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Ostia, nessun abuso edilizio al bar Pino. Titolare assolta con formula piena

Dopo il caso dell'ex Med e della Casetta, un altro "svarione" del X Municipio che aveva ritirato al concessione accusando la gestione di abuso edilizio

Ostia – La gestione del bar Pino, storico punto ristoro di via Grimaldi Casta, non ha commesso alcun abuso edilizio. Decade, dunque, una delle ragioni che avevano spinto il X Municipio a non rinnovare la concessione della struttura che si trova alle spalle dell’ex mercato San Fiorenzo.

Ancora una brutta figura per l’amministrazione M5S del X Municipio. Dopo i casi dell’ex stabilimento Med Net (leggi qui) e della Casetta (questo è l’articolo), i cui concessionari sono stati assolti dall’accusa di abusi edilizi formulata dall’amministrazione locale, il Tribunale di Roma ha prosciolto con formula piena dalla stessa accusa la concessionaria del bar Pino, meglio noto ai meno giovani come il bar Vittorio.

Il giudice Stefania Rocchi, della VII Sezione penale del tribunale di Roma, con sentenza pubblicata il 22 ottobre scorso ha proceduto ad assolvere “perchè il fatto non costituisce reato” la signora M.L. 71 anni della ditta “Top Family srl“. Il procedimento era stato avviato su denuncia della Polizia locale gruppo Roma X Mare e del Comune di Roma Capitale, per conto del X Municipio, che accusavano la concessionaria di aver realizzato senza permesso una veranda di 98 mq posta sul marciapiedi antistante il bar. Per questo motivo e per una paventata morosità, l’amministrazione locale a maggio 2018 aveva ritirato la concessione del bar (leggi qui l’articolo).

Dopo l’esame degli atti e l’escussione dei testimoni, persino la pubblica accusa ha concordato con il difensore della donna che si era estinto il reato di abuso edilizio in zona sottoposta a vincolo per intervenuta prescrizione e perchè quell’opera non era stata realizzata dalla stessa.

Furti e atti di vandalismo al Bar Pino abbandonato dal X Municipio dopo aver negato il rinnovo della concessione ai titolari

Giustizia è fatta – commenta Alessio De Lio, figlio dell’imputata – Purtroppo questa ingiustizia ci è costata cara: non solo abbiamo dovuto cessare l’attività ma il nostro bar ha subito anche atti di vandalismo e vari furti. Ci auguriamo che al più presto il X Municipio e il Comune di Roma vogliano ripristinare la concessione e restituirci ciò che ci è stato tolto“.