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Autostrada Roma- Latina, la volontà dei cittadini e delle associazioni arriva fino al Quirinale

I tempi stringono e il progetto dell'autostrada Roma -Latina rischia di saltare. La petizione, promossa dalla Cisl, ha raccolto oltre 5mila firme.

Roma e Latina – Sono oltre cinquemila le firme che, in un appello misto a un grido d’allarme, stanno per raggiungere il Quirinale e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Perché proprio Mattarella? “Perché – spiegano i firmatari – l’attuale ricorso sulla sentenza a carattere dilatorio, che pende alla Presidenza della Repubblica, rischia di mettere fine al progetto dell’autostrada Roma-Latina, vista anche la scadenza delle tempistiche degli espropri che è fissata per novembre 2020.” I tempi, quindi, stringono e la terra pontina, che, a partire dagli anni “90, è cominciata a entrare in crisi, pare non solo necessitare dell’infrastruttura in sé, ma anche del significato simbolico che questa racchiude e che la rilancerebbe quantomeno a livelli regionali.

La petizione, promossa in prima battuta dalla Cisl Latina, ieri anche dai rappresentanti delle associazioni di categoria (oltre alla Cisl, Ance, Federlazio, Ucid, Cgil, Impresa,Consorzio Industriale) e dai sindaci dei comuni di Latina, Aprilia, Sezze, Norma, Pontinia, Cori, Priverno, Terracina, Fondi e Sermoneta.

L’obiettivo della petizione è salvaguardare tutto il lavoro fatto fino a ora. Infatti, è già stata espletata la gara d’appalto e sono stati già stanziati dallo Stato circa 462 milioni di euro. “Il Consiglio di Stato – evidenziano, ancora, i firmatari – ha annullato solo un segmento della gara, che dovrà semplicemente riprendere e chiudersi velocemente.”

No alle polemiche, sterili, quindi. Il progetto c’è, i soldi anche, quello che ancora manca è una volontà decisa anche da parte della Regione e del nuovo Governo giallo-rosso. Tant’è che il sindaco del capoluogo pontino, Damiano Coletta, dopo aver scritto una lettera indirizzata al premier Conte (Leggi qui)non ha escluso la possibilità di richiedere allo stesso Presidente del Consiglio anche un incontro, proprio in virtù della necessità che il territorio della provincia ha nei confronti dell’infrastruttura, ormai non più rinviabile.

Il segreterario della Cisl, Roberto Cecere, ha, invece, fatto sapere: “In questi anni i vari ricorsi ostativi hanno sostanzialmente bloccato la realizzazione dell’opera che è strategica per un vero rilancio del territorio. Ora, il Sindacato, i partiti e le organizzazioni, devono  ritornare tra la gente e renderle protagonista del loro futuro.”

Dello stesso avviso, infine, anche il presidente Ance Latina, Pierantonio Palluzzi: “Oggi ci troviamo in ritardo ad un anno dalla scadenza, non possiamo stravolgere il progetto iniziale perché perderemo i finanziamenti accantonati, dobbiamo partire nel più breve tempo possibile, perché alla fine di quest’opera si produrranno tredicimila posti fissi”.

(Il Faro on line)