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Le Rubriche di Il Faro Online - Scuola

Scuola, alunni che lasciano prima della maturità: al Sud è dramma

Tuttoscuola: "In Italia, l’analfabetismo funzionale complessivo raggiunge il 30%, addirittura il doppio rispetto alla media europea del 15%”

Scuola – In generale è un fenomeno che ha alla base l’ancora troppo alto numero di abbandoni scolastici prematuri, con uno studente su quattro che lascia i banchi senza mai arrivare non solo alla laurea ma nemmeno al diploma di maturità.

Secondo Tuttoscuola, a Nuoro la dispersione è del 42,7%, a Prato (dove è altissima la presenza della comunità cinese) quasi del 40%, a Napoli, Palermo, Cagliari e Oristano oltre il 30%.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “combattere la dispersione scolastica è una prerogativa indispensabile per aumentare i diplomati e alzare l’asticella di competenze medie delle nuove generazioni. Per realizzare questo obiettivo, che l’UE pone come rilevante, avendo anche fissato al 10 per cento il tasso di abbandono consentito ai Paesi aderenti, da centrare entro la fine del prossimo anno, rimane indispensabile abbandonare la logica orientata al risparmio sul comparto Istruzione, che in Italia ha prevalso negli ultimi anni: bisogna cancellare il dimensionamento scolastico, con 4mila istituti autonomi tagliati su 12 mila, l’aumento progressivo di alunni per classe, gli incessanti tagli operati dagli ultimi governi, anche nei confronti degli enti locali; per non parlare dei sempre “magri” stipendi del personale. Inoltre, risulta sempre più impellente incrementare gli organici, anche del personale Ata, proprio in quelle zone dove il disagio è maggiore, il tasso di abbandono è alto, come la presenza di alunni stranieri, difficili e di disabili”.

Tuttoscuola: rispetto a quella media nazionale, la situazione delle province italiane è notevolmente differenziata: va infatti dal 10,9% della provincia di Grosseto al 42,9% di quella di Nuoro. Nella top ten della minor dispersione, dopo la provincia di Grosseto, c’è quella di Cosenza con il 13,7% di tasso di dispersione, seguita da Frosinone (13,8%), Perugia e Benevento (15,1%), Avellino (15,5%), Udine (16,2%), Pesaro Urbino e L’Aquila (16,7%) e Terni (16,8%). Da notare che nelle prime dieci province con un basso tasso di dispersione cinque appartengono a regioni del Centro, quattro del Sud e una sola del Nord”.

Poi ci sono realtà con alti tassi di dispersione. Oltre alla provincia di Nuoro che ha fatto registrare un tasso di dispersione del 42,7%, “perdendo nell’arco di cinque anni più di 1.300 degli oltre tremila studenti che aveva iscritto in prima nel 2014-15”, ci sono “altre due province sarde (Cagliari e Oristano) con oltre il 30% di dispersione, poi Prato con quasi il 40%, Napoli e Palermo con il 31%. In valore assoluto Napoli detiene il record negativo del più elevato numero di studenti ‘dispersi’: 13.166, cioè più del 31% dei 42.240 che risultavano iscritti al 1° anno di corso cinque anni prima”. Ci sono anche province del Nord, seppure in netta minoranza: “Milano e Monza non sono da meno con quasi ottomila studenti che hanno abbandonato durante l’ultimo quinquennio. Peggio ancora Roma con quasi 8.700 studenti dispersi nel quinquennio”.