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Case Erp, Piccioni: “Mega evasione dell’Imu da parte del costruttore fallito”

Il portavoce degli inquilini di via Berlinguer: "E' di oltre 650.000€ l'evasione fiscale del costruttore fallito e ancora si cerca la mediazione del curatore?"

Fiumicino – “Dal documento allo stato al passivo redatto dal curatore fallimentare che, non dimentichiamolo, cura gli interessi dei creditori e non certo il fine sociale del palazzo in Erp di via Berlinguer, emergono ben 661.490,84€ di tasse non pagate dal costruttore fallito a partire dal 2011!”. E’ quanto dichiara il portavoce del Comitato Inquilini di Via Berlinguer, Emiliano Piccioni.

Che aggiunge: “Di questi, oltre 380.000€ sono ascrivibili al mancato pagamento dell’Imu per l’anno 2011/12, cifra per la quale il Comune di Fiumicino si è insinuato tardivamente al passivo solo a febbraio di quest’anno.

I restanti 280.000€ sono relativi a mancati versamenti di contributi previdenziali e assicurativi, imposte sul reddito locali e regionali di persone fisiche, giuridiche e societarie, tributi diretti e indiretti verso lo Stato, Iva, pene pecuniarie e soprattasse.

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Della mega evasione dell’Imu da parte del costruttore che, ricordiamo, vede il Comune responsabile dell’accertamento, la riscossione e le sanzioni, non è stato minimamente fatto accenno nemmeno nella commissione trasparenza del 4 marzo 2019, quindi dopo l’insinuazione tardiva al fallimento da parte del Comune datata 22 febbraio 2019 e nonostante il sottoscritto, audito in quell’occasione, fece mettere a verbale la richiesta di un esposto per bancarotta nei confronti del costruttore da parte del Comune”.

“Già il Tar aveva ribadito come il costruttore sapesse fin dai tempi del bando regionale come gli ultimi beneficiari del contributo pubblico fossero gli assegnatari delle case – prosegue Piccioni -, questione della quale gli venne permesso di infischiarsene fino al fallimento, visto che nel tempo intercorso tra la delibera del luglio 2016 (sballata anche sulla rivalutazione Istat) e il fallimento del marzo 2018, non venne elevata dal Comune alcuna sanzione né venne eseguita la dovuta revoca della concessione per reiterati affitti gonfiati.

Poi nel dicembre del 2010 il futuro fallito ‘vende’, ma non toglie dal mutuo, i 4 negozi sotto al palazzo per un controvalore commerciale di circa 600.000€ ad una immobiliare riconducibile agli stessi soci e parenti.

In ultimo oggi sappiamo che dal 2011 non pagò nemmeno l’Imu, quindi ad appena un anno dalla consegna delle case e con circa 4 milioni di euro in tasca al netto del rudere lasciato, oltre alle entrate mensili di decine di canoni di locazione gonfiati da noi pagati”.

“Sempre dal 2014 comincia pure a ‘dimenticarsi’ di pagare l’imposta di registro dei nostri contratti d’affitto per una cifra di circa 2.000€ all’anno… una piccola tassa di sua competenza che andava smezzata con tutti gli inquilini.

Il sottoscritto – fa notare Piccioni -, anche contattando il legale all’epoca del costruttore che riconosce l’inadempienza del proprio cliente, riesce a fargliela pagare fino al 2015, dopodiché dal 2016 nemmeno la paga più, al punto che arriveranno le cartelle esattoriali in forma solidale anche a noi inquilini, costretti così a pagare anche la sua parte per gli anni a seguire.

Quindi, fin dai tempi del bando regionale – afferma sempre Piccioni – , è evidente come il futuro fallito persegua metodicamente un disegno già prefissato teso ad eludere normative e fisco“.

“Senza perciò aggiungere tutto ciò che costruttivamente ha lasciato da fare e la questione degli anticipi pretesi già in mano alla magistratura, la domanda è: cos’altro deve emergere per far sì che il Comune, a tutela dei propri cittadini e del bene pubblico, revochi la concessione e si faccia promotore di un esposto in Procura per bancarotta?“, si domanda il portavoce del Comitato Inquilini.

“Chi è tra noi cittadini che può permettersi 7 anni di evasione fiscale per centinaia di migliaia d’euro senza che l’Istituzione incaricata della riscossione non ottenga un pignoramento dei beni dell’evasore? Perché continuare a rincorrere il curatore quando l’unica domanda che il Comune dovrebbe porgli, sempre a tutela dei cittadini, dei contribuenti onesti e del fine pubblico di questa edilizia, è: ‘perché le carte di questo fallimento non stanno ancora in Procura?’ E poi perché questo mutuo è certo che ricadrebbe sulle casse comunali?

Chi lo dice, a maggior ragione se è stato elargito da una banca non convenzionata con la Regione, è di fatto illegale perché un mutuo fondiario non può superare il 100% del valore del bene finanziato, contiene proprietà distratte dal fallito e può essere oggetto d’indagine della magistratura? Risulta che a Roma, là dove hanno revocato, il Comune stia pagando qualcosa alle banche che hanno concesso milioni di euro a s.r.l. da 10.400€ di capitale versato come la ‘nostra’ Cicchetti?“, conclude Piccioni.

Il Faro on line è ovviamente a disposizione per repliche e chiarimenti da parte dell’ex Costruttore o di chi si senta parte in causa.

(Il Faro online)