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Ostia, torna il busto di Pasolini nell’ anniversario del suo assassinio: rimosso dalla polizia locale

Nella notte posizionato da ignoti il busto di Pier Paolo Pasolini sulla colonna inaugurale della via del Mare. Rimosso dalla Polizia Locale, esplodono le polemiche

Ostia – Di tanto in tanto riappare sulla sommità di edifici e monumenti. Stanotte, a distanza di 44 anni dal tragico omicidio, il busto di Pier Paolo Pasolini è stato posto sulla sommità della colonna inaugurale (1928) della via del Mare, all’incrocio con via Ugolino Conti.

Ostia

E’ una provocazione già vissuta negli anni passati, rivendicata stavolta in modo formale dal gruppo Territorio Narrante. In una nota pubblicata su Facebook si spiega che “Questa notte un gruppo di Territorio Narrante ha accompagnato Antonio Belli, lo street artist che crea i busti, nell’ultima installazione a Ostia. Il busto è stato posto su una delle due colonne inaugurali della via del Mare: il pensiero libero che troneggia su uno dei simboli del fascismo. Questo è il sesto busto ed è stato installato alle ore 6, la stessa ora di quella tragica mattina del 1975. Pier Paolo è lì, andatelo a vedere, non toccate però quel busto che osserva chi arriva e chi va via da Ostia: sembra indicarci la strada, vuole ricordarci che una terra non raccontata è una terra che non esiste. Siamo custodi di quei busti nel luogo del cattivo passato, così come siamo custodi della memoria, perché nessuno dimentichi. Perché la memoria di Pasolini è la nostra memoria, è la memoria delle periferie e della terra, un terra raccontata, mai nominata, un terra raccontata che per questo continua a esistere“.

Ovviamente si tratta di un’iniziativa provocatoria che non ha nulla di artistico. Ostia, infatti, celebra la memoria di Pier Paolo Pasolini con ben tre monumenti a lui dedicati: la stele di Mario Rosati in via dell’Idroscalo (sul luogo dellassassinio), il monolite di Pietro Consagra in piazza Anco Marzio e la statua di Gaetano Gizzi in piazza Lorenzo Gasparri.

Nella tarda mattinata due pattuglie della Polizia locale gruppo Roma X Mare ha provveduto a rimuovere il busto di polistirolo. Ne sono nate polemiche sulle quali si registra la presa di posizione del sindacato di categoria, per voce di Raffaele Paciocca RSU Cisl FP e di Andrea Venanzoni Dirigente Cisl FP. “Poco ci interessano le polemiche politiche che stanno montando sulla rimozione della installazione, non autorizzata, del busto di Pasolini, posizionato nottetempo su una colonna di pregio storico-artistico a Ostia, a ridosso della trafficatissima Via del Mare – chiariscono i sindacalisti – Ci interessa molto di più stigmatizzare il linciaggio che sta montando sui social network e che addirittura, stravolgendo la realtà dei fatti, arriva quasi ad accusare di iconoclastia il personale della polizia locale, colpevole solo di aver adempiuto alle proprie attribuzioni di vigilanza e controllo: non c’era in quella rimozione alcun intento censorio o dissacrante, nè si è trattato di “ottuso rispetto della legalità”, ci sembra piuttosto evidente, si è trattato solo del ripristino dello stato dei luoghi, in primo luogo proprio perché la colonna su cui il busto poggiava è un bene di valore storico. Aspetti questi che invece vengono sempre studiati e analizzati quando si passa per un corretto iter autorizzatorio istituzionale, unica strada da perseguire quando si vuole davvero rendere un omaggio“.

Sulle modalità di rimozione, che tante polemiche, ilarità e sconcerto stanno suscitando sui social – proseguono Paciocca E Venanzoni – ci stupiamo dello stupore: questi sono i mezzi e le modalità con cui spesso si è chiamati a lavorare, in piena emergenza e che tantissime volte abbiamo stigmatizzato in via formale, chiedendo che il personale fosse messo in condizione di poter adempiere i propri compiti in maniera sicura e dignitosa. Ci auguriamo inoltre che vengano presi provvedimenti nei confronti degli eventuali commenti travalicanti il diritto legittimo di critica e che soprattutto l’amministrazione voglia istituzionalmente prendere posizione a favore dei suoi dipendenti, ingiustamente finiti al centro di un tritacarne mediatico solo per aver fatto rispettare la legge”.