La manifestazione

Sicurezza scuola: dirigenti scolastici in piazza il 30 ottobre

29 ottobre 2019 | 10:00
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Sicurezza scuola: dirigenti scolastici in piazza il 30 ottobre

Clamorosa protesta dei dirigenti scolastici dopo la condanna di una collega per un incidente ad un ragazzo nel 2011

a cura di VINCENZO TAURINO

Scuola – I presidi sono sul piede di guerra e sono pronti a scendere in piazza mercoledì 30 ottobre a Roma per chiedere esplicitamente al Governo e al Parlamento, dopo i recenti luttuosi eventi e le diverse condanne inflitte ai dirigenti scolastici per carenze addebitabili soltanto agli Enti proprietari degli edifici scolastici (comuni e province),   di attivarsi al più presto per cambiare le norme in materia di sicurezza che di fatto mettono in capo ai dirigenti scolastici responsabilità pesanti senza però dare loro i poteri e le risorse che sarebbero necessari per affrontare i molteplici problemi delle scuole.

I Presidi hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione della categoria e la disobbedienza civile, dopo la sentenza di condanna della Cassazione alla preside Franca Principe, ritenuta responsabile proprio in quanto preside della caduta di un ragazzo da un lucernario durante gli esami di Maturità del 2011 nella sua scuola: lei quel giorno era a presiedere una commissione in un altro istituto. La bidella aveva lasciato aperta la porta che portava nella zona pericolosa ma comunque è stata riconosciuta anche una responsabilità “oggettiva” della dirigente.

La clamorosa decisione della Corte ha spinto i dirigenti di tutta Italia a chiedere una riflessione al ministero sulle responsabilità per ciò che riguarda le scuole e soprattutto lo stato degli edifici scolastici.

L’associazione Modifica81 e l’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici chiedono modifiche significative alla normativa sulla sicurezza. I dirigenti scolastici si sentono sempre più impotenti davanti alle problematiche che riguardano sempre più scuole e la manifestazione ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, interloquire con la politica e chiedere al Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti un’immediata modifica del Testo Unico 81/2008.

(Il Faro online)