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Rigenerazione urbana integrata a Latina, al via le “Case di Quartiere”

Approvata dalla Giunta comunale la delibera che individua le prime 5 strutture: ecco quali.

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Latina – La Giunta ha individuato le prime 5 realtà sulle quali sviluppare progetti innovativi di gestione e valorizzazione: la Casa cantoniera di Borgo Sabotino, l’ex scuola di Borgo Piave, l’ex scuola materna di via Milazzo, l’ex tipografia di Viale XVIII Dicembre e l’ex Enal di Latina Scalo.

Su questi immobili, ciascuno con una storia diversa, saranno realizzati studi di fattibilità, sviluppati con la collaborazione dell’Urban Center e il coinvolgimento degli attori sociali territorialmente interessati, attraverso laboratori cittadini di analisi e immaginazione dedicati agli spazi urbani, ai quartieri e alla città più in generale.

Sarà proprio da questi laboratori che verranno decisi gli utilizzi futuri degli spazi, obiettivi e modelli di gestione, anche attraverso il contributo di privati.

“Le Case del Quartiere sono dei luoghi riconosciuti dalle comunità come “beni comuni”- afferma l’Assessora Cristina Leggio – ovvero strutture nelle quali si possono connettere gli interventi di riqualificazione e i processi di trasformazione urbana con la crescita delle comunità locali, i luoghi con le storie e le persone.

L’individuazione di questi primi 5 spazi è in continuità con centinaia di sollecitazioni pervenute da associazioni, consulte, gruppi, comitati e singoli abitanti. Si è trattato di un incontro tra la generatività della comunità locale e delle istituzioni pubbliche che hanno saputo mettersi in gioco e pensare in modo nuovo”.

“L’Amministrazione comunale di Latina si mette sulla scia di città come Torino e Bologna – prosegue l’Assessore Emilio Ranieri – sperimentando un approccio innovativo sia dal punto di vista della rigenerazione urbana che da quello della gestione degli spazi stessi. I processi di gestione condivisa sono quelli che consentono più di altri di usare in modo qualificato, efficace e sostenibile i luoghi della città”.

Il processo che accompagnerà la nascita delle Case di Quartiere fornirà quindi una risposta al bisogno di spazi di condivisione e permetterà di sostenere in modo diffuso la capacità dei cittadini di collaborare tra loro e promuovere una città aperta e inclusiva, ponendo al centro le persone e le idee.

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