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Martina Caironi da Dubai: “Mi trovo a dover saltare il Mondiale, a un anno dalle Paralimpiadi”

Una tegola sulla Nazionale di atletica. La pluricampionessa paralimpica costretta allo stop per una sentenza cautelativa del Tribunale Nazionale Antidoping. Pancalli: “Martina atleta esemplare, vogliamo sapere della vicenda in modo approfondito”

Dubai – Arriva una brutta notizia a poche ore dall’inizio dei Mondiali di atletica paralimpica, che da domani si svolgeranno a Dubai. Martina Caironi è stata trovata positiva al controllo antidoping dello scorso 19 ottobre a Bologna. A quanto indica una nota del Tribunale Nazionale Antidoping, è stata richiesta l’immediata sospensione dall’attività agonistica dell’atleta azzurra.

Le parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico

La pluricampionessa paralimpica e mondiale dei 100 metri, atleta delle Fiamme Gialle, non potrà prendere parte alla competizione iridata, valida anche per le qualificazioni a Tokyo 2020. La decisione presa è in via  cautelativa e la sentenza finale ancora non è stata pronunciata. Intanto arrivano le parole di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico: “Questa notizia è un fulmine a ciel sereno. Martina è sempre stata un’atleta esemplare sia in pista che nella vita – esordisce la prima figura dello sport paralimpico azzurro – prima di esprimere ogni giudizio – prosegue – vogliamo conoscere a fondo la vicenda sempre nella consapevolezza che saranno gli organi preposti a valutare il caso. Al momento non possiamo che esprimere sorpresa per una campionessa che ha sempre fatto parlare di sé prima di tutto per gli eccezionali risultati sportivi”.

E’ una crema usata per curare le abrasioni derivanti dall’uso della protesi sulla gamba, l’elemento sotto i riflettori della Nado. Di seguito la stessa Caironi direttamente da Dubai, dove si trova attualmente per un Mondiale, che non potrà disputare, spiega motivi e situazioni.

Le parole di Martina Caironi

Dalla Nota della Fispes da Dubai: “Dichiarazione di Martina Caironi sul procedimento cautelare di NADO Italia in atto” :

In riferimento al procedimento di sospensione cautelare ricevuto dall’atleta Martina Caironi, tesserata FISPES, da parte di NADO Italia in data odierna, l’atleta dichiara: “In attesa dell’esito delle controanalisi del campione B, dichiaro di essere a conoscenza della sostanza contenuta nella crema cicatrizzante che ho assunto. Tale crema veniva da me acquistata nel gennaio 2019 dopo tre mesi di sofferenza per ulcera all’apice del moncone. Si tratta di una ferita aperta che nessuno farmaco è riuscito a richiudere e nemmeno il non utilizzo delle protesi da cammino e da corsa, con evidenti disagi importanti. In gennaio chiedo al medico federale la possibilità di usare questa crema e mi viene detto che deve essere usata in modo locale e a piccole dosi, e che non è necessario il TUE per le quantità troppo basse. Faccio il test antidoping a luglio che risulta negativo. Da quel momento la ferita si apre altre due volte ma in maniera meno grave e quindi ritengo di poter continuare in piccole dosi in quanto sicura di non incorrere in alcun tipo di infrazione, tanto è vero che all’ultimo controllo antidoping di ottobre ho dichiarato tale sostanza. Mi ritrovo a dover saltare un Mondiale in un anno fondamentale senza ancora aver provato una definitiva cura per la mia ulcera”.

La Nota del Tribunale Nazionale Antidoping

La Seconda Sezione del TNA, vista la richiesta di immediata sospensione dall’attività agonistica dell’atleta Martina Caironi (tesserata Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali – FISPES) presentata in data odierna dalla Procura Nazionale Antidoping, rilevato che l’atleta in questione è risultata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita all’analisi del primo campione al controllo fuori competizione effettuato dal Comitato Controlli Antidoping di NADO Italia il 17 ottobre 2019 a Bologna, ritenuta sussistente la competenza della Seconda Sezione del TNA, giuste le disposizioni recate dall’art. 24, comma 2, del vigente Codice Sportivo Antidoping, vista la comunicazione dell’IPC in data 6 novembre 2019; visto l’art. 21, comma 2, del vigente Codice Sportivo Antidoping dispone l’immediata sospensione dall’attività dell’atleta”.

Come fa sapere la Fispes, è in volo verso Dubai, il presidente Sandrino Porru. Appena atterrato nella città degli Emirati Arabi esprimerà il suo pensiero su questa vicenda.

(Il Faro on line)