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La Fai Cisl al Prefetto di Latina: “Sul caporalato occorre piena applicazione della legge 199”

Cecere: “La lotta al caporalato non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale."

Latina – “Quello che è accaduto a Terracina, con uno pseudo imprenditore che sparava ai braccianti per farli lavorare di più (Leggi qui), non dovrà mai più ripetersi, in questo territorio come altrove: istituzioni locali e nazionali devono dare una svolta alla lotta al caporalato e alla piena applicazione della Legge 199, finora attuata soltanto nella sua parte repressiva”.

Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota rivolgendosi al Prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, che ha ricevuto i rappresentanti sindacali oggi scesi in piazza con i lavoratori agricoli. “È pericoloso – ha ammonito Rota – minimizzare fatti del genere, anche le parti datoriali devono scendere in campo e denunciare certi personaggi che nulla hanno a che fare con il mestiere di imprenditore.

Il settore primario è una realtà che unisce, che mette insieme tanti lavoratori e lavoratrici sia italiani che di origine straniera, chi specula sullo sfruttamento non può che essere considerato per quello che è, cioè un delinquente”.

“Chiediamo che i lavoratori che denunciano vengano tutelati – ha aggiunto Rota – in particolare le donne, spesso doppiamente vittime in quanto sfruttate e costrette a subire violenze. Un gran lavoro va svolto per semplificare il rinnovo dei permessi di soggiorno, sottraendo i migranti al ricatto dei caporali e alle reti del lavoro nero. Gli strumenti legislativi ci sono, ora occorre una svolta sul piano della volontà politica. Da Latina parte una nuova offensiva contro sfruttamento e illegalità”.

Durante l’incontro, il Prefetto ha confermato il proprio pieno impegno, comunicando anche che parteciperà, in prima persona, alla riunione della rete territoriale del lavoro agricolo di qualità, indetta per il 30 ottobre.

Roberto Cecere – Segretario Generale della Cisl di Latina ha così commentato la vicenda: “ La lotta al caporalato e, in generale, a tutte le forme di sfruttamento non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni.

Occorrono conseguenti azioni sinergiche tra tutti gli attori coinvolti per garantire una concreta e corretta applicazione della norma e favorire la denuncia da parte delle vittime in tutta sicurezza. L’impegno della Prefettura va a rafforzare tutte le azioni concrete già in essere come il Protocollo D’Intesa tra la Regione Lazio e le Parti Sociali “Per un lavoro di qualità in agricoltura”, con l’obiettivo di favorire un clima di accoglienza e integrazione, una inclusione che deve trovare nel lavoro lo strumento che unisce gli uomini e le donne in un unico intento, ovvero  vivere in pace, rispettando le leggi, per una crescita non soltanto personale ma di una intera comunità”.

(Il Faro on line)