Seguici su

Cerca nel sito

Al Castello di Santa Severa arriva “L’infermiere di Famiglia e di Comunità”

L'evento formativo si terrà il 9 novembre alle ore 9.00

Più informazioni su

Santa Marinella – “Grazie al contributo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma (OPI), delle Direzioni delle tre Asl coinvolte, delle Associazioni di Volontariato e del Team Assistenziale costituito dal medico di famiglia (MMG), infermieri ed altri professionisti sanitari delle aziende sanitarie territoriali, il 9 novembre alle ore 9.00, presso il Castello di Santa Severa, si terrà l’evento formativo dal titolo ‘L’Infermiere di Famiglia e di Comunità: dal progetto alla realizzazione’“, si legge in un comunicato diffuso dagli organizzatori.

“Insieme, tutti i professionisti delle tre Asl, l’OPI e le Associazioni operanti sul territorio, con un unico scopo e con grande sinergia, si incontreranno per illustrare: lo sviluppo di programmi e di investimenti in salute e assistenza clinica; il ruolo dell’infermiere di famiglia e di comunità; le prospettive di assistenza sanitaria di primo livello integrate e orientate alla famiglia e alla comunità; la relazione tra i Mmg e Ifec; i partner specifici per la salute nelle abitazioni, negli ambienti scolastici e di lavoro”.

Clicca per ingrandire

“Denominatore comune di tutte le relazioni – continuano – sarà mantenere l’attenzione sulla figura professionale dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità quale garante di continuità assistenziale, promotore della salute, della prevenzione sanitaria, della riabilitazione e gestore delle patologie croniche a maggiore incidenza: diabete, ipertensione, Bpco e scompenso cardiaco. La direzione strategica aziendale, il Direttore generale, sanitario e amministrativo ringraziano tutti gli attori coinvolti nella realizzazione di questo importante progetto, partito già da un po’ di tempo in forma sperimentale, ricordando l’importanza che potrà rivestire questa figura in correlazione anche con i medici di medicina generale, per il monitoraggio dei fattori a rischio, per l’informazione e l’educazione sanitaria, l’orientamento all’utilizzo dei servizi sanitari, e le esigenze di prossimità dell’utente e potenziare gli interventi di primary care necessari per favorire la prevenzione e quindi la salute”, concludono.

(Il Faro online)

Più informazioni su