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Roma, ucciso per aver difeso la fidanzata: fermati due sospetti – VIDEO

I due sarebbero stati fermati a Roma Sud, dove abitano, grazie al riconoscimento dell'auto su cui sarebbero fuggiti dal luogo del delitto

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Roma – Fermati i due sospettati che mercoledì sera a Roma, vicino al Parco della Caffarella, avrebbero aggredito Luca Sacchi e la fidanzata Anastasia per rubare loro uno zainetto (leggi qui).

I due, entrambi operai 21enni, dopo essere stati interrogati per ore in merito all’aggressione a Roma, vicino al Parco della Caffarella, sono stati trasferiti a Regina Coeli.

E’ stata anche trovata, nei campi sul Gra, la mazza da baseball usata per aggredire la fidanzata di Luca. Al ritrovamento si è arrivati grazie alle ricerche messe in campo da polizia e carabinieri.

L’arresto

Le due persone sono state fermate intorno alle 2:45 in un’operazione congiunta di polizia e carabinieri. A quanto si è appreso da fonti investigative, i due sospettati sono stati fermati nella notte dopo che la mamma di uno dei due (messo in allarme dal tam tam del quartiere e insospettito perché il figlio era sparito) si era recato in commissariato ammettendo che il figlio aveva probabilmente fatto “una cazzata”.

La mazza usata dai due giovani per colpire la fidanzata di Luca Sacchi

Da lì, le forze dell’ordine – che hanno ribadito che i due non si sono costituiti – già sulle loro tracce grazie alle telecamere che avevano ripreso l’auto allontanarsi dalla scena del delitto, sarebbero riusciti poi a rintracciarli.

Uno è stato trovato dagli investigatori in una palazzina a Tor Pignattara mentre l’altro è stato rintracciato in un hotel a Tor Cervara: il primo ha precedenti per stupefacenti mentre il secondo, il ragazzo che avrebbe premuto il grilletto, per percosse.

Come spiegato dal dirigente della Squadra Mobile Luigi Silipo, i due “hanno usufruito di legami familiari e conoscenti“. Mentre si cerca la pistola che ha fatto fuoco contro la vittima, è stata sequestrata la Smart bianca usata dai due per la fuga e non oggetto di furto. Sequestrato anche lo zainetto rubato alla fidanzata di Luca, all’interno del quale però non sono stati trovati soldi.

I ragazzi, entrambi operai, sembra non fossero sotto l’effetto di droghe al momento del fermo: davanti a investigatori e inquirenti si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere. Alla fine degli interrogatori, sono usciti poco prima delle 12 dalla Questura di via di San Vitale, diretti al carcere di Regina Coeli. I due, entrambi del quartiere romano di San Basilio, devono rispondere di omicidio e rapina. Sono già noti entrambi alle forze dell’ordine: uno ha precedenti per droga, l’altro per percosse.

Donati gli organi

La famiglia di Luca ha dato l’ok per l’espianto degli organi che sono stati donati“, fa sapere l’avvocato della famiglia di Sacchi, Domenico Pavone. L’espianto è stato regolarizzato dall’ospedale con esami clinici, tossicologicamente negativi a qualsiasi uso di stupefacenti, quindi la salute del ragazzo era perfetta e non faceva uso di stupefacenti. Chiediamo il rispetto del lutto della famiglia, in quanto sua il padre che la madre sono distrutti. Per il resto ci rimettiamo a inquirenti e investigatori, in attesa che ci venga dato l’ok per i funerali”.

La mamma di Luca non riesce nemmeno a parlare, ho letto della mamma di uno dei fermati che lo ha denunciato. La sua, certo, è una iniziativa lodevole”

(Il Faro online)

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