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La scienziata che ha scoperto l’acqua su Marte al Democrito di Casalpalocco

9 novembre 2019 | 12:36
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La scienziata che ha scoperto l’acqua su Marte al Democrito di Casalpalocco

Elena Pettinelli, docente di fisica della terra e dei pianeti presso l’Università Roma 3, ha partecipato alla giornata conclusiva del progetto Erasmus che si è svolta presso il liceo del litorale

Ostia – Una giornata all’insegna di laboratori scientifici, artistici e di scrittura e poi una conferenza dal tema suggestivo come: una colonizzazione della luna è possibile? tenuta dalla scienziata che ha scoperta l’acqua su Marte. Sono stati questi gli elementi che hanno caratterizzato la giornata conclusiva del progetto Erasmus dal titolo “Fly me to the moon” che si è svolta presso il liceo Democrito di Casalpalocco e che ha avuto come ospite-relatore Elena Pettinelli docente di fisica della terra e dei pianeti presso l’Università Roma 3 che con il suo team ha scoperto l’acqua su Marte.

Il tema di oggi qui al liceo Democrito è: E’ possibile una colonizzazione della luna?. Che risposta diamo?

“Penso che sia possibile e anche in tempi neanche troppo lontani. Nel senso che ormai è parecchio tempo che si pensa a questo argomento, se non altro un tentativo di tornare sulla luna si farà a breve perché è previsto per il quadriennio 2020-2024, ma c’è molto lavoro dietro l’idea di fare una base. Non dovete pensare però ad una colonizzazione come ad una città. Più che altro bisogna pensare come ad una base antartica. Cioè una zona di ricerca e di avanguardia.”

Lei ha partecipato allo studio che ha scoperto l’acqua su Marte. Quale implicazioni ha questa scoperta?

“La principale implicazione è quella isobiologica. Nel senso che è la prima vera prova di acqua allo stato liquido. Ovviamente quella è un’acqua profonda. Un’acqua ad un Km e mezzo di profondità, quindi sarà molto complicato arrivarci. Però potrebbe essere una nicchia in cui la vita si è sviluppata. Questo è il punto importante di quella scoperta.”

Dal cosmo scendiamo sulla terra, progetti come quello Erasmus secondo lei che valenza che impatto hanno sui ragazzi?

“Forse non dal punto di vista strettamente educativo. Ma sicuramente dal punto di vista di conoscere altre nazioni, altri sistemi sociali, interagire con ragazzi che crescono in ambienti diversi è assolutamente fondamentale per formare un ragazzo. E’ fondamentale perché lo renderà un cittadino del mondo a tutti gli effetti e anche capace di interagire e apprezzare le differenze.”

In aula magna ad accogliere la scienziata, oltre ad una platea gremita di studenti provenienti da tutto il mondo, anche la dirigente scolastica del Liceo Angela Gadaleta: “Il progetto Erasmus “Fly me to the moon”, che abbiamo realizzato in linea con gli obiettivi del nostro PTOF e con l’esigenza di potenziare le discipline caratterizzanti l’indirizzo scientifico e che con la giornata odierna chiude la sua parte italiana, si propone l’obiettivo di presentare e approfondire il tema dell’esplorazione spaziale da diversi punti di vista: scientifico, letterario, artistico, storico, culturale ed è il frutto di un partenariato europeo tra Francia, Olanda, Turchia e Italia e che, in occasione delle celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’allunaggio, hanno deciso di sensibilizzare gli studenti sulle ricadute scientifiche e culturali dell’esplorazione spaziale nonchè sui nuovi scenari che si stanno aprendo per le generazioni future”.

Coordinatrice per l’Italia la professoressa del Democrito Carmen Gresia che spiega: “Rivolto ad alunni delle scuole superiori, il progetto, di durata annuale, si articola in due fasi: una preparatoria, svolta nei singoli paesi che ha previsto l’approfondimento di un particolare aspetto dell’esplorazione spaziale e la produzione di diverse tipologie di materiali che poi saranno presentati all’inizio della seconda fase operativa.

Seconda fase che si svolge a turno nei paesi partecipanti e include sia attività didattiche e laboratoriali sia la produzione di nuovi materiali a seguito degli stimoli ricevuti nell’arco della settimana di accoglienza e dell’interazione degli alunni in gruppi internazionali, ovvero in gruppi composti da delegazioni miste rappresentative di tutte le scuole coinvolte.

Il tema del terzo incontro, quello italiano che si conclude oggi è stata l’esplorazione lunare e, più genericamente spaziale, dal punto di vista scientifico con laboratori e lezioni ad esempio sulla composizione fisica e chimica della luna, sulle recenti imprese scientifiche e tecnologiche che hanno spinto la comunità scientifica a ipotizzare addirittura di ‘colonizzare’ la luna”.

(Il Faro on line)

Nelle foto:

1 – I ragazzi dell’Erasmus impegnati nella conferenza

2- sx Elena Pettinelli scienziata dx Angela Gadaleta, dirigente Democrito