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Disboscamento nella Riserva del Litorale Romano, l’associazione Gig chiede spiegazioni

Ostia – L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato, lo scorso 4 novembre, una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il taglio boschivo in corso nella pineta mista (Lecci, Pini, macchia mediterranea) in località Procoio, nella Riserva naturale statale del Litorale Romano, in Comune di Roma Capitale.

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“Si tratta – spiegano dall’Associazione – di uno dei pochi lembi di bosco misto mediterraneo sopravvissuti lungo la costa laziale, scampato a speculazione immobiliare, bonifiche, realizzazione dell’aeroporto internazionale di Roma-Fiumicino. Il taglio boschivo in corso sembra in relazione con un piano di prevenzione incendi proposto dalla Proprietà Aldobrandini e approvato con nullaosta dell’Organo di gestione della Riserva naturale statale del Litorale Romano del febbraio 2019, previ vari pareri positivi condizionati da parte della Commissione di riserva della Riserva naturale statale del Litorale Romano al termine di lunga e complessa procedura”.

“Sono stati coinvolti dall’azione ecologista il Ministero per i beni e attività culturali e il Ministero dell’ambiente, la Regione Lazio, la Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, i Carabinieri Forestale, il Comune di Roma Capitale, l’Organo di gestione della Riserva naturale statale del Litorale Romano, informata per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma”.

La Riserva naturale statale del Litorale Romano è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), rientra nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) ‘Macchia Grande di Focene e Macchia dello Stagneto’ (codice IT6030023) ai sensi della direttiva Habitat (n. 92/43/CEE). L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto la verifica della legittimità dell’attività di taglio boschivo in corso e l’adozione dei provvedimenti che si rivelassero necessari per il rispetto della legalità ambientale”, concludono.

(Il Faro online)