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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Papa Francesco a pranzo con 1500 poveri: “Ci allontanano dalla tentazione dell’io” foto

Nel menù lasagnetta, bocconcini di pollo alla crema di funghi e patate, dolce, frutta e caffè. Il Papa: "Che Dio ci benedica tutti in questa riunione di amici"

di FABIO BERETTA

Città del Vaticano - "Non basta l’etichetta 'cristiano' o 'cattolico' per essere di Gesù. Bisogna parlare la stessa lingua di Gesù, quella dell’amore, la lingua del tu. Parla la lingua di Gesù non chi dice io, ma chi esce dal proprio io. I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio".

Nella basilica di San Pietro, Papa Francesco presiede la Santa Messa in occasione della terza Giornata Mondiale dei Poveri. Alla celebrazione partecipano numerose persone povere ed indigenti, insieme ai volontari che li accompagnano e ad esponenti delle numerose realtà caritative che li assistono quotidianamente.

Nell'omelia, il Papa fa notare come "la presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spirito. Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro".

Poi interroga i fedeli: "Allora possiamo chiederci: 'Io aiuto qualcuno da cui non potrò ricevere? Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?'".

Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa.

"Tra tante cose penultime, che passano, il Signore vuole ricordarci oggi quella ultima, che rimarrà per sempre. È l’amore, perché 'Dio è amore' e il povero che chiede il mio amore mi porta dritto a Lui. I poveri ci facilitano l’accesso al Cielo: per questo il senso della fede del Popolo di Dio li ha visti come i portinai del Cielo", sottolinea Bergoglio.

Che conclude: "Già da ora sono il nostro tesoro, il tesoro della Chiesa. Ci dischiudono infatti la ricchezza che non invecchia mai, quella che congiunge terra e Cielo e per la quale vale veramente la pena vivere: cioè, l’amore".

Anche all'Angelus, il pensiero del Pontefice va ai poveri e "a quanti, nelle diocesi e nelle parrocchie di tutto il mondo, hanno promosso iniziative di solidarietà per dare concreta speranza alle persone più disagiate".

Il Papa ringrazio poi i medici e gli infermieri che hanno prestato servizio in questi giorni nel Presidio Medico allestito in Piazza San Pietro: "Ringrazio per tante iniziative in favore della gente che soffre, dei bisognosi, e questo deve testimoniare l’attenzione che non deve mai mancare nei confronti dei nostri fratelli e sorelle". E a braccio aggiunge: "Ho visto recentemente, pochi minuti fa, alcune statistiche sulla povertà. Fanno soffrire!". Quindi invita tutti a pregare e un silenzio surreale scende su piazza San Pietro.

Terminato l'Angelus, il Papa si sposta nell'Aula Paolo VI, allestita per l'occasione a grande sala da pranzo con 150 tavoli per un convivio festivo in loro onore. I 1.500 poveri provengono da Roma, dalle diocesi del Lazio, oltre che da diverse diocesi d'Italia.

"Che Dio ci benedica tutti in questa riunione di amici, in questo pranzo, le famiglie nostre. Grazie. Buon pranzo"il saluto di Papa Francesco, all'inizio del convivio. Nel menù lasagnetta, bocconcini di pollo alla crema di funghi e patate, dolce, frutta e caffè.

Al termine, a tutti i partecipanti saranno offerte in dono confezione di pasta e di olio. Contemporaneamente, a Roma e in Italia così come nel resto del mondo, le parrocchie e le realtà di volontariato aderenti all'iniziativa offriranno analoghi pranzi alle persone indigenti.

(Il Faro online)