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Fiumicino, nascono “I Tavoli del porto” per dire no alla cementificazione fotogallery

Un coordinamento di associazioni e comitati in opposizione al riesumato progetto del porto turistico. Ecco come aderire

Fiumicino – In risposta al recente rinnovo della concessione demaniale per la realizzazione di un nuovo porto turistico/crocieristico nell’area del vecchio faro di Fiumicino, associazioni e comitati cittadini hanno dato vita al Coordinamento “I Tavoli del Porto”. Lo scopo del coordinamento è quello di far emergere in tutta la sua complessità i temi della portualità, gestione e sviluppo del territorio e di contrastare la realizzazione di una nuova opera che causerà un notevole impatto ambientale e renderà la vita dei cittadini insopportabile in termini di inquinamento e traffico.

Viene di seguito riportato il manifesto di intenti prodotto dal coordinamento e protocollato al Comune di Fiumicino il 29/10/2019. Oltre alla richiesta di confronto sul porto turistico indirizzata alle istituzioni, il documento si rivolge all’intera cittadinanza.

E’ infatti intenzione del coordinamento incontrare e dialogare con altre realtà associative del territorio e con tutti coloro interessati, per creare un movimento di opinione che sostenga una progettualità alternativa coerente con gli interessi dei cittadini e con uno sviluppo sostenibile per l’ambiente e l’uomo.

Per adesioni e informazioni: tavolidelporto@gmail.com

Il manifesto de I Tavoli del Porto

Manifesto di intenti – Comitato di Coordinamento “I Tavoli del Porto”

Il progetto del Porto della Concordia di Iniziative Portuali (IP) (leggi qui) ha lasciato l’area del vecchio faro in uno stato di abbandono e degrado. Questo porto, cominciato e lasciato incompiuto, ha privato i cittadini di una parte delle loro spiagge. Le opere realizzate hanno modificato irreversibilmente il paesaggio alla foce del Tevere (leggi qui) e i concessionari sono stati coinvolti in un’inchiesta giudiziaria (leggi qui).

Nonostante l’inadempienza di IP e i problemi legati all’opera, la concessione demaniale dell’area è stata recentemente rinnovata, con il fine di realizzare un nuovo porto ancora più imponente e impattante per l’ambiente ed i cittadini. Il nuovo progetto inserisce la funzionalità crocieristica (notizia data in anteprima dal Faro on line leggi qui), riducendo la parte per la nautica da diporto. Mentre i promotori del progetto promettono uno sviluppo ecosostenibile dell’area, una crescita occupazionale e un costante afflusso turistico a beneficio del territorio, la realtà degli attracchi da crociera è ben diversa e porta con sé problematiche che ricadono principalmente sull’area e sugli abitanti.

Nuovo porto turistico di Fiumicino

Ci preoccupa fortemente l’impatto sanitario che un porto crocieristico avrebbe nel territorio di Fiumicino, già interessato da un aeroporto intercontinentale in espansione e da un progetto di porto commerciale. I rischi connessi alle emissioni prodotte da traffico aereo, cui si aggiungerebbero quelle delle navi da crociera, portacontainer e ro.ro, e l’aumento del traffico veicolare per trasporto di passeggeri e merci, andrebbero valutati attentamente con studi epidemiologici di dettaglio.

Oltre all’inquinamento di aria, acqua e suolo e al degrado degli habitat marini e costieri, prodotti dal traffico navale e dal trasporto di passeggeri e merci, la costruzione dell’opera contribuirebbe ad alterare in modo permanente le dinamiche di trasporto dei sedimenti. Quest’ultimo punto comporterebbe pesanti ripercussioni per la balneazione e tutte le attività associate anche per i territori a Nord di Isola Sacra come Focene e Fregene, che già risentono fortemente del problema dell’erosione costiera.

Il rischio idrogeologico dell’area è un nodo sottovalutato, o valutato con metri di giudizio alterni: sussiste per le abitazioni dei cittadini ma sembra poco rilevante per le nuove costruzioni che si affaccerebbero, invece, nell’area di golena del Tevere. Un ulteriore impatto ambientale, meno visibile ma non per questo meno severo, è legato alle colossali opere di dragaggio necessarie per consentire il transito e l’attracco di navi di grande stazza su fondali poco profondi come quelli adiacenti alla foce.

Inoltre, il progetto del porto (che prevede lo scalo di navi con capacità nell’ordine di 5400 passeggeri e 2100 di equipaggio) non tiene in considerazione la fragilità delle infrastrutture di Fiumicino, già sature del traffico locale e di quello legato all’aeroporto. Il turismo “mordi e fuggi” tipico del settore crocieristico difficilmente porterebbe vantaggi per l’economia della città. Più probabili sono invece i disagi alla mobilità: ai cittadini non resterebbe che osservare il costante flusso di pullman che attraversano il territorio, tra la zona del porto e Roma.

In sintesi, il progetto di un nuovo porto turistico/crocieristico minaccia di aggravare ancora di più lo stato di salute dell’ambiente e la qualità della vita dei cittadini di Fiumicino.

Nuovo porto turistico di Fiumicino

Tutte queste criticità non sono state discusse con i cittadini, ma anzi il cambio di destinazione del porto, è stato inserito come se fosse solo un particolare accessorio, mantenendo la quota crocieristica al di sotto del 50% della capacità del porto. Questa operazione è stata avviata senza che nel territorio ci sia stato alcun dibattito pubblico e se l’opera venisse realizzata, saranno i cittadini e l’ambiente a pagare le conseguenze di questa scelta.

Perciò chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore non solo la zona del faro, ma tutto il territorio di Fiumicino, di mobilitarsi per la salvaguardia e la protezione del litorale, sottoscrivendo questo documento.

Riteniamo sia necessario superare un modello di sviluppo basato sul consumo indiscriminato di suolo appannaggio di grandi opere, promuovendo invece una mobilità sostenibile e un modello di edilizia più attento alle esigenze dei cittadini e delle famiglie e non dei grandi investitori.

Ci auspichiamo una fruizione libera e gratuita della zona, senza la presenza di grandi opere che comprometterebbero in maniera definitiva la vocazione naturale e il valore storico dell’area del Faro e dei Bilancioni, delle spiagge, la balneazione e le attività ad essa legate.

Chiediamo che gli spazi interessati dalla concessione vengano riconsegnati alla comunità, affinché possa fruire delle strutture originarie presenti opportunamente riqualificate e che gli interventi futuri siano di tipo conservativo, volti a valorizzare la vocazione naturale di questi luoghi.

Per questo chiediamo che sia aperto un confronto con le istituzioni riguardo al modello di sviluppo di Fiumicino, incluso il tema della portualità turistica e commerciale. Chiediamo che il progetto di porto turistico/crocieristico nell’area del faro venga abbandonato definitivamente con la revoca immediata della concessione demaniale e che si apra una ampio e sereno confronto per un progetto alternativo.

Sottoscritto da:
Comitato Promotore SAIFO, Comitato Cittadino Lungomare della Salute e Via del Faro, Comitato Cittadino Isola Sacra, Comitato Spontaneo Isola Sacra, Labora Storia. Collettivo NO Porto, Associazione Riaccendiamo il Faro, Comitato Cittadino Per.La Focene