificazione degli alvei dei fiumi e delle coste. Preoccupa, a questo riguardo, il progetto del Porto Commerciale a Fiumicino.

Luigi Plos, autore del libro “Luoghi segreti a due passi da Roma” (Yucanprint 2017), ha raccontato di una serie di ambiti spettacolari, dove l’acqua è protagonista: le cascate e i fossi del viterbese, un misterioso isolotto davanti a Furbara, la Caldara di Palidoro, affascinante ma quasi inaccessibile. Il convegno vuole portare alla luce anche altri tesori misconosciuti, come lo Stagno (“Laghetto”) e la zona umida a Nord di Passoscuro, o la fantastica Spiaggia della Dolce Vita. La locandina del convegno riproduce un murale realizzato dall’Associazione l’Isola delle Correnti che ritrae proprio il Ponticello sul Rio Tre Denari.

Sul tema inquinamento delle acque è intervenuto Il presidente di Italia Nostra Lazio Franco Medici, ingegnere chimico, docente all’Università Sapienza di Roma. Secondo i dati forniti da diverse fonti, tutte le foci del Litorale Romano, compresi spesso lunghi tratti adiacenti, sono non balneabili. Sarebbe necessario un monitoraggio più capillare da parte dell’ARPA Lazio, che registri la situazione dell’inquinamento su tutti i corsi d’acqua, in particolare alla foce. E’ necessario, inoltre, che si imponga un controllo rigoroso sulle cause dell’inquinamento e di conseguenza la repressione dell’illegalità. Sull’emergenza idrica, il presidente del Fai Lazio Giuseppe Morganti ha illustrato la campagna “Salvalacqua” promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano. Iniziativa volta a far crescere nei cittadini la consapevolezza e il senso di responsabilità su questo tema. Anche il Fai ha avuto un ruolo importante per i paesaggi d’acqua del litorale romano. La prima raccolta firme (per l’interramento dei cavi aerei sulla foce del Tre Denari) risale all’edizione 2009 dei Luoghi del Cuore.

Loris Pietrelli (Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università Sapienza di Roma) ha riferito delle indagini condotte con Goletta Verde di Legambiente, che rivelano dati preoccupanti circa la diffusione di plastiche e microplastiche. Poco si parla del fatto che i frammenti di plastica presenti in superficie, vecchi anche di decenni, assorbono le sostanze nocive con cui vengono in contatto, e possono ospitare colone di batteri. Viceversa, è stato appurato (anche da una recente indagine sul litorale a nord di Fiumicino) che la maggior parte delle plastiche in mare sono di natura termoplastica, dunque riciclabili. Fondamentale, secondo Pietrelli, diffondere la pratica della raccolta differenziata e del riciclo.

Si ringraziano per la partecipazione Matteo Signori (Commissione di Riserva), la classe II A (insegnante Simona), la classe IV A (Insegnante Stefania Bragaglia), Valentina Fabi (Artista). Grazie per il contributo alla divulgazione al Comitato Passoscuro R-esiste.

(Il Faro online)