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Formia, un parco archeologico a Marina di Castellone? Ecco l’idea di Gianfranco Conte foto

Conte: "L’unica destinazione possibile per Marina di Castellone è un parco archeologico che comprenda le Grotte di S.Erasmo e i ninfei di Villa Rubino."

Formia – La riqualificazione di Marina di Castellone è diventata, dopo la visita, nei giorni scorsi, dell’ex prefetto di Latina, nonché direttore dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati Bruno Frattasi (Leggi qui), uno degli argomenti “caldi” a Formia.

Il primo, però, a lanciare un’idea chiara sull’utilizzo di questo bene, sequestrato ben 13 anni fa e confiscato da 9, è il consigliere di minoranza, nonché leader di “Formia ConTe” Gianfranco Conte che, sui suoi canali social, fa sapere: “Abbiamo più volte ribadito che l’unica destinazione possibile per l’immobile è farne il fulcro di un parco archeologico che comprenda le Grotte di S.Erasmo e i ninfei di Villa Rubino, con lo spostamento del museo ora presso il comune e il suo ampliamento con i molti reperti di origine locale sparsi in altri musei nazionali!”

Perché questo parco archeologico veda la luce, però, evidenzia Conte, bisogna che l’amministrazione comunale di Formia, targata Paola Villa, si attivi per trovare le risorse necessarie, anche perché, “fatte le dovute considerazioni sulla capacità dell’attuale maggioranza ad intercettarle, sarà oneroso reperirle”.

Marina di Castellone: gli impegni del Comune per l’acquisizione del bene

Non solo i fondi, però, serviranno all’amministrazione. Quest’immobile, infatti, sito nel cuore pulsante della città, ancora non appartiene al Comune di Formia e, prima che l’incuria del tempo faccia il suo corso, perché qualsiasi progetto di riqualificazione vada in porto bisognerà seguire l’iter segnalato proprio da Frattasi nei giorni scorsi.

In primis, il Comune dovrà procedere con l’adeguamento del regolamento comunale dei beni confiscati. Dopodiché, dovrà predisporre il bando per recepire le manifestazioni di interesse da parte dei vari soggetti che saranno interessati a coadiuvare il Municipio per la messa in campo di un progetto di fruizione dell’immobile. Infine, il Comune dovrà impegnarsi a esplorare tutte le risorse possibili – siano esse regionali o ministeriali – per la ristrutturazione dell’immobile.

(Il Faro on line)